Uno studio prende in esame il laureth-23 e lo confronta con altri due alcoli grassi etossilati (FAEO), con l’obiettivo di valutarne il potenziale come tensioattivo primario delicato ma efficace

L’eczema delle mani è una delle dermatosi professionali più frequentemente diagnosticate. Nel settore alimentare e sanitario, i prodotti per la pulizia e la disinfezione sono tra le cause principali coinvolte nello sviluppo di tale problematica.

L’effetto irritante dei detergenti cutanei dipende da due fattori principali.
In primo luogo, è strettamente correlato al tempo e all’intensità di utilizzo del prodotto. In secondo luogo, il potenziale irritante è connesso alle diverse tipologie e combinazioni di tensioattivi presenti in formula.

Laureth-23 e detersione professionale

Il tensioattivo non ionico laureth-23 è usato raramente nella detersione cutanea professionale. Sebbene sia appurato che si tratti di un tensioattivo delicato, le sue prestazioni detergenti non sono ancora del tutto chiare.

Se impiegato come tensioattivo primario e combinato con adeguati co-tensioattivi, è probabile si possa creare un prodotto delicato ma al tempo stesso efficace per la pulizia della pelle con laureth-23 come tensioattivo primario.

Lo studio

Il presente lavoro, pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science, prende in esame il laureth-23 e lo confronta con altri due alcoli grassi etossilati (FAEO), con l’obiettivo di valutarne il potenziale come tensioattivo primario delicato ma efficace.

Analizza poi diverse combinazioni di tensioattivi con laureth-23, per verificarne la compatibilità con la pelle e le prestazioni di pulizia, oltre che per indagarne analogie e differenze con un detergente cutaneo delicato ma efficace già noto.

Nello specifico, è stato effettuato un patch test occlusivo su 24 soggetti sani (18 donne e 6 uomini), di età compresa tra i 18 e i 55 anni, con tipo di pelle I–IV secondo Fitzpatrick.

Sono stati dunque misurati la perdita di acqua transepidermica, l’eventuale eritema e il punteggio visivo. I dati raccolti sono stati classificati dal potenziale irritante più basso a quello più elevato ed è stato calcolato un punteggio di irritazione. Sono state poi testate le prestazioni di pulizia utilizzando un dispositivo automatizzato in 10 soggetti sani.

I risultati ottenuti hanno dimostrato il basso potenziale irritante del laureth-23 e delle sue miscele.

In merito alle diverse combinazioni di tensioattivi, l’accostamento del laureth-23 con un tensioattivo lievemente anfotero e uno lievemente anionico è risultata la migliore tra quelle allestite per quanto riguarda la compatibilità cutanea e le capacità di pulizia.

Le conclusioni

Il laureth-23 ha mostrato ottime prestazioni come tensioattivo primario.
Lo studio soprariportato ha inoltre confermato che la combinazione di laureth-23 con tensioattivi anionici e anfoteri è particolarmente vantaggiosa.

In particolare, la miscela composta da laureth-23, cocamidopropyl betaine e disodium laureth sulfosuccinate si è rivelata delicata sulla pelle, pur presentando buone capacità detergenti. I risultati ottenuti costituiscono, dunque, una base interessante per ulteriori sviluppi nel campo della detersione.

Dick A, Stolz HJ, Sonsmann FK, Mild but effective skin cleansing – Evaluation of laureth-23 as a primary surfactant; Int J Cosmet Sci. 2024; 00: 1–11. https://doi.org/10.1111/ics.12940