Implementare la definizione delle priorità degli inventari chimici inserendo dati sui bioattivi

Ogni anno nel mondo vengono introdotte nuove sostanze chimiche in commercio, alcune anche di natura cosmetica. Gli autori di un recente studio nord-americano sottolineano l’importanza di sviluppare approcci innovativi per identificare le sostanze a rischio: per molte di queste, infatti, i dati di rischio ed esposizione sono davvero scarsi. Come muoversi allora? Secondo lo studio, pubblicato su “Altex – Alternatives to Animal Experimentation”, queste lacune devono essere colmate con approcci robusti ed efficienti: in tal senso, suggeriscono di utilizzare dati di bioattività ottenutiin-vitro, secondo la logica del programma ToxCast che li sfrutta per derivare i PODs o “punti di partenza”.

Questo programma contiene già dati su circa 1.400 endpoint e sulle concentrazioni potenzialmente causa di eventi avversi: queste possono essere convertite a POD umano-equivalenti con l’uso del modello “HTTK – Tossicocinetica ad alto rendimento”.

Questo metodo, sottolineano gli autori, è però insufficiente: ecco perché vi si possono affiancare modelli in-silico. Nello studio è stato utilizzato il modello ADMET per predire i risultati del modello HTTK, mentre si è scelto un approccio read-across generalizzato per predire la potenza della bioattività di una sostanza secondo il modello ToxCast. 5.801 le sostanze valutate con questo metodo, tutte parte della “Canada’s Domestic Substance List (DSL)”.

I risultati

ottenuti sono stati confrontati con quelli in-vivo per 1.042 DSL, già presenti nel database EPA Toxicity Values: ciò ha permesso di evidenziare che le bioattività dei PODs calcolate con ToxCast o il read-across si conservano per il 95% delle sostanze valutate. Un ottimo risultato. Gli autori concludono lo studio osservando che quella proposta è una buona strada da seguire per evitare di condurre esperimenti animali per colmare lacune che si possono riempire anche con valutazioni differenti.

Lo studio è stato condotto dal canadese Healthy Environments and Consumer Safety Branch in collaborazione con il Center for Computational Toxicology and Exposure della U.S. Environmental Protection Agency.

Beal MA, Gagne M, Kulkarni SA, Patlewicz G, Thomas RS, Barton-Maclaren TS. Implementing in vitro bioactivity data to modernize priority setting of chemical inventories. ALTEX. 2021 Nov 23. doi: 10.14573/altex.2105251. Epub ahead of print. PMID: 34818430.

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