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Ilaria Borgna

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Olio d’argan e idratazione cutanea nelle donne post menopausa

Argan oil, with fruits and seeds on a white background

Questo lavoro valuta l’effetto del consumo giornaliero e/o l’applicazione dell’olio di argan sulla pelle nelle donne in post menopausa. Nello specifico, sessanta donne in post menopausa sono state divise casualmente in due gruppi per il periodo dello studio: il gruppo di trattamento ha assunto l’olio di argan alimentare (n = 30) e l’olio d’oliva il gruppo di controllo (n = 30). Entrambi i gruppi hanno applicato l’olio di argan sull’avambraccio sinistro durante il periodo di sessanta giorni. Sono state effettuate la valutazione dell’idratazione della pelle, cioè la perdita d’acqua  transepidermica (TEWL), e il contenuto d’acqua dell’epidermide (WCE) su entrambi gli avambracci dei due gruppi, nel corso di tre visite a D0, D30 e dopo sessanta giorni (D60) di trattamento. Il consumo di olio di argan ha portato a una diminuzione significativa nella TEWL (p = 0.023) e un significativo aumento del WCE (p = 0,001). L’applicazione dell’olio di argan ha portato a una diminuzione significativa nella TEWL (p = 0,01) e un aumento significativo del WCE (p <0.001). In conclusione, i risultati ottenuti suggeriscono che il consumo giornaliero e l’applicazione dell’olio di argan migliorano l’idratazione cutanea, ripristinando la funzione barriera e mantenendo la capacità di trattenere l’acqua.
 Prz Menopauzalny. 2014 Oct;13(5):280-8. doi: 10.5114/pm.2014.46470

di C. Lacapra e S. Rum

Seminario SIC: “Qualità, la punta dell’iceberg dell’eccellenza”

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160120115357_LogoQualitàSICC ha organizzato un seminario il prossimo 11 maggio presso il Bianca Maria Palace Hotel di Milano per parlare con  esperti della Qualità sostenibile applicata ai processi produttivi nonché con autorevoli testimoni che tratteranno, delle quattro aree di specializzazione del laboratorio Controllo Qualità con una visione che trascende quella del semplice controllo:

– il CQ Microbiologico, come supervisore per l’igiene industriale e consulente per la stabilità microbiologica;

– il CQ Fisico, come esperto nell’applicazione corretta della statistica e della riduzione dei costi della “Non Qualità”;

– il CQ Chimico, come consulente per la selezione e la conduzione di strumentazioni  e metodologie analitiche anche per il reparto R&D;

– il CQ Sensoriale, che sarà completato da una sessione sperimentale,  come strumento strategico per le scelte ad impatto percettivo durante lo sviluppo formulativo. Per ulteriori informazioni contattare:  segreteria@sicc.it

Poli 1-3 propandiolo in formulazioni solari

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La presente invenzione riguarda l’uso di esteri del Poli- 1, 3- propandiolo per la produzione di una formulazione cosmetica solare. Gli esteri del Poli- 1, 3- propandiolo presentano buone caratteristiche sensoriali nelle formulazioni, e sono caratterizzati da una buona capacità filtrante nei confronti della luce UV.
Ger. Offen. (2016), DE 102016000349 A1 20160317

di C. Lacapra e S. Rum

Position paper di Cosmetica Italia sul talco

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Cosmetica Italia interviene per fare chiarezza rispetto alla notizia recentemente circolata sui media relativa a un caso legale negli USA che ha sollevato il dibattito su un possibile legame tra l’uso di cosmetici contenenti talco e il rischio di insorgenza del cancro ovarico. L’associazione nazionale delle imprese cosmetiche precisa che non si possono stabilire legami tra uso di cosmetici contenenti talco e il rischio di insorgenza del cancro. L’evidenza della sicurezza del talco è espressa da tutte le principali organizzazioni mondiali di tossicologia, e il fatto che i dati e gli studi scientifici non permettono di identificare il talco come una sostanza che provoca il cancro è una conclusione ampiamente confermata, oltre che dalle americane FDA – Food and Drug Administration e NTP – National Toxicology Program, anche da molti studi epidemiologici indipendenti che sono apparsi sulla letteratura scientifica fin dai primi anni ‘90. Sulla possibilità che l’uso del talco possa aver provocato un cancro all’ovaio, Leonardo Celleno, direttore del Centro di ricerche cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma, commenta «lo ritengo molto improbabile. Il rischio da contatto non è verosimile, una sostanza eventualmente pericolosa dovrebbe comunque entrare nel circolo sanguigno e poi andare ad accumularsi in un organo per favorire lo sviluppo di un tumore». È, inoltre, utile ribadire che tutti i prodotti cosmetici devono rispettare il Regolamento europeo 1223/2009 capace di garantire la sicurezza dei prodotti e, di conseguenza, tutelare la salute dei consumatori. Tutti i cosmetici prima di essere immessi in commercio vengono ampiamente testati e valutati per la loro sicurezza da una persona qualificata ed esperta. Questa valutazione considera la sicurezza del prodotto finito, così come quella di ciascun ingrediente impiegato, come e dove il prodotto è usato, da chi e quanto spesso.

Valutazione dei metalli nei prodotti per gli occhi

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Make-up. Eyeshadows. Eye shadow brushQuesto lavoro descrive gli allergeni da contatto nella dermatite delle palpebre e la valutazione del contenuto di metalli nei prodotti per gli occhi, come per esempio gli ombretti. I dati sono stati raccolti nel reparto di dermatologia dell’ospedale Ewha Womans University dal dicembre 1998 al febbraio 2014. Un totale di 983 pazienti sono stati sottoposti al patch test durante tale periodo e 67 pazienti hanno presentato una dermatite della palpebra. Sono stati così analizzati 10 ombretti differenti riscontrando che gli allergeni più frequenti erano i metalli. I tassi di sensibilizzazione dei singoli allergeni non erano significativamente differenti tra i pazienti con e senza dermatite delle palpebre. Tutti i dieci ombretti contenevano più di 5 ppm di almeno un elemento tra nichel, cobalto e cromo. In conclusione, i metalli sono allergeni ad alta influenza nei pazienti con dermatite delle palpebre; infatti i prodotti contenevano significative quantità di nichel, cobalto o cromo capaci di causare reazioni allergiche.
 J Eur Acad Dermatol Venereol. 2016 Mar 23. doi: 10.1111/jdv.13646

di C. Lacapra e S. Rum

Dermatite atopica e cosmetici

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Psoriasis on elbows. Isolated on white
Psoriasis on elbows. Isolated on white

La dermatite atopica (AD) è una malattia infiammatoria della pelle, pruriginosa e cronica. I «sintomi cosmetici» nella AD possono avere un grave impatto sulla qualità della vita del paziente. Anche se attualmente non esiste una vera e propria cura per l’AD, il trattamento ha lo scopo di alleviare la sintomatologia e prevenire le riacutizzazioni, oltre a migliorare l’aspetto estetico e la qualità della vita. Lo standard di trattamento si concentra sul tentativo di evitare gli stati irritativi della pelle mediante l’utilizzo di creme idratanti e altri trattamenti come impacchi umidi, terapia della luce e terapie immunomodulanti sistemiche.
Cutis. 2016 Mar;97(3):183-186.

di C. Lacapra e S. Rum

Bromelina come ingrediente funzionale in formulazioni cosmetiche

ananas 1La bromelina è una miscela di enzimi proteolitici che si trovano in vari tessuti della pianta di ananas (Ananas comosus) e in altre specie di Bromeliaceae. Grazie alla sua attività proteolitica, la bromelina è stata utilizzata nel settore alimentare, medicale, farmaceutico e cosmetico, per le sue attività a livello del rinnovamento cellulare, anti-invecchiamento, e anti-cellulite; Questo studio ha valutato la stabilità della bromelina (polvere commerciale) incorporata in formulazioni topiche; la bromelina è stata inserita in tre diverse concentrazioni, 0,5%, 1,0% e 2,0%, in emulsioni olio-in-acqua e gel, e conservata per sei mesi in condizioni di stress variabili. La stabilità è stata valutata misurando i cambiamenti nel contenuto di proteine, nell’attività enzimatica, nella viscosità, nella reologia, nel pH, e il colore delle formulazioni. Il colore di tutti i campioni risultava cambiato dopo 180 giorni di incubazione, indicando la concentrazione-dipendenza e la sensibilità alla temperatura di queste formulazioni. Non è stata osservata nessuna relazione tra le variazioni di pH, la temperatura, e l’esposizione alla luminosità in tutti i campioni. Le emulsioni, a tutte le concentrazioni di bromelina, sono risultate più stabili rispetto alla formulazione gel base, in 180 giorni di valutazione, a una temperatura di 5 °C, al riparo dalla luce.
Int J Cosmet Sci. 2016 Feb 1. doi: 10.1111/ics.12308.

di C. Lacapra e S. Rum

Formulazione cosmetica alternativa a uso topico

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Il presente studio riguarda una formulazione cosmetica per migliorare la somministrazione di sostanze funzionali; più nello specifico, si riferisce a una formulazione che comprende un ingrediente funzionale e un emulsionante, dove l’emulsionante è C20-40 Pareth- 10, C14- 22 alc./C12-20 alchil glucoside o loro miscele. La formulazione così composta aumenta significativamente la biodisponibilità dell’ingrediente funzionale a livello topico, mostrando un’ottima stabilità.
Repub. Korean Kongkae Taeho Kongbo (2016)

di C. Lacapra e S. Rum

Ethoxydiglycol

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Bowl with peroxide and brush, closeup on white background
Bowl with peroxide and brush, closeup on white background

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) L 60 del 5 marzo 2016 il Regolamento (UE) 2016/314 della Commissione del 4 marzo 2016 che modifica l’Allegato III del Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici. Il Regolamento (UE) 2016/314 adegua al progresso tecnico l’Allegato III del Regolamento (CE) 1223/2009, anche in riferimento a quanto deliberato dal Comitato Scientifico SCCS (Scientific Committee on Cosmetic Safety), disciplinando il dietilenglicole monoetiletere (diethylenglycol monoethyl ether – DEGEE) noto anche come 2-(2-etossietossi)-etanolo e avente denominazione INCI Ethoxydiglycol. L’uso del DEGEE è regolamentato come segue in: tinture per capelli a ossidazione la concentrazione massima è del 7%, tinture per capelli non a ossidazione la concentrazione massima è del 5%, altri prodotti da risciacquo la concentrazione massima è del 10%, altri prodotti cosmetici non spray la concentrazione massima è del 2,6%, prodotti spray quali profumi, spray per capelli, antitraspiranti e deodoranti la concentrazione massima è del 2,6%. Nelle restrizioni sono riportati anche: il livello di impurezza dell’etilenglicole nell’Ethoxydiglycol deve essere ≤ 0,1 % e da non usare in prodotti per l’igiene orale e in prodotti per gli occhi. A decorrere dal 25 marzo 2017 possono essere immessi e messi a disposizione sul mercato dell’UE solo i cosmetici conformi al Regolamento 2016/314.

Profumeria: l’importanza della formazione

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Foto editorialeCroce e delizia di tanti settori, e non solo della profumeria, la formazione e i nuovi trend del canale sono i temi centrali di questa interessante intervista al Prof. Giovanni D’Agostinis, noto cosmetologo da parte di ICQ (Informatore Cosmetico Qualificato). È esperto di fragranze, docente al Master in Scienze cosmetiche dell’Università di Ferrara e del corso ICQ, Coordinatore della Scuola di profumeria Accademia Tecniche Nuove-Università di Ferrara e Direttore scientifico della rivista Kosmetica, è chiaro e non lascia spazio a dubbi: il futuro della profumeria, minacciata dall’avanzata di altri canali, non può che essere nella formazione, in operatori qualificati e nella continua ricerca.

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...