Policy su brief nel mondo profumi

Nello sviluppo di nuove profumazioni si devono considerare numerosi aspetti legati a creatività, desiderio di soddisfare le aspettative dei consumatori, difficoltà tecniche da fronteggiare e anche requisiti regolatori, condizione quest’ultima sempre più limitante soprattutto in un mondo come l’attuale che mette giustamente al primo posto la salvaguardia della salute dei consumatori.

A tal proposito ogni qual volta un’azienda o brand di prodotto finito si trova nella condizione di dover richiedere lo sviluppo di una nuova profumazione ad una fragrance house diventa necessario inserire all’interno della richiesta (brief come viene chiamato nel settore) un paragrafo destinato ai requisiti cogenti da rispettare nello sviluppo formula: quest’ultimi sono raggruppati all’interno di una policy aziendale dove devono essere chiaramente indicati i vincoli richiesti nella realizzazione della fragranza. Sarà premura di ogni società, per esempio, indicare tutte le materie prime che si vorrebbero evitare in quanto caratterizzate da un alto profilo tossicologico o che sono state inserire nella famosa CORAP List da parte di ECHA e quindi sotto iter di valutazione con possibile bando dall’utilizzo in determinate categorie merceologiche.

Sempre in tale ottica sarà possibile indicare la necessità di evitare la presenza all’interno del profumo di prodotti classificati come CMR da autoclassificazione o da classificazione armonizzata in modo da avere fragranze finali da gestire negli impianti produttivi con profili di rischio più mild e decisamente più indicate per l’utilizzo da parte degli operatori di produzione senza ricorrere a misure protettive di difficile gestione. La componente regolatoria risulta fondamentale in sede di uno sviluppo profumativo in ogni settore dal mondo del personal care a quello funzionale dell’home care con caratteristiche uniche e sempre diverse a seconda delle esigenze