Irritazione oculare: uno studio coreano

Un team di ricerca coreano ha messo a punto due approcci integrati su più livelli per valutare l’irritazione oculare, disegnati per tenere conto della solubilità delle sostanze chimiche da testare e per usare il test RhCE come ultimo step.

Il primo approccio (A) è costituito dalla serie di test STE, BCOP, HET-CAM e RhCE, mentre il secondo (B) da due test in vitro condotti in contemporanea al primo step e poi il test RhCE. I due approcci sono stati quindi messi a confronto per valutarne accuratezza, sensibilità e specificità. 47 le sostanze chimiche testate.

I risultati sono stati rispettivamente di 95,7%, 100% e 84,6% per l’approccio A e di 95.7%, 97.1% e 92.3%.

Lo studio ha quindi evidenziato che entrambi gli approcci proposti possono essere utilizzati per individuare sostanze potenzialmente irritanti per gli occhi: in particolare, l’approccio A è utile per sostanze appartenenti alla Categoria 1 e l’approccio B a quelle della “No Category”. L’approccio B in particolare è un efficacie metodo Bottom-Up.

Kyung Yuk Ko, Hye Lyun Jeon, Joohwan Kim, Tae Sung Kim, Yoon-hee Hong, Mi Kyung Jeong, Kyo-Hyun Park, Bae-Hwan Kim, Sera Park, Won-hee Jang, Sun-A Cho, Susun An, Ah Rang Cho, Jung-Sun Yi, Ji-Young Kim, Hak Kim, Jong Kwon Lee, Ki Sook Park. Two tiered approaches combining alternative test methods and minimizing the use of reconstructed human cornea-like epithelium tests for the evaluation of eye irritation potency of test chemicals. Toxicology in Vitro.
Volume 63, 2020. Doi: https://doi.org/10.1016/j.tiv.2019.104675.
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0887233318305411

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