La DG GROWTH ha reso disponibili, nelle 23 lingue degli Stati Membri, il ruolo e l’importanza dei conservanti in cosmetica. La disponibilità di una gamma ampia e sicura di conservanti è una delle principali sfide per il settore cosmetico. I conservanti sono presenti nei prodotti cosmetici per ridurre il rischio di contaminazione microbica del prodotto e per garantire che il prodotto rimane adatto e sicuro durante la shelf-life e il periodo del suo utilizzo da parte dei consumatori (PAO). Senza l’uso di conservanti, i prodotti cosmetici – proprio come il cibo e altri prodotti gestiti direttamente dai consumatori – possono essere contaminati da microrganismi, il che conduce a deterioramento del prodotto, perdita di prestazioni del prodotto e possibilmente irritazioni, infezioni o altre reazioni avversi per la salute del consumatore. La Commissione europea assicura un elenco aggiornato dei conservanti sicuri scientificamente valutati per il loro uso in cosmetici prodotti e guide di autorità nazionali per monitorare i prodotti sul mercato UE
Ilaria Borgna
Conservanti
Filtri solari green da sottoprodotti industriali
Esausti di caffè e chicchi di caffè verde difettosi sono sottoprodotti industriali di lavorazione del caffè che possono trovare un uso potenziale per applicazioni cosmetiche, a causa della loro sicurezza e un elevato contenuto di lipidi che presentano interessanti proprietà fisico-chimiche. Formulazioni per la protezione solare, sottoforma di emulsioni A/O, potrebbero rappresentare un’applicazione adatta per questi sottoprodotti, che forniscono un fattore di protezione solare più elevato, a parità di concentrazione, rispetto a emulsioni O/A. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare gli effetti biologici della frazione oleosa ottenuta da fondi di caffè estratti con CO2 supercritica, e l’olio di caffè verde, per lo sviluppo di una nuova generazione di filtri solari con prestazioni migliorate di protezione solare. Le frazioni di olio sono state utilizzate per la preparazione di emulsioni A/O contenti filtri solari, preparate con un processo di emulsione a freddo, con acqua purificata come fase acquosa dispersa, e particelle di TiO2 e ZnO. I filtri solari sono stati caratterizzati in termini di proprietà meccaniche, reologiche e di adesione cutanea. Inoltre, sono state valutate, in vitro e in vivo, le proprietà biologiche delle formulazioni, comprendendo test di resistenza all’acqua, di sicurezza e di protezione solare. L’uso di due tipi di particelle solide si è rivelato utile nelle formulazioni sviluppate, garantendo un alto SPF con protezione UVB/A conferita da TiO2 e ZnO. Inoltre, l’emulsione contenente il 35% w/w della frazione d’olio ottenuta dai fondi di caffè ha presentato caratteristiche promettenti nel miglioramento delle prestazioni favorendo un ampio spettro di protezione solare. L’uso del sottoprodotto dell’industria di caffè per applicazioni cosmetiche sembra essere un approccio adatto per la valorizzazione dei rifiuti dell’industria del caffè, e presenta caratteristiche promettenti nel miglioramento nel coadiuvare la protezione solare.
Industrial Crops and Products, Volume 80, February 2016, Pages 93-100
di C.Lacapra e S. Rum
Rischio microbiologico per prodotti Personal Care
Le decisioni regolamentari in materia di sicurezza microbiologica dei cosmetici e dei prodotti per la cura personale sono principalmente fondate sul pericolo, e la presenza di un potenziale patogeno determina il processo decisionale. Questo contrasta con l’industria alimentare in cui risulta essere un luogo comune l’usare un approccio basato sul rischio per garantire la sicurezza microbiologica. Un approccio basato sul rischio permette di tener conto del grado di esposizione e di valutare i rischi inaccettabili per la salute. L’approccio basato sul rischio garantisce una serie di vantaggi per la sicurezza; questo studio esplora il Codex Alimentarius (Codex) in quattro fasi di valutazione del rischio microbiologico (MRA), quadro frequentemente usato nell’industria alimentare, ed esamina come potrebbe essere applicato per la valutazione della sicurezza dei prodotti per la cura personale. Le fasi di caratterizzazione e identificazione del pericolo e del rischio (uno e due) del quadro Codex MRA considerano i principali microrganismi di interesse. Nel lavoro questi sono affrontati rivedendo le linee guida attuali del settore per gli organismi discutibili, e analizzando le segnalazioni di prodotti contaminati notificati dagli enti governativi nel corso di un recente periodo di 5 anni, insieme con esempi di focolai segnalati. Inoltre, sono discussi i dati relativi alla stima dell’esposizione (fase tre), ed esempi di possibili calcoli e riferimenti sono inclusi. Il quarto passo, effettuato dal valutatore del rischio (la caratterizzazione dei rischi), è specifico per ogni valutazione e riunisce le informazioni dei primi tre passi per valutare il rischio. Anche se ci sono poche applicazioni documentate dell’approccio MRA per il Personal Care, questo studio dimostra che si tratta di un approccio praticabile per la produzione di prodotti sicuri; può essere utile nel contesto della progettazione di prodotti e processi destinati al mercato, e con la fissazione di specifiche microbiologiche. Attualmente, le conoscenze disponibili possono consentire solo una valutazione dei rischi qualitativa o semi-quantitativa, piuttosto che prettamente quantitativa, ma un ulteriore vantaggio è che la strutturazione delle conoscenze disponibili permette una chiara identificazione di lacune verso cui indirizzare le risorse e, se necessario, avviare la generazione dei dati.
International Journal of Cosmetic Science- Volume 38, Issue 6 December 2016- Pages 634–645
di C.Lacapra e S. Rum
Gestire i controlli lungo la catena di fornitura

In materia di Corporate Social Responsibility (CSR) il tema delle condizioni di lavoro lungo la catena di fornitura è critico, soprattutto quando la filiera si estende nei paesi in via di sviluppo, dove effettuare controlli diretti è difficile e costoso. Monitorare la catena di fornitura è una attività importante, che permette di effettuare una analisi del rischio e la conseguente gestione. Il monitoraggio dei fornitori attraverso l’invio di questionari è una pratica frequentemente eseguita dalle aziende, che spesso si spingono a richiedere ai propri fornitori di impegnarsi a rispettare pratiche corrette ai fini di assicurare la salute e sicurezza dei luoghi di lavoro nonché condizioni e salari dignitosi ai lavoratori, per esempio ai sensi dello standard SA8000 oppure delle convenzioni ILO. Abbiamo chiesto a Claudia Strasserra, Social Responsibility Sector Manager di Bureau Veritas, come è possibile avere garanzie sul fatto che un impegno preso formalmente, anche ai sensi delle norme armonizzate, venga poi effettivamente rispettato. «Le verifiche in loco sono ovviamente il mezzo più sicuro, però è vero che gli audit soprattutto in ambito internazionale hanno costi elevati, non alla portata di tutti. Ci sono due modelli operativi. I grandi brand scelgono spesso di effettuare gli audit di parte terza ai fornitori. È un onere rilevante, ma viene sostenuto a fronte della valutazione del rischio, per scongiurare che violazioni dei diritti dei lavoratori o incidenti in paesi in via di sviluppo possano incrinare la reputazione del brand, con ripercussioni negative sulla fiducia dei consumatori e sui mercati finanziari. Un secondo modello, diffuso nel settore del food, è che i brand richiedano ai propri fornitori di sostenere essi stessi il costo dell’audit e caricare i risultati su un database disponibile a tutti».
Quando la strada dell’audit internazionale non è percorribile, prosegue Strasserra, è comunque possibile limitare il rischio di ricevere informazioni non del tutto vere dai fornitori, affiancando ai questionari che le aziende rivolgono loro, la richiesta di opportuni documenti: «la valutazione dei rischi per la salute e sicurezza sul lavoro, per esempio, le procedure interne di selezione dei fornitori o di selezione del personale, le procedure di formazione del personale, gli attestati di formazione degli addetti alla sicurezza dei siti produttivi (primo soccorso, antincendio ecc.). Si tratta una documentazione che permette di ricostruire un quadro del livello di attenzione del fornitore a questi aspetti». Questa raccolta di documenti sta diventando un modello alternativo di audit. «Si tratta dei cosiddetti desktop audit –riporta Strasserra. -Possono essere gestiti da parti terze, società specializzate, e permettono di raccogliere elementi per la valutazione dei fornitori con costi e tempi ridotti». Attivarsi in questi controlli è sempre consigliabile, secondo l’esperta di Bureau Veritas. «È evidente che non tutte le aree grigie delle filiere possono essere illuminate, ma questo non giustifica l’inerzia. Il punto di partenza è uno sforzo di conoscenza della filiera e di conoscenza dei rischi a essa legati e conseguenze economiche per il proprio business in caso di mancata gestione. La possibilità che il fornitore non voglia essere trasparente esiste, ma la scelta di cambiarlo è fra le opzioni che si pongono alle imprese. Infine –conclude, -chiunque può fare valutazioni errate, tuttavia, una corretta gestione di questi rischi cambia l’esito di una eventuale crisi: l’azienda che abbia svolto controlli, che abbia preso in carico situazioni di violazione, che abbia operato per migliorare l’impatto del proprio business risponde più efficacemente a un attacco reputazionale».
di E.Perani
Linea per l’UK
M&H Plastics, un’azienda inglese che produce packaging in plastica appartenente al gruppo RPC, ha presentato una collezione di packaging cosmetico di lusso. Lavorando con RPC-Bramlage in UK, Spagna, Italia, Francia e Germania, l’azienda ha deciso di portare in UK una selezione di bottiglie, vasetti e flaconi denominata «Prestige Packaging Solutions», dall’aspetto particolarmente sofisticato. Tecnologie come l’airless packaging o i polimeri multistrato assicurano una protezione efficace del contenuto: ciò permette ai produttori di utilizzare prodotti più naturali nella formulazione di cosmetici, lozioni e creme per l’igiene personale, riducendo i conservanti. Airless Jars, contenitori ondulati Senso, vasetti sferici Perla, tappi di ogni forma e colore: questi e altri prodotti sono presentati in modo dettagliato nella nuova brochure aziendale.
di A.Virgili
Vetro sostenibile
La Bormioli Luigi è una vetreria specializzata nella produzione di contenitori di alta gamma per la profumeria e la distilleria e di articoli per la tavola. L’azienda produce 250 milioni di pezzi all’anno utilizzando venti linee formatrici sotto cinque forni dislocati nei due stabilimenti di Parma e Abbiategrasso. I suoi Ecojars rappresentano un concetto innovativo di design sostenibile: sono contenitori in vetro ultraleggero per la cosmetica di lusso, che pesano il 50%/60% in meno di un contenitore standard di eguale capacità. Un nuovo processo produttivo proveniente dallo sviluppo per gli articoli casalinghi ha permesso la riduzione dello spessore del fondo e delle pareti dei vasetti, mantenendone qualità e resistenza. La riduzione della quantità del vetro diminuisce l’impatto sull’ambiente delle materie prime utilizzate, della produzione industriale e del trasporto del prodotto lungo la catena distributiva. Il prodotto ha vinto il Luxe Pack In Green Award 2016 nella categoria «Environmentally-Committed Packaging Solutions».
di A.Virgili
Idratazione come fattore primario di giovinezza e aspetti sensoriali
Si è recentemente svolto presso l’hotel Hilton di Milano il primo seminario di aggiornamento tecnico organizzato da LEHVOSS ITALIA in partnership con ARKEMA e BLOOMAGE FREDA. L’introduzione iniziale da parte della Responsabile della divisione Personal Care di Lehvoss, Cristina Lorenzetti, ha permesso di illustrare ai 60 partecipanti i risultati e le future strategie dell’azienda ad un anno di distanza dall’acquisizione di Biophil Italia da parte del gruppo Lehmann&Voss. Il tema della giornata “Idratazione come fattore primario di giovinezza e aspetti sensoriali delle formulazioni cosmetiche”, è stato sviluppato pensando in maniera particolare ai tecnici della ricerca e sviluppo di formulazioni per lo skin care e il make-up funzionale.
Laure Berdin, Market development engineer della divisione specialità cosmetiche di Arkema, ha aperto la sessione con un riepilogo delle caratteristiche tecniche della linea Orgasol powders nelle formulazioni make-up tradizionali.
In seguito, la presentazione approfondita della gamma Orgasol Actives e dell’Orgasol Caresse, ha permesso ai partecipanti di valutare, dal punto di vista tecnico e sensoriale, una decina di formulazioni innovative grazie alle quali Arkema si è distinta durante le ultime fiere cosmetiche quali il Cosmetagora di Parigi.
Formulazioni e test a supporto della loro efficacia hanno dimostrato come gli Orgasol Actives possano aiutare il formulatore ad affrontare alcune tematiche, come l’attività anti-pollution oggi di crescente interesse, attraverso l’uso di prodotti non direttamente collegati al claim stesso.
Nel pomeriggio, Giuseppe Calloni, Vice President di Bloomage Freda Biopharm America, ha introdotto brevemente la storia dell’azienda leader mondiale nella produzione di acido ialuronico, dalla creazione del primo processo produttivo per biofermentazione fino al lancio del MINI HA, l’unico acido ialuronico al mondo ottenuto per degradazione enzimatica. Per finire, sono stati presentati i nuovi principi attivi Bloomage Freda di recente introduzione:
HYACROSS TL 100: sodio ialuronato crosspolimero ad altissimo peso molecolare
GABACARE BL98T: acido gamma amino butirrico
HYAFACTOR PGA: Sodium polyglutamate
HAYFACTOR NDA: Acetyl glucosamine
L’incontro si è concluso con alcune domande e richieste specifiche, soprattutto su questioni relative a ecologia e sostenibilità.
Labbra secche: relazione tra ceramidi e disidratazione
La struttura della cute delle labbra è differente dalle altre zone del corpo; il contenuto d’acqua dello strato corneo (SC) e la funzione di barriera sono, infatti, minori e pertanto le labbra possono facilmente diventare secca e ruvide. Lo SC svolge un ruolo importante nelle funzioni di barriera e nella ritenzione d’acqua e soprattutto le ceramidi (CER) sono importanti lipidi che contribuiscono al mantenimento delle corrette funzioni dello SC. Lo scopo di questo studio è stato quello di chiarire la relazione tra il grado di rugosità del labbro e il profilo CER. Quarantuno soggetti femminili giapponesi con pelle normale (fascia d’età 22-52 anni; media 34.1) sono stati coinvolti in questo studio: sono stati misurati e analizzati il grado di rugosità del labbro e i valori della perdita d’acqua transepidermica (TEWL), quindi profili CER del SC sono stati analizzati usando nastro stripping. Il grado di rugosità del labbro è risultato correlato con i valori di capacità ma non i valori di TEWL. I risultati suggeriscono che non solo il livello di CER totale, ma anche specifiche CER influenzano il mantenimento della funzione dello strato corneo delle labbra.
International Journal of Cosmetic Science- Volume 38, Issue 6 December 2016- Pages 615–621
di C.Lacapra e S. Rum
Esxence – The Scent of Excellence 2017
Con la nona edizione di Esxence – The Scent of Excellence, l’Evento della Profumeria Artistica torna a Milano, dal 23 al 26 marzo, per affascinare con racconti, emozioni, novità e personaggi del magico mondo del profumo. Un universo incantato che trova una perfetta rappresentazione nel nuovo tema scelto per il suggestivo allestimento: il Giardino dell’Eden, per cui una pioggia di boccioli e colori eterei accoglierà il visitatore in questo angolo di paradiso terrestre nel cuore dello skyline milanese.
Locus amoenus per eccellenza, è la dimensione pura della creatività e dell’espressione della fantasia, in grado di risvegliare i sensi che solo qui possono percepire le fragranze più armoniose e raffinate. La Profumeria Artistica è la chiave di ingresso a questo mondo perfetto ed Esxence è l’appuntamento che ogni anno consente a professionisti e appassionati di accedervi.
Nel Giardino dell’Eden l’ideale perfetto si manifesta in un contesto di sogno, con contorni non completamente definiti e colori tenui ma allo stesso tempo vividi e luminosi: dove tutto inizia e dove vorremmo tornare, ogni notte, per fuggirvi. Il pensiero si libera e la forza creatrice fa vibrare ogni organo recettore. Il risveglio e il ritorno alla realtà sono brutali, ma nelle narici e nello spirito rimane qualcosa che testimonia la possibilità di ritrovare la perfezione nella quotidianità e condividerla: è il profumo d’autore, unico e ricercato. Componendolo, annusandolo, indossandolo, accettiamo di vivere sul limite del nostro spazio-tempo terreno, in un lussuoso viaggio tra ciò che siamo e quello che vorremmo essere.
Le case madri internazionali, storiche ed emergenti, rigorosamente selezionate per far parte dell’area espositiva, saranno in grado di offrire al pubblico un eccellente parterre d’interesse per nuovi business e profumate scoperte, confermando Esxence quale capitale della Profumeria Artistica ma non solo. L’evento, infatti, riconferma la presenza, per il terzo anno consecutivo, di Esxkin – The Excellence of Beauty, lo spazio dedicato alla cosmetica di nicchia, dove le realtà più innovative del settore si distinguono per il livello di qualità delle materie prime e l’efficacia delle esclusive formulazioni.
Incontri, workshop e tavole rotonde, approfondimenti culturali ed economici insieme a eventi speciali con alcuni dei nomi più autorevoli e riconosciuti del panorama mondiale della profumeria arricchiranno il calendario della manifestazione.
Una formula, tanti packaging
UNIK (INCI: Water, Glycerin, Butyrospermum Parkii (Shea) Butter, Isononyl Isononanoate, Sodium Acrylates Copolymer and Lecithin, Behenyl Alcohol, Glyceryl Stearate Citrate and Polyglyceryl-3 Stearate and Hydrogenated Lecithin, Phenoxyethanol, Chlorphenesin, Tocopherol and Helianthus Annuus (Sunflower) Seed Oil, Sodium Phytate and Water and Alcohol, Fragrance) è una formula, contenente Lecigel™ e Heliofeel™, distribuita in Italia da Lucas Meyer Cosmetics. Costituisce una soluzione applicabile a diversi tipi di prodotto: da quelli dedicati alla cura del viso o del corpo a quelli per i capelli o destinati all’infanzia. UNIK si adatta ad ogni tipo di packaging. Può, infatti, essere impiegato in formulazioni contenute in vasetto, in tubetto, o in monodose di diverse forme. La formulazione in vasetto conquista così una accattivante elasticità, quella in tubetto una sorprendente texture fondente. La consistenza cremosa e ricca della formulazione permette di prelevarne la quantità desiderata. La texture fondente non appesantisce dopo l’applicazione, lasciando una sensazione rinfrescante. UNIK è altamente tollerabile, non appiccica e non appesantisce. Lecigel™ è un agente gelificante e emulsionante; si può impiegare per creare creme-gel corposi, che migliorano l’idratazione della pelle. Heliofeel™ è impiegato, invece, per migliorare la consistenza della formulazione: la ammorbidisce e la rende cremosa, piacevole al tatto e fondente quando applicata. UNIK consente di ridurre il tempo di sviluppo di un prodotto, limitando nello stesso momento la quantità di materie prime utilizzate. Infine, il processo di produzione semplice e veloce permette di avere un approccio sostenibile e di ridurre l’impatto ambientale.











