Per DSM-Firmenich si apre una fase di transizione ai vertici: Richard Ridinger è stato proposto come nuovo presidente del consiglio di amministrazione al posto di Thomas Leysen, che ha deciso di ritirarsi. La successione dovrà essere approvata dagli azionisti durante l’assemblea straordinaria convocata per il 19 ottobre 2026. Ridinger fa già parte del consiglio come amministratore indipendente.

Richard Ridinger candidato alla presidenza di DSM-Firmenich

La proposta è arrivata all’unanimità dal consiglio di amministrazione. Il passaggio non comporterà però un cambio immediato: Leysen resterà in carica fino all’elezione del successore da parte degli azionisti. A quel punto lascerà sia la presidenza sia il consiglio, spiegando di voler dedicare più tempo agli altri incarichi societari e alle attività nel settore non profit.

La candidatura di Ridinger punta anche sulla conoscenza che il manager ha già maturato all’interno del gruppo. Il suo percorso comprende ruoli esecutivi e nei consigli di amministrazione di aziende internazionali attive nei settori farmaceutico, della cura della casa e della persona, della nutrizione e della salute.

Thomas Leysen lascia dopo la fusione tra DSM e Firmenich

La decisione arriva in un momento preciso nella storia recente dell’azienda. La fusione tra DSM e Firmenich, completata nel 2023, ha dato origine all’attuale gruppo e ha richiesto una fase di integrazione e definizione della nuova struttura. Secondo quanto comunicato dalla società, il processo di fusione è ormai completato e l’indirizzo strategico è stato definito.

Durante il suo mandato, Leysen ha quindi accompagnato il gruppo nella fase iniziale successiva alla combinazione delle due società. Il suo passo indietro coincide con un momento in cui alcune delle principali operazioni previste dal piano sono già in corso.

Portafoglio e margini tra le priorità del gruppo

Tra i dossier ancora aperti c’è la cessione di Animal Nutrition & Health, la cui conclusione è prevista entro la fine dell’anno. Il gruppo sta inoltre portando avanti un programma dedicato al miglioramento dei margini e ha recentemente rinnovato il proprio comitato esecutivo.

Il cambio alla presidenza si inserisce, dunque, in un percorso già avviato, più che in una revisione della strategia. La società considera completata la fase di integrazione e si concentra ora sull’attuazione delle decisioni relative al portafoglio e alla redditività.

I risultati del 2026 accompagnano il cambio di governance

La nomina arriva dopo una prima metà dell’anno caratterizzata da una crescita delle vendite. Nel secondo trimestre DSM-Firmenich ha registrato una crescita organica del 6%, mentre l’utile operativo lordo rettificato ha raggiunto 466 milioni di euro. La crescita ha interessato anche le principali aree di attività: taste, texture&health ha segnato +6%, perfumery&beauty +7% e health, nutrition&care +4%.

È in questo contesto che Ridinger si prepara ad assumere la presidenza. La sua elezione, se approvata dagli azionisti, porterà alla guida del consiglio un manager che conosce già l’organizzazione e che dovrà accompagnare il gruppo nella fase successiva alla fusione, con l’attenzione rivolta soprattutto all’esecuzione della strategia, al portafoglio e ai margini.

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