Sensibilizzazione cutanea: un modello stacking meta

Uno studio della sezione Ricerca e Sviluppo di L’Oréal ha testato 219 sostanze, per lo più ingredienti cosmetici come conservanti, fragranze e coloranti, utilizzando un metodo integrato messo appunto dall’azienda che prevede di incorporare i risultati ottenuto con 3 diversi metodi in vitro (Direct Peptide Reactivity Assay, Keratinosens™, U-SENS™), 3 metodi in silico (TIMES SS, TOXTREE) e alcuni parametri fisicochimici, come volatilità e pH. Si tratta di un modello stacking meta.

I risultati ottenuti con questa strategia sono stati quindi confrontati con i dati del Local Lymph Node Assay (LLNA). I risultati del confronto evidenziano che il metodo in silico TIMES è particolarmente utile quando utilizzato come parametri di input per distinguere tra sostanze sensibilizzanti e non sensibilizzanti.

Inoltre, il metodo ha mostrato una accuratezza per le sostanze cosmetiche compresa tra l’85% e il 91%: un fatto che fa dire agli autori che può essere utilizzato nelle valutazioni di futura generazione della sicurezza cosmetica. Lo studio conferma quanto già indicato in letteratura e nelle linee guida, ovvero la necessità di utilizzare diversi test alternativi alla sperimentazione animale per ottenere risultati forti e sicuri.

Fleur Tourneix, Nathalie Alépée, Ann Detroyer, Joan Eilstein, Mehdi Ez-Zoubir, Silvia Martinozzi Teissier, Hicham Noçairi, Cécile Piroird, David Basketter, Aurélia Del Bufalo, Skin sensitisation testing in practice: Applying a stacking meta model to cosmetic ingredients,Toxicology in Vitro, Volume 66, 2020. Doi: https://doi.org/10.1016/j.tiv.2020.104831.

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0887233319309476?via%3Dihub

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