Modelli in vitro, in silico e in chemico: a che punto siamo?

Una recente review condotta tra Francia e Svezia fa il punto della situazione rispetto ai diversi modelli in vitro ed ex vivo già disponibili per la valutazione tossicologica in ambito cosmetico, con un focus sulle richieste regolatorie, il potenziale genotossico, il potenziale sensibilizzante per la cute, il potenziale irritativo su cute e occhi, le proprietà endocrine e l’assorbimento dermico.

Grande peso è dato al NAMs (New Approach Methodologies), una delle strategie messe a punto più di recente per raggiungere risultati tossicologici certi anche in situazioni complesse. Ecco quindi che, secondo il NAMs, il read-across deve essere considerato lo strumento principe per valutare la tossicità sistemica di una sostanza in mancanza di qualunque test animale precedente.

Il read- across, come altri metodi in silico, consente di evitare costosi test in vitro: meglio se, in questo caso, si ottiene l’approvazione della sostanza da più software. Il Q-sar è un altro test in silico spesso utilizzato.

Altri modelli particolarmente utili a fini regolatori sono poi SENS-IS e il Genomic Allergen Rapid Detection (GARD), capaci di indagare più eventi avversi del processo di sensibilizzazione cutanea. La valutazione di genotossicità e mutagenicità è più complessa rispetto a quella di sensibilizzazione cutanea e irritazione oculare o cutanea, per le quali il NAMs prevede l’uso di vari test che, insieme, indagano i punti chiave del processo: DPRA e ADRA per il K1, KeratinoSens e LuSens per il K2 e h-CLAT, U-SENS e il saggio IL-8 Luc per il K3. Gli autori si concentrano quindi anche su questo importante aspetto, ricordando che la decima revisione del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori europeo raccomanda l’uso di una batteria di due test: l’OECD 471 e l’OECD 487 che, insieme, permettono di valutare i danni indotti da una sostanza sui cromosomi, dando esiti sia per la genotossicità che per la cancerogenicità.

La batteria di test dovrebbe essere ripetuta in presenza e in assenza di attivatori metabolici. Anche in questo caso i test in silico hanno un loro ruolo. Quanto riportato è solo una piccola parte dell’articolo, pubblicato in formato open, che è molto ampio e dettagliato.

Barthe, M.; Bavoux, C.; Finot, F.; Mouche, I.; Cuceu-Petrenci, C.; Forreryd, A.; Chérouvrier Hansson, A.; Johansson, H.; Lemkine, G.F.; Thénot, J.-P.; Osman-Ponchet, H. Safety Testing of Cosmetic Products: Overview of Established Methods and New Approach Methodologies (NAMs). Cosmetics 2021, 8, 50. https://doi.org/10.3390/cosmetics8020050

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