Sinerga è membro orgoglioso di Amazonian Alliance, progetto a sostegno della prima Riserva Privata Amazzonica a sviluppo sostenibile nella storia del Brasile patrocinato da EBCF (Empresa Brasileria de Conservacao de Florestas). Un progetto per salvaguardia della foresta, lo sviluppo sostenibile delle comunità locali e la riduzione delle emissioni di CO2. Sinerga è unica licenziataria di materie prime della riserva a uso cosmetico, sostenibili e certificate e sostiene programmi umanitari a favore delle comunità locali.
Ilaria Borgna
REACH: indirizzarsi ai test alternativi
Nel contesto del REACH l’uso dei test alternativi, per disposto di questo Regolamento, è da preferirsi rispetto al ricorso alla sperimentazione su animali. ECHA, l’agenzia europea che gestisce le registrazioni, ha un ruolo proattivo nel promuovere il ricorso ai nuovi metodi validati che non sacrificano animali. Lo staff di ECHA presenta la propria attività di divulgazione in risposta alle domande di Kosmetica in questo prospetto che diventa una guida ai siti informativi dell’European Chemical Agency costruiti per orientare i registranti verso gli approcci speriimentali alternativi.
Sviluppo e aggiornamento di linee guida
Per i nuovi metodi alternativi, ECHA contribuisce allo sviluppo delle linee guida dei metodi e delle linee guida armonizzate OECD e allo sviluppo della modulistica per riportare i risultati secondo modalità armonizzate e condivisibili. Inoltre, si occupa dell’aggiornamento delle line guida ogniqualvolta un nuovo metodo si renda disponibile.
Poiché questo processo è lungo, abbiamo sviluppato nel sito Web la sezione «OECD and EU test guidelines» che anticipa le informazioni sui nuovi metodi e il loro uso per il Reach.
La guida alla valutazione di corrosione/irritazione cutanea e gravi lesioni/irritazione oculare è stata aggiornata proprio nell’estate 2015 in relazione ai test alternativi validati e a come usarli per gli scopi del Reach. Inoltre, c’è stato l’aggiornamento della guida per la tossicità acuta e sensibilizzazione cutanea, con l’inclusione dei nuovi metodi senza animali nelle strategie di sperimentazione.
Sviluppo di Toolkit informativi online
Uno strumento informativo rivolto ai registranti sui passaggi attraverso gli approcci alternativi è disponibile online (http://echa.europa.eu/Web/guest/support/information-toolkit), per indirizzare l’utilizzatore attraverso l’ampiezza dei materiali prodotti. Per esempio, guide pratiche ed esempi illustrano come le conoscenze generali possano essere applicate in pratica a partire dalle linee guida. ECHA ha pubblicato diversi esempi di studi QSAR, R-A e approcci di categoria:
http://echa.europa.eu/support/grouping-of-substances-and-read-across
http://echa.europa.eu/support/oecd-qsar-toolbox
Inoltre, sono disponibili istruzioni dettagliate su come riportare correttamente i dati derivati dagli approcci alternativi, sia QSAR, sia Read Across, sia studi in vitro:
http://echa.europa.eu/documents/10162/13655/pg_report_qsars_en.pdf
http://echa.europa.eu/documents/10162/13655/pg_report_readacross_en.pdf
http://echa.europa.eu/documents/10162/13655/pg_report_in_vitro_data_en.pdf
Infine, raccomandazioni e indicazioni per evitare sperimentazioni su animali non necessarie:
http://echa.europa.eu/documents/10162/13655/pg_avoid_animal_testing_en.pdf
Formazione e aggiornamento
Il personale di ECHA è formato sui metodi alternativi. Inoltre, l’Agenzia organizza workshop e Webinar finalizzati a divulgare le conoscenze sui metodi alternativi a un pubblico sempre maggiore, come è successo per i training online sullo QSAR Toolbox:
http://www.qsartoolbox.org/display-news/-/journal_content/title/Web-training-may-2014
e per i Webinar su come usare i dati in vitro, il Read Across e l’approccio per categorie:
http://echa.europa.eu/view-article/-/journal_content/7def3c04-4b2b-4cfd-86d0-5ce36797faa8; http://echa.europa.eu/Web/guest/view-article/-/journal_content/e4bf9037-993d-4026-acd7-47e4a7ab62fc
Sviluppo di strumenti per l’applicazione dei metodi alternativi
ECHA sviluppa o supporta lo sviluppo di strumenti che facilitano l’applicazione dei metodi alternativi. Alcuni di questi strumenti sono di tipo concettuale, come il Read Across Assessment Framework, http://echa.europa.eu/en/support/grouping-of-substances-and-read-across, altri sono applicazioni software, come QSAR Toolbox o eChem Portal (www.qsartoolbox.org, www.echemportal.org).Questi strumenti aiutano i registranti a costruire il Read Across, uno degli approcci alternativi più usati per predire le proprietà delle sostanze per gli endpoint più complessi per i quali altri tipi di approccio (in vitro, simulazioni computazionali, ecc.) non sono sufficienti per soddisfare la richiesta normativa.
Divulgazione di dati
Inoltre ECHA opera attraverso la divulgazione dei dati di registrazione in presentazioni facili da consultare (info-card, profili, il sito di ECHA dedicato alla divulgazione) e fornendo pacchetti di dati per le piattaforme QSAR e Read-Across.
Pubblicazioni riassuntive
Una serie di pubblicazioni sullo stato dello sviluppo dei test alternativi sono disponibili e vengono riepilogate nelle periodiche pubblicazioni di ECHA sull’uso dei test su animali (2011, 2014).
In considerazione della prossima scadenza REACH del 2018, è stata allestita una campagna informativa, alcune guide pratiche indirizzate ai registranti saranno aggiornate e pubblicate in luglio 2016. Diversi Webinar sono in programma per il 2016, che rifletteranno i più recenti sviluppi nell’uso di metodi alternativi ai fini dell’applicazione al REACH.
di E.Perani
Un idratante biotecnologico
Phytospherix è un glicogeno ottenuto dal mais per biotecnologia senza impiego di solventi, senza conservanti che possiede delle proprietà idratanti paragonabili, se non superiori, a quelle dell’Acido Ialuronico. Opportunamente formulato insieme con quest’ultimo, Phytospherix ha un effetto sinergico, fino a ottenere prestazioni del 30% superiori a quelle dei due attivi presi separatamente. Inoltre, Phytospherix ha una viscosità inferiore e un ottima solubilità in mezzo acquoso Phytospherix è prodotto da Mirexus/Canada ed è distribuito in Italia da Carlo Sessa S.p.A.
Tanti colori e qualche sfumatura di grigio
Nel 2015 il mercato dei cosmetici per il trucco ha avuto un andamento positivo nella maggior parte delle regioni-chiave dell’Europa Occidentale, ma allo stesso tempo ha segnato il passo negli Stati Uniti dove più d’una categoria di prodotto ha registrato cali vistosi. Cresce, in Italia, il mass market. Lo scorso anno e a cavallo fra il 2014 e il 2015 sono stati soprattutto i Paesi dell’Europa Occidentale a trainare il business dei cosmetici per il trucco, sia perché hanno continuato a esprimere valori economici importanti sia perché la richiesta di prodotti specifici è cresciuta ancora. Certo, come si avrà modo di vedere in seguito, alcune regioni hanno subito dei rallentamenti non trascurabili, ma nel complesso le vendite di make-up e articoli per la cura delle labbra e delle unghie nel vecchio continente hanno assistito a un miglioramento generalizzato dei fatturati. Al contrario, sulla sponda opposta dell’Atlantico gli Stati Uniti hanno sofferto una diminuzione della domanda resasi particolarmente evidente nell’ambito degli smalti e delle soluzioni per la manicure. A livello mondiale la cosmesi per il trucco ha generato nel 2015 un volume d’affari da ben 58,1 miliardi di dollari americani grazie per lo più alla prestazione dei prodotti per il viso coi loro 21,1 miliardi. Le vendite di trucchi per gli occhi hanno totalizzato 15,9 miliardi e quelle di cosmetici per le labbra hanno sfiorato quota 14 miliardi, contro i 7,2 miliardi realizzati nel campo della cura delle unghie. Nell’Ovest europeo il mercato totale è valso l’anno scorso 13,2 miliardi di dollari, a fronte dei 12,4 miliardi del Nord America. Ma ancor più degno di nota è il fatto che tutte le principali classi merceologiche hanno fatto registrare dei passi in avanti, ancorché modesti. Dal +1,5% del make-up per gli occhi al 2,4 di quello per il viso, passando per il +0,9% di rossetti & co. e il +1,7 di ambito onicologico. Di tutt’altro tenore le statistiche relative agli USA, dove quest’ultima categoria ha perso nel volgere di un anno il 6,2% dei suoi valori e dove la cura del viso ha assistito a una flessione delle consegne pari allo 0,1%. Nel complesso i cosmetici per trucco hanno messo a segno un incremento dello 0,4% (a fronte del +1,7 calcolato in Europa) e hanno salutato l’incremento del venduto da parte dei prodotti per la cura delle labbra (+3,3%) e per la bellezza degli occhi (+1,2%).
Italia: buone prospettive per profumerie e catene specializzate
Gli analisti di Euromonitor International hanno assegnato al nostro Paese un probabile tasso di crescita a prezzi costanti pari all’1% nel periodo compreso fra il 2014 e il 2019 grazie soprattutto al buon comportamento del make-up per gli occhi e al successo del mass market a scapito delle fasce d’offerta più alte. Un fenomeno, questo, trainato dalla popolarità di catene come Kiko, alle quali secondo gli osservatori la clientela si rivolge nella certezza di potervi trovare confezioni di tendenza ma a costi accessibili. Anche il canale delle profumerie, habitat naturale delle etichette Premium, è però atteso da una performance di assoluto rispetto. Il 2014, stando alle stime pubblicate alla metà dello scorso anno, è stato caratterizzato dall’ingresso nell’arena dei cosmetici per il trucco di un marchio forte come Gucci, con una linea prodotta da Procter & Gamble e in grado di affiancare agli accessori un portfolio completo di prodotti per il volto, unghie e labbra, gli occhi, per competere con rivali del calibro di Tom Ford e Dolce & Gabbana. Protagonisti del 2014 dei trucchi sono stati L’Oréal Paris con uno share del 12%; Kiko (11%) e Max Factor, della galassia Procter & Gamble. La prima ha fondato e avviato in Italia il suo Centro di eccellenza di riferimento per l’intera Europa, a Settimo Torinese, dove ha sede uno fra i più grandi stabilimenti produttivi su scala internazionale.
Multi-funzionalità alla francese
Il benessere fisico e la salute in generale sono stati i driver del mercato dei cosmetici per il trucco in Francia nel 2014, e le preferenze dei clienti si sono indirizzate in maggiore misura a soluzioni multi-funzione, in grado di coniugare queste due esigenze con quella della bellezza a 360 gradi. Così, a conquistare quote del mercato sono stati i prodotti basati su ingredienti capaci di assicurare anche benefici chiari per la cura della pelle. Nell’ambito dei rossetti si sono affermate le linee dotate di proprietà idratanti e fra le creme hanno avuto i migliori risultati quelle dei tipi BB, CC e DD. Tanto queste ultime quanto gli idratanti per le labbra sono attesi nel breve-medio periodo a exploit ulteriori, a danno per esempio dei rossetti di forma tradizionale. Fra i produttori non si interrompe, a detta di Euromonitor International, il predominio di Gemey Maybelline Garnier, L’Oréal e Yves Rocher, cui le statistiche attribuiscono un peso rispettivo del 18, dell’11 e dell’8%. Le loro fortune sono determinate dalla forte spinta innovativa che ne contrassegna le attività, ma anche alle strategie commerciali che le vedono presidiare una molteplicità di canali distributivi. Con Gemey Maybelline a trar vantaggio, nel dettaglio, dalla massiccia presenza in ipermercati come Carrefour.
In Germania i social network danno impulso alle vendite
Più edonista e meglio disposto a curare l’apparenza e l’aspetto esteriore. È questo l’identikit del consumatore tedesco di cosmetici per il trucco, un settore industriale che beneficia del desiderio dei clienti, specie le giovani donne, di impreziosire con un look perfetto i loro profili sui social network. Al desiderio di apparire si aggiunge però in Germania, nell’opinione di Euromonitor International, la ricerca di formule dall’effetto nutritivo e protettivo, adatte in primo luogo alle esigenze delle pelli più sensibili e delicate. Questa, secondo gli osservatori, è una fra le ragioni del perdurante successo di L’Oréal, che non arretra dal suo posizionamento da protagonista in virtù di una gamma di make-up completa e di un’offerta in grado di soddisfare i clienti sia in ambito mass market sia nella fascia più alta. Capofila del suo portfolio, in Germania, sono state le etichette di Maybelline e di L’Oréal Paris nel low end; di Lancôme in territorio Premium, con vendite per 49 milioni di euro nel 2014.
Spagna: la lenta uscita dalla crisi incide sui consumi
Anche se su un arco di tempo più lungo si ritiene che i consumi locali di cosmetici per il trucco possano riprendere quota, il 2014 al quale fanno riferimento le analisi redatte da Euromonitor la scorsa estate ha portato in dote alla Spagna del make-up una flessione delle vendite da 2 punti circa. Dallo scivolone sembrano essersi salvati solamente i prodotti per le labbra, che hanno anzi assistito a un incremento delle vendite a valore del 3%, in contrasto con quanto visto fra gli articoli per il viso, le mani, gli occhi. A fronte di un simile scenario non è difficile immaginare che a guadagnare qualche posizione sul mercato siano state le produzioni private label o più in generale i marchi nati allo scopo di incontrare i desiderata delle fasce più basse della domanda. Con la clientela a caccia di offerte speciali e proposte a basso costo, anche ipotizzando per l’avvenire un miglioramento, per quanto lieve, delle vendite, è difficile immaginare un incremento del volume d’affari complessivo.
Molto trucco, siamo inglesi
La nazione europea dove i cosmetici per il trucco hanno registrato nel 2014 le performance migliori è stata con tutta probabilità la Gran Bretagna. Nel Regno, atteso a concludere il 2015 con un +1% di vendite di make-up per proseguire il trend ascendente sino al 2019 grazie all’introduzione di nuove linee e soluzioni innovative, tutte le classi merceologiche di settore hanno viaggiato in positivo. Sono cresciuti rispettivamente del 4, del 9 e del 5% i valori espressi dai cosmetici per gli occhi, il viso e le labbra, grazie anche, analogamente a quanto visto in Germania, alla voglia di apparire al meglio della forma sulle reti sociali e negli immancabili selfie. L’Oréal, Estée Lauder e Boots sono state le dominatrici di un mercato peraltro molto consolidato e maturo del quale hanno conquistato, nell’ordine, il 16, il 15 e il 14%. Ma delle magnifiche tre a squadernare le prestazioni migliori è stata Estée Lauder, le cui vendite sono aumentate del 3% grazie al buon andamento delle famiglie Bobbi Brown, Estée Lauder e Mac and Clinique. Importanti per il suo successo, secondo Euromonitor, sono stati i buoni riscontri ottenuti presso il pubblico di Internet, che fra online tutorial e blog ha premiato la qualità della proposta e la capacità di adattarsi a una varietà di pelli. Decisivo per attrarre i giovani anche l’arruolamento come testimonial della modella Kendall Jenner.
Mentre gli Stati Uniti perdono smalto
Secondo Euromonitor International è stata la caduta delle vendite di smalti per le unghie a determinare nel 2014 la crisi del mercato dei cosmetici per il trucco negli Stati Uniti. Dopo il boom del 2012, quando gli acquisti crebbero del 29%, l’anno successivo si assistette a una flessione dell’1%, fattasi persino più acuta (-8%) nel 2014. Non è solo un segno della minore passione per le unghie curate e adorne, quanto pure il sintomo di come, spinti da una migliore disponibilità economica, i consumatori a stelle e strisce stiano abbandonando il fai da te per tornare ad affollare i saloni di bellezza specializzati. Rispetto al 2013 la categoria dei cosmetici per il trucco è sì cresciuta, nel suo complesso, dell’1%, ma ha rallentato vistosamente nel confronto con il +4% a tassi di cambio costanti archiviato fra 2012 e 1013, appunto. Per il futuro si prevede un incremento dei valori dell’1% al massimo, trainato dalla buona salute di player come L’Oréal. Ma qualche timore viene dalla moda del look al naturale, senza trucchi, lanciata da star quali Jennifer Aniston.
Make- up in ITALIA
Il mercato dei cosmetici per il trucco è atteso a una crescita dell’1% a tassi costanti sino alla fine di questo decennio, con la prevalenza delle soluzioni di massa rispetto a quelle Premium.
In GRAN BRETAGNA
Nel 2014 sono aumentati rispettivamente del 4, del 9 e del 5% i valori dei cosmetici per occhi, viso e labbra. Per il make-up si prevede una crescita dell’1% sino al 2019.
Bibliografia
– Euromonitor International (www.euromonitor.com)
di R. Carminati in collaborazione con Euromonitor International
Modificata la restrizione relativa la cadmio
In Gazzetta UE del 17 febbraio è stato approvato il regolamento n. 2016/217 della Commissione europea che apporta modifica al REACH per quanto riguarda il cadmio. Si tratta della seconda modifica del 2016 agli allegati del REACH dopo quella per i per i nonilfenoli etossilati. Con il Reg. (UE) 2016/217 (G.U.U.E. Serie L 40/5 del 17 febbraio 2016) è stata modificato il paragrafo 2 della voce 23 (REACH – All. XVII) relativa al Cadmio. Le novità introdotte dal Reg. (UE) riguardano il limite di concentrazione di cadmio (espresso in Cd metallico) nelle pitture con i codici [3208] e [3209]. In particolare il paragrafo 2 della voce 23 è stato implementato specificando il divieto all’uso del cadmio e l’immissione in commercio nelle pitture con i codici [3208] e [3209] in concentrazione (espressa in Cd metallico) pari o superiore allo 0,01 % in peso. Questo limite di concentrazione è stato introdotto con lo scopo di chiarire che la presenza involontaria di cadmio come impurità nelle pitture in misura inferiore a tale limite non comporta la violazione della restrizione.
Due nuove proposal da identificare come svhc (substance of very high concern)
È intenzione della Francia proporre, entro l’8 agosto 2016, il 4,4’-isopropilidendifenolo (bisfenolo A; BPA) (N. CE 201-245-8; N. CAS 80-05-7) come SVHC. Per la stessa data anche l’Olanda intende proporre come SVHC l’anidride dell’acido benzen-1,2,4-tricarbossilico (anidride trimellitica; TMA) (N. CE 209-008-0; N. CAS 552-30-7). Il bisfenolo A, solitamente abbreviato in BPA, è un composto organico con due gruppi fenolici vicinali. È noto anche come 2,2-bis (4-idrossifenil) propano. Sospettato di essere dannoso per l’uomo sin dagli anni trenta, i dubbi sull’uso del BPA hanno avuto risalto sui media nel 2008, quando molti governi hanno effettuato studi sulla sua sicurezza e alcuni venditori hanno tolto dal mercato i prodotti che ne contenevano. In particolare, il BPA sembrava essere imputato in numerose malattie dello sviluppo sessuale maschile nel feto, e nel calo di fertilità nell’uomo adulto, secondo una relazione pubblicata del 2010 dalla Food and Drug Administration (FDA). Tuttavia, una valutazione pubblicata dalla stessa FDA nel marzo 2013 ha ridimensionato l’allarme, affermando che il BPA è sicuro ai livelli bassissimi che ricorrono in alcuni cibi. Nel luglio 2014, la FDA ha aggiornato il proprio punto di vista sull’utilizzo del BPA in applicazioni che prevedono il contatto con cibo e alimenti, confermando che «il BPA è sicuro ai livelli correnti rintracciabili nei cibi», un’opinione fondata su vaste ricerche, tra cui due nuovi studi resi noti dall’agenzia federale a inizio 2014. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Authority-EFSA) ha effettuato ricorrenti revisioni delle informazioni scientifiche disponibili su BPA nel 2008, 2009, 2010, 2011, e 2015: in ciascuna occasione, gli esperti dell’EFSA hanno concluso l’impossibilità di identificare alcuna nuova evidenza in grado di modificare l’opinione secondo cui i correnti livelli di esposizione a BPA di cui si è a conoscenza siano sicuri; tuttavia, EFSA riconosce l’esistenza di qualche incertezza e ritiene necessario continuare a indagare sull’argomento.
Nuovo direttore generale di Farmaceutici Dottor Ciccarelli

Farmaceutici Dott. Ciccarelli S.p.A. annuncia l’ingresso di Stefano Leonangeli in qualità di nuovo Direttore Generale. Leonangeli affiancherà il Presidente Marco Pasetti nell’obiettivo di potenziare le attività della Società e ampliarne ulteriormente lo sviluppo internazionale. Alessandrino, Leonangeli ha maturato una lunga esperienza manageriale ricoprendo incarichi prestigiosi all’interno di importanti aziende italiane attive su scala nazionale e internazionale nel settore del Largo Consumo e in ambito farmaceutico, parafarmaceutico e della profumeria. Il Dott. Marco Pasetti ha dichiarato “riponiamo una grande fiducia nelle capacità professionali di Stefano Leonangeli grazie alle quali saremo sicuramente in grado di migliorare la nostra competitività nel mondo. Prioritari saranno lo sviluppo e l’incremento della nostra presenza sul mercato globale, attraverso l’innovazione continua dei prodotti, pur nel rispetto di quella tradizione che dal 1821 ci ha permesso di entrare nelle case di tutti”.
Applicazione del Central Composite Design per valutare la colorazione dei rossetti
Lo scopo di questo studio è stato la valutazione, attraverso il Central Composite design, dell’influenza dei coloranti nei rossetti, espresso dai parametri L *, a *, b * (sistema CIELab) dove L * indica la leggerezza, a * e b * sono le cromaticità coordinate. Il simbolo a * indica una direzione di colore dal rosso al verde e b * dal giallo al blu. L’effetto combinato di tre variabili (colorante, pigmento e opacizzante)è stato valutato mediante diverse formulazioni in un Central Composite Design, dove i parametri del colore (L *, a *, b *) sono stati analizzati mediante spettrofotometria di riflettanza; inoltre le formulazioni sono state caratterizzate mediante analisi visive e punto di fusione. Nel lavoro è stato valutato che i pigmenti e la tintura non influenzano il trasferimento di colore, né il punto di fusione dei rossetti. I risultati mostrano che le variabili studiate influenzano solo il parametro b *, mentre per L * e a * non vi è alcuna differenza significativa (p <0.05). In conclusione, nello studio, è stato possibile verificare che solo il parametro di colore b * viene influenzato dalla variazione delle concentrazioni dei coloranti nelle lipstick formulation, portando la produzione dei colori del viola e rosso chiaro. Tali risultati sono utili per lo sviluppo di nuove formulazioni per ottenere il colore desiderato nel prodotto finale.
Int J Cosmet Sci. 2016 Feb 25. doi: 10.1111/ics.12315
di C. Lacapra e S. Rum
Aggiornate le norme tecniche sui cosmetici giocattoli
Il 13 marzo 2015 sono state pubblicate le revisioni e prime edizioni delle seguenti norme tecniche: EN 71-1:2014 Sicurezza dei giocattoli — Parte 1: Proprietà meccaniche e fisiche; EN 71-3:2013+A1:2014 Sicurezza dei giocattoli — Parte 3: Migrazione di alcuni elementi; EN 71-14:2014 Sicurezza dei giocattoli — Parte 14: Trampolini per uso domestico (nuovo).Le norme EN 71-1 e 71-3 sostituite saranno sostituite dalle nuove versioni a partire dal 29.02.2016. Si ricorda che la data di cessazione della presunzione di conformità coincide con la data di ritiro, fissata dall’organizzazione europea di normazione, ma è bene richiamare l’attenzione di coloro che utilizzano queste norme sul fatto che in alcuni casi eccezionali può avvenire diversamente. La conformità dei giocattoli alle norme tecniche armonizzate costituisce una presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza (art.10) e requisiti particolari (allegato II) della direttiva giocattoli.
Relazione tra analisi sensoriale e reologia in lozioni per il corpo
La valutazione delle caratteristiche sensoriali dei prodotti cosmetici è tradizionalmente basata su pannelli sensoriali, tuttavia in alcuni casi è necessario un metodo candidato adeguato, che possa ridurre tempi, costi e l’utilizzo di analisi strumentali, e che possa rilevare relativamente molto piccole variazioni di ingredienti. Tale approccio è già stato richiesto allo scopo di applicare le relazioni tra analisi sensoriale e reologia, in una serie di lozioni per il corpo che differiscono per il contenuto di emulsionanti e regolatori di viscosità. Le analisi sensoriali e quelle reologiche sono correlate: l’analisi reologica può rappresentare, quindi, una buona alternativa, e l’unico dispositivo strumentale richiesto è un reometro rotazionale per le misurazioni. Nel presente lavoro viene proposto un modello reologico empirico per mezzo del quale gli attributi sensoriali selezionati sono stati valutati utilizzando i valori numerici dei parametri del modello regolabili.
Int J Cosmet Sci. 2016 Mar 4. doi: 10.1111/ics.12319.
di C. Lacapra e S. Rum









