Quanto valore si può ricavare da una sola biomassa vegetale? Partendo da questa domanda Verel, azienda cosmetica che sviluppa e produce formulazioni su misura e linee private label per brand e retailer, ha messo a punto due attivi cosmetici ottenuti dalle foglie di bergamotto destinati a due categorie industriali che di norma non si incontrano mai: la skincare e l’oral care.
I due attivi, BERGALUXE™ e BERGALUXE™ OC, sono stati presentati al 36° Congresso IFSCC di Perth, in Australia, quest’anno dal titolo Solving the Sustainable Beauty Equation.
Il punto di partenza: foglie che restavano a terra
Il bergamotto viene coltivato per l’olio essenziale della sua buccia e per il frutto. La potatura annuale degli alberi produce una quantità costante di foglie che fino a oggi non avevano una destinazione: restavano a terra, e nessuno lungo la filiera aveva ipotizzato per loro una seconda vita. Sono un residuo agricolo disponibile ogni anno, in volumi prevedibili, e con un contenuto in flavonoidi che la letteratura documenta, ma che l’industria cosmetica non aveva mai valorizzato.
La tecnologia: caratterizzare prima, decidere dopo
Le foglie vengono essiccate in condizioni controllate e lavorate con una tecnologia di estrazione meccanica a freddo con trattamento fluidodinamico della matrice botanica, un processo che riduce l’impiego di solventi organici e il consumo energetico.
La caratterizzazione qualitativa è stata effettuata con metabolomica untargeted ad alta risoluzione, che ha permesso di annotare 191 entità molecolari; inoltre, i flavonoidi come neoeriocitrina, esperidina e composti correlati alla naringenina sono stati quantificati. Da quella mappa sono emersi due profili di attività distinti, che hanno portato allo sviluppo di due ingredienti separati. È la caratterizzazione completa dell’estratto, condotta a monte della scelta dell’applicazione, ad aver permesso di portare la stessa biomassa in due direzioni.
La caratterizzazione chimica e i test in vitro sono stati realizzati grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, partner scientifico di Verel.
BERGALUXE™: i risultati sulla pelle
In vitro, l’estratto ha mostrato un’inibizione dei radicali liberi dell’85% nel saggio ABTS e un’up-regolazione dell’espressione genica di SIRT1, valutata in q-PCR a concentrazioni comprese fra l’1% e il 3%.
Lo studio clinico è stato condotto da un laboratorio esterno su 30 volontarie caucasiche di età compresa fra 40 e 65 anni, selezionate per perdita visibile di elasticità e compattezza cutanea, suddivise in due gruppi da 15 soggetti, uno su prodotto attivo e uno su placebo. Il protocollo ha previsto l’applicazione due volte al giorno, per 28 giorni, di un siero contenente BERGALUXE™ al 2%, con valutazioni strumentali al basale e al termine del periodo di utilizzo.
Le misurazioni, effettuate con tecniche di bioingegneria non invasive, hanno rilevato:
● un aumento della luminosità cutanea dell’11,6%, misurato sul parametro gloss con spettrofotometro CM-700D, oltre due volte superiore al placebo;
● un aumento dell’elasticità cutanea complessiva dell’8,5%, misurato sul parametro R2 con Cutometer® MPA 580, oltre due volte superiore al placebo;
● un miglioramento della compattezza cutanea, rilevato come riduzione del 13,9% del parametro R0, tre volte superiore al placebo.
Tutte le differenze riportate sono risultate statisticamente significative rispetto al placebo. Nel gruppo trattato è stato, inoltre, rilevato un aumento statisticamente significativo della densità dermica del 5,1% rispetto al valore basale, misurato con ecografia ad alta frequenza.
BERGALUXE™ OC: i risultati sulla cavità orale
Il secondo ingrediente, sviluppato per applicazioni di igiene orale, è stato valutato in vitro con metodo di diluizione e neutralizzazione contro due microrganismi coinvolti nella formazione della placca e nell’alitosi.
Testato tal quale, ha determinato una riduzione logaritmica superiore a 4,79 su Streptococcus mutans e superiore a 4,72 su Fusobacterium nucleatum, già a 60 minuti di contatto e mantenuta a 4 e a 24 ore, con conte di sopravvissuti al di sotto della soglia di rilevabilità.
Risalire la filiera: dalla materia prima al prodotto finito
Verel presidia l’intera catena che porta una materia prima agricola dentro un prodotto finito. Selezione della biomassa, progettazione, trasformazione e produzione dell’attivo, caratterizzazione analitica, studio in vitro, validazione clinica, sviluppo della formula, industrializzazione, produzione: passaggi che nella maggior parte dei progetti cosmetici appartengono a quattro o cinque fornitori diversi.
Il motore di questa catena è il laboratorio di ricerca e sviluppo, dove vengono studiati, sviluppati e prodotti gli attivi proprietari che entrano poi nelle formule dei clienti, come BERGALUXE™.
Un esempio di come, quando la caratterizzazione di una biomassa è completa, un unico dossier di materia prima può sostenere progetti in categorie diverse: una sola filiera da qualificare, un solo fornitore da gestire, due mercati raggiungibili. Per un brand che lavora su più linee, è una semplificazione misurabile.












