Effetto dell’estratto di semi d’uva su fibroblasti esposti ad UVA

Il presente studio parte dal presupposto che l’estratto di semi d’uva (GSE) è naturalmente ricco di composti polifenolici, in particolare (+)-catechina (C) e (-)-epicatechina (EC) che presentano una notevole attività antiossidante e forniscono a GSE un valore aggiunto nell’utilizzo in cosmetici con proprietà antietà. Tuttavia, la principale difficoltà è rappresentata dalla mancanza di stabilità dell’estratto in diverse condizioni ambientali, problema che ne rende difficoltoso l’utilizzo per lo sviluppo di prodotti cosmetici solari fotostabili.

Obiettivo del lavoro è stato quindi quello di studiare gli effetti fotoprotettivi del GSE sui fibroblasti dermici umani irradiati con luce UVA e valutare la fotostabilità delle catechine all’interno di formulazioni in crema, contenenti GSE da solo o in combinazione con ottil metossicinnamato (OMC), noto filtro solare organico.

Al fine di valutare gli effetti protettivi del GSE sui fibroblasti irradiati con luce UVA è stato utilizzato il saggio MTT. Inoltre, la fotostabilità di C ed EC all’interno del GSE, e nella formulazione in crema contenente GSE, è stata studiata mediante cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC) e confermata mediante spettrofotometria di riflessione e trasmissione, utilizzando nastri Transpore™ e lastre di polimetacrilato (PMMA) come substrati.

Dosi elevate di UVA hanno danneggiato la struttura dei fibroblasti e ne hanno inibito la crescita; tuttavia, il GSE è stato in grado di accrescere la vitalità cellulare e ha protetto le cellule stesse in modo efficace dai danni indotti dai raggi UVA.

La fotostabilità di C ed EC è stata ottenuta dalla combinazione di GSE e OMC, e l’accostamento dei due attivi ha anche migliorato la capacità di assorbimento del filtro UV e aumentato l’efficacia complessiva della formulazione.

Occorre precisare che le piastre in PMMA hanno mostrato una migliore applicabilità per i test di fotostabilità in vitro delle formulazioni di creme solari; ma nonostante l’instabilità al calore del nastro Transpore®, dovuta all’esposizione ai raggi UV, esso può ancora essere economicamente considerato un substrato alternativo per la schermatura.

In conclusione, lo studio sottolinea come GSE possa essere utilizzato come risorsa naturale efficace e sostenibile per la prevenzione dei danni alla pelle indotti dai raggi UV, fornendo una protezione a lungo termine contro l’invecchiamento cutaneo prematuro.

J Cosmet Dermatol- Apr;20(4):1271-1282 (2021)

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