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Ilaria Borgna

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Specialità per lipstick trasparenti

AmitaliaAmitalia è un’azienda specializzata nella commercializzazione di materie prime per il settore Personal Care, Nutraceutical & Food e Flavours & Fragrances su tutto il territorio nazionale ed europeo grazie a filiali dirette e a un network di partners locali. Tra le aziende rappresentate per la divisione Personal Care, che tratta in generale principi attivi high-tech, filtri UV, esteri, estratti naturali GMP, pigmenti semplici, dispersi, perlescenti e lacche, agenti di texture e filmanti, delivery systems, tensioattivi, acque distillate, cere, oli vegetali e burri, si trova l’azienda giapponese Hai Kokyu Alcohol Kogyo Co Ltd. Questa azienda presenta un’esperienza pluridecennale nello sviluppo e nella produzione di alcoli derivati da oli vegetali come l’olio di palma, esteri funzionali e acido isostearico, prodotti sicuri ed ecosostenibili (certificazione ISO 14001 e ECOCERT per alcune referenze), dedicati al settore skin care, make-up e hair care. Questi ingredienti, principalmente di origine vegetale, sono accuratamente selezionati per le loro proprietà fisico-chimiche e sono quindi altamente purificati e stabilizzati. Tra le novità di questa azienda spicca Kak Tcin (INCI: Tricyclodecanemethyl Isononanoate), un olio a bassa viscosità con alto indice di rifrazione, dalla texture leggera e liscia, utilizzabile sia nel settore skin care che, soprattutto, per la formulazione di prodotti di make-up, in particolare lipstick trasparenti, grazie alle sue proprietà. Esso presenta buona compatibilità con vari oli, ottima solubilizzazione per filtri UV (UVA) e forma un gel chiaro e stabile in combinazione con Haimalate pam.

di B.Briasco

Gloss da viaggio

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LG-002-055-00Nel periodo delle festività natalizie molti hanno viaggiato, chi per raggiungere la propria famiglia, chi per visitare nuove città. Le aziende di packaging sono sempre molto attente nel fornire soluzioni adatte ai viaggiatori, o semplicemente confezioni compatte da poter portare sempre con sé. Toly, gruppo internazionale specializzato in packaging cosmetico, non fa eccezione, e ha presentato il suo Slimgloss, un lucidalabbra perfetto come compagno di viaggio. La bottiglietta da soli 9,5 ml presenta un design elegante e raffinato, e può essere tenuta in tasca con discrezione. Costituito da una combinazione di AS e ABS, l’oggetto può essere liberamente personalizzato dal brand che lo utilizza. Rimanendo in tema di portabilità, il gruppo ha presentato anche degli atomizzatori compatti per profumi, disponibili in contenitori da 15 e da 20 ml.

di A.Virgili

Uno scudo protettivo per la pelle derivante dall’oliva

ClariantIl naturale processo di invecchiamento della pelle non può essere fermato, ma Plantasens® Olive Active HP, attivo di Clariant, può aiutare a rallentarlo in modo significativo. Nel corso del tempo gli strati della nostra pelle sono influenzati dai raggi UV e dall’ossigeno, l’epidermide diventa più sottile e ruvida, il derma perde la sua struttura e resilienza. Per sua natura, la pelle è protetta da un film lipidico, il quale, però, è soggetto a stress ossidativo. In una reazione a catena, un eccesso di radicali liberi e specie reattive dell’ossigeno (ROS) attacca i lipidi sulla superficie cutanea e la membrana cellulare di entrambi gli strati. Questi processi di perossidazione lipidica e glicazione innescano un circolo vizioso di invecchiamento. Plantasens® Olive Active HP agisce proteggendo la pelle dalla perossidazione lipidica indotta dai raggi UV, legando le specie reattive dell’ossigeno.
Inoltre, questo principio attivo di origine naturale impedisce la formazione di prodotti finali di glicazione avanzata (AGE). Plantasens® Olive HP Active può efficacemente contrastare queste due reazioni nel processo di invecchiamento della pelle – ossidazione e glicazione – per preservare la naturale bellezza della pelle a lungo. Questo prodotto è inoltre completamente biodegradabile, 100% di origine naturale e approvato ECOCERT® and COSMOS.

di B.Briasco

Etichettatura: Come affrontare il mercato USA?

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Il mercato USA per le aziende cosmetiche è sempre stato considerato un obiettivo interessante. L’importazione, produzione e distribuzione di prodotti cosmetici italiana negli Stati Uniti è tra le più attive. Lo scambio è favorito dal fatto che il settore export ha sempre goduto di un clima normativo aperto e flessibile. Negli Stati Uniti il trend del consumo dei prodotti cosmetici è positivo e in continua crescita di anno in anno, sia per quanto riguarda la produzione interna, sia per quanto riguarda l’import dal mercato europeo. Le opportunità e le prospettive dunque sono buone, considerando che il Made in Italy è sempre più apprezzato. Negli ultimi anni, tuttavia, i controlli in fase di importazione per i cosmetici sono diventati più stretti e la sorveglianza più accurata, questo in seguito al proliferare sul mercato mondiale di prodotti di dubbia formulazione e provenienza, piuttosto che di cosmetici di marca contraffatti.

Regolamenti: come muoversi per etichettare correttamente
Per i distributori internazionali districarsi nel regolamento FDCA (Food Drugs Cosmetic Act) non è sempre facile, tanto che gli stessi organismi di controllo USA suggeriscono un’accurata revisione per le etichette da parte di un revisore esperto che possa supportare l’azienda in maniera adeguata. Non sono rari, infatti, i casi dove un prodotto rimane fermo alla dogana  semplicemente per un’etichettatura non adeguata. In questo panorama è fondamentale che il fabbricante o l’importatore di cosmetici sia sempre informato e applichi le norme FDA correttamente a tutte le etichette dei cosmetici, così come rispetti le norme di marketing e pubblicità. Muoversi però attraverso la legislazione USA per un produttore Europeo non è per niente semplice.

Attenzione alle avvertenze e claim
Un problema riscontrato nella fase di esportazione del prodotto nelle etichette è spesso legato alle avvertenze oppure ai claim che sono presenti sul packaging. Per la legislazione americana è fondamentale che la comunicazione sia chiara efficace e non ingannevole. Sull’etichetta si può solo dichiarare l’azione effettiva del cosmetico e non presunta. Facciamo qualche esempio: su prodotti solari non può essere indicato che questi possano prevenire malattie come i tumori cutanei, lo stesso vale per fondotinta con fattori di protezione solari o creme idratanti. Molta attenzione anche per i claim relativi a presunti effetti che possano influenzare struttura e funzione dei tessuti, per esempio dichiarazioni sugli effetti di creme antirughe o anticuperose. Questo tipo di dichiarazioni negli USA sono consentite per i farmaci, dove tali effetti però sono stati documentati da dati sperimentali verificati dalle autorità preposte, ma non sono consentite per i cosmetici e di conseguenza neanche per le etichette. Il medesimo divieto riguarda pubblicità o i siti internet di riferimento del prodotto.

Per verificare il nome corretto ci si può rifare ai seguenti testi
(a) CTFA Cosmetic Ingredient Dictionary
(b) United States Pharmacopeia
(c) National Formulary
(d) Food Chemical Codex
(e) USAN and the USP Dictionary of Drug Names

(Ulteriori informazioni si possono leggere su Kosmetica n1-2016)

 

di Elisa Brunelli, PHD Biotechnology

 

 

I parabeni nei campioni cosmetici e ambientali

DSCN4617I parabeni sono una famiglia di esteri sintetici derivati dall’acido para idrossi benzoico, variamente utilizzati come conservanti cosmetici, tra le materie prime di uso quotidiano. Ultimamente la sicurezza di questi ingredienti è stata messa in discussione a causa del loro potenziale effetto endocrino e del loro potenziale effetto inquinante e ciò ha condotto a una regolamentazione sull’uso e la presenza all’interno dei prodotti commerciali di tali ingredienti, da parte di organizzazioni nazionali e internazionali. Inoltre, questo approfondito interesse, ha condotto alla nascita di metodi sensibili e affidabili, in grado di rilevare queste materie prime all’interno dei prodotti, e determinarne le concentrazioni anche nell’ambiente, oltre che nei cosmetici. Questo lavoro si è posto l’obiettivo di riassumere la letteratura riguardante la determinazione dei parabeni nell’ambiente, nei prodotti cosmetici e in quelli destinati al settore health-care, in particolare viene analizzata la letteratura tradizionale riferita agli anni 1980- 2003, seguita da una profonda revisione dei recenti sviluppi nel campo dell’estrazione e della determinazione, negli anni 2003-2013. Sono, infine, analizzate le prospettive future.
Analytica Chimica Acta- Volume 858, Pages 1–15 (2015)

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Un gesto, un prodotto

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Beauty-1_editChristian Burattini e Andrea Taglini sono partiti da un investimento iniziale di soli 2500 euro, nel 2002, e sono arrivati a gestire un’azienda (con sede a Bologna) che a fine 2014 ha fatturato 4 milioni. I fondatori di Easysnap hanno sviluppato un’idea apparentemente semplice, ovvero aprire un prodotto con un semplice gesto della mano. Ci sono voluti parecchi anni di ricerca su materiali e macchinari per giungere alla realizzazione del loro packaging innovativo: si tratta di una confezione monodose per prodotti liquidi e semi-densi la quale, piegandola con una sola mano, eroga il contenuto in modo controllato, grazie a un «taglio» centrale che tende a rompersi progressivamente. Da una crema per le mani a una maionese, la confezione si adatta a diversi tipi di prodotto, potendosi rivolgere con versatilità alle industrie cosmetiche, farmaceutiche e alimentari. L’interesse internazionale non ha tardato a manifestarsi: a ottobre 2015 la compagnia americana Arcade Beauty ha acquisito il 30% dell’azienda bolognese. Inoltre, il 13 novembre 2015 i due imprenditori hanno ritirato il Premio Mascagni, organizzato da Il Resto del Carlino e Unindustria Bologna per valorizzare le migliori imprese del territorio felsineo.

di A.Virgili

Pelle grassa sotto controllo

LipotecLipotec presenta MATMARINE™ blue ingredient, un principio attivo biotecnologico diretto a ridurre l’accumulo di sebo e, di conseguenza, le caratteristiche imperfezioni della pelle miste e/o grassa, come i pori dilatati e la lucidità. Questo attivo diminuisce i livelli proteici di MC5-R, il recettore coinvolto nella differenziazione dei sebociti. Inoltre, migliora l’elasticità inducendo la di sintesi del collagene di tipo I. L’effetto è una visibile riduzione dei pori con la diminuzione del 20,5% del numero e del 18,8% dell’area dopo 14 giorni. Tale attivo ha mostrato un effetto opacizzante sulla pelle grassa asiatica, mostrando un più basso numero e superficie totale di follicoli del 9,5% e del 27,2% rispettivamente dopo 28 giorni. Ha mostrato inoltre un’efficacia opacizzante supplementare in una BB cream con una riduzione immediata del 28,3% nella lucidità subito dopo l’applicazione, mentre del 25,2% dopo 2 ore e dl 14,9% dopo 8 ore.

di B.Briasco

Bellezza indiana

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IMG_1519Dal 22 al 24 agosto 2016 avrà luogo il Personal Care India Expo di Nuova Delhi. L’evento sarà organizzato da UBM India, gruppo specializzato nel fornire alle industrie le giuste piattaforme – dalle esposizioni alle conferenze, dai supporti tecnologici al dialogo con i media – col fine di riunire acquirenti e venditori e favorire uno scambio commerciale tra l’India e il resto del mondo. Negli ultimi anni si è parlato di vero e proprio boom del settore personal care sul mercato indiano, tanto da essere valutato, a oggi, circa 520 milioni di dollari. Sarà anche per questo che l’edizione di agosto 2015 dell’evento ha riscosso un buon successo: 3200 visitatori hanno assistito al lancio di prodotti e tecnologie appartenenti a ogni ramo del settore, dai materiali grezzi agli ingredienti nutraceutici, dal packaging ai macchinari per la produzione. Per il 2016 è stata annunciata una nuova area espositiva denominata Beauty Showcase: un’esclusiva sezione B2B dedicata alla cosmetica, agli accessori e al packaging.

di A.Virgili

Commissione governativa svedese: l’uso dei microbeads nel settore cosmetico

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C0020417L’agenzia delle sostanze chimiche svedese (Swedish Chemical Agency Kemi) ha ricevuto l’incarico, da parte del governo, di proporre misure nazionali per limitare l’insorgenza nell’uso delle microplastiche nei prodotti cosmetici, parallelamente al compito più ampio assegnato all’agenzia deputata alla protezione ambientale, di studiare il rilascio delle stesse da altre svariate fonti, anche allo scopo di preservare l’ecosistema marino. L’Agenzia delle sostanze chimiche svedese ha proposto la possibilità, da parte del governo, di vietare, a partire dal 1° gennaio 2018, la vendita sul mercato svedese di prodotti cosmetici destinati al risciacquo che contengono microsfere di plastica; tale proposta è accompagnata dalla possibilità di allargare la regolamentazione all’intera Unione Europea. Il termine «microbeads» si riferisce a particelle di plastica che sono destinate ad avere un effetto di pulizia o lavaggio e possono essere, quindi, per esempio contenute in gel doccia. Il rischio riscontrato per queste particelle è per lo più di tipo ambientale, infatti esse possono essere ingerite dagli organismi marini, ed essendo caratterizzate da dimensioni ridotte (<10 micron) possono entrare nel sistema circolatorio di questi organismi e limitare l’assunzione di cibo, in quanto possono stazionare nell’intestino delle specie acquatiche. Prove di laboratorio hanno inoltre dimostrato che l’esposizione ai microbeads può essere, per le specie marine, causa d’infiammazione e può influire negativamente sulla riproduzione, causando nelle situazioni più estreme la morte degli animali. Le microplastiche sono state trovate in campioni marini naturali, e il loro studio è stato approfondito in laboratorio, conducendo all’idea di un possibile divieto a scopo precauzionale, a favore di una forte riduzione nel rilascio delle stesse nei laghi e nei mari. È stata, inoltre, valutata la possibilità di esenzione dal divieto nel caso di microsfere di plastica documentate come biodegradabili in ambienti acquatici o negli impianti di trattamento delle acque reflue. Le microplastiche derivate dal «mondo» cosmetico costituiscono una piccola parte rispetto alla quantità totale riscontrata in ambiente marino, infatti alcune stime hanno valutato una percentuale d’impatto pari a circa lo 0.1%; tuttavia la proposta di eliminazione fonda la sua idea sulla possibilità concreta nel trovare validi sostituti. Per esempio, per i prodotti esfolianti a risciacquo l’impegno dell’organizzazione svedese di settore (Swedish Union of Chemical Technical Suppliers) sarebbe quello di rimuovere questi ingredienti entro il 2017, anche per creare un effetto di livellamento sulle regole di base del mercato e contribuire a realizzare una concorrenza più leale; infatti, l’agenzia chimica svedese ha esaminato una novantina di prodotti nell’Ottobre 2015, riscontrando che in trentasei di essi erano presenti le microsfere. Analisi future potrebbero confermare la possibilità di estensione del divieto anche verso altri prodotti, ma il rapporto costo-efficacia di queste misure dovrebbe essere prima studiato più attentamente. Un’alternativa a un divieto nazionale sarebbe la regolamentazione delle microplastiche nei prodotti cosmetici a livello europeo. Tale misura non viene presa in considerazione al momento, infatti i Paesi Bassi e l’Austria hanno redatto e presentato alcune proposte al Consiglio Europeo per l’ambiente in due occasioni – giugno 2013 e dicembre 2014 – relative alla graduale eliminazione di questi ingredienti, e la Svezia ha sostenuto le proposte in entrambi i casi; tuttavia la Commissione Europea non ha dato, per il momento, risposta positiva a riguardo. Va sottolineato che la presente proposta è in gran parte in linea con le misure private volontarie intraprese nel settore e, per tale motivo, i costi supplementari sostenuti dalle società sarebbero abbastanza limitati, consistendo principalmente in costi di sviluppo prodotto e per l’adattamento di alcuni processi. Va sottolineato che l’aumento relativo dei costi si potrebbe riflettere in un prezzo marginalmente più elevato per i consumatori.
Swedish Chemical Agency Kemi- Report 2/16
di Chiara Lacapra

La fiera del lusso

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luxepack12Ad ottobre 2015 si è tenuta Luxe Pack Monaco, importante fiera dedicata agli imballaggi di lusso. Come ogni anno gli specialisti del packaging e della creatività si sono incontrati al Grimaldi Forum di Monaco per discutere di soluzioni innovative. L’evento ha ospitato 450 espositori ed ha attratto 8651 visitatori (2% in più rispetto all’anno precedente): oltre ad aver rappresentato una strategica vetrina per brand e produttori, la fiera ha offerto un corposo programma di conferenze focalizzate sui trend del mercato odierno e futuro, come lo smart packaging, la stampa 3D, la rivoluzione digitale e le nuove tecniche di personalizzazione. A denotare il progresso in termini di sostenibilità, sono stati assegnati gli «in green Awards» a due aziende distintesi per la loro produzione ecofriendly: SGD (e il suo vetro composto per il 90% da materiale riciclato) e Aptar Beauty + Home (per un approccio aziendale ecosostenibile). Luxe Pack ogni anno si presenta in tre edizioni distinte e in tre diverse località (Shanghai, New York e Monaco): il prossimo evento si terrà nella città cinese il 13 e il 14 aprile.

di A.Virgili

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...