Modelli di cute umana per test di permeabilità

Lo studio dell’assorbimento da parte della cute delle sostanze cosmetiche è molto importante: per legge questo assorbimento non deve avvenire, dal momento che per definizione il cosmetico ha una azione locale.

Questo è vero soprattutto per alcune categorie di sostanze, ovvero le sostanze attive, gli agenti coloranti, i filtri UV e i conservati: per queste categorie ogni azienda cosmetica è tenuta a presentare dati relativi all’assorbimento percutaneo. Ovviamente, anche queste valutazioni devono essere condotte in vitro.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, SCCS e COLIPA (The European Cosmetic and Perfumery Association) prevedono l’uso di una serie di test basati su tessuto porcino o umano: tra questi, i tessuti porcini sono senza dubbio più comodi per test routinari, ma più di un esperto ha iniziato a evidenziare alcune considerazioni di carattere etico.

Nel tempo, sono stati sviluppati dei tessuti cutanei equivalenti a quello umano da utilizzare nei test di permeabilità: ma quanto sono validi rispetto alla cute umana vera? Un recente studio inglese ha messo a confronto un nuovo modello di cute umana ingegnerizzata (LabSkinTM) con la cute vera per verificare la permeabilità di una sostanza chimica, il 3-O-etil-1 acido ascorbico.

Iliopoulos, F. and Chapman, A. (2020), A comparison of the in vitro permeation of 3‐O‐ethyl‐l‐ascorbic acid in human skin and in a living skin equivalent (LabSkinTM). Int J Cosmet Sci. Accepted Author Manuscript. https://doi.org/10.1111/ics.12675

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/ics.12675

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