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Ilaria Borgna

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Novità ed esperienza

CrodaCroda ha lanciato quest’anno il suo CithrolTM 10GTIS, un tensioattivo altamente efficace e delicato utilizzato per creare lussuosi e innovativi detergenti viso. Ispirato all’ Oriente, consente l’uso di oli per la cura della pelle per detergere delicatamente ed efficacemente e ammorbidire la pelle, pur essendo risciacquato facilmente con acqua. Cithrol 10GTIS consente la formulazione di detergenti viso a cristalli liquidi costituiti di olio e acqua in una microemulsione, mantenendo il perfetto equilibrio idro-lipofilo richiesto per questo tipo di sistema ad alte prestazioni. Nel 2015 l’azienda ha effettuato anche due lanci derivati da fonti ‘superfood’. La quarantennale esperienza di Creda nella proteine ha contribuito a sviluppare CrodasoneTM P e Hydrosativum P, due nuovi biopolimeri derivati dal superfood Pisum sativum o pisello che non solo soddisfa la tendenza, ma fornisce benefici funzionali ai prodotti finali. Crodasone P offre una protezione dimostrata contro le rottura delle cuticole causata dalle comuni pratiche di hair stayling, come l’asciugatura, la pettinatura e l’acconciatura. Hydro sativum P immerge la pelle con l’umidità e ha proprietà anti-irritanti, che lo rendono ideale per la pelle e per la cura del cuoio capelluto.

Protezione intellettuale

schulkeIl 15 luglio 2015, la divisione opposizioni dell’Ufficio Europeo dei Brevetti ha confermato che Schülke & Mayr GmbH detiene un brevetto Europeo senza restrizioni per diversi suoi conservanti per cosmetica. Tra questi l’euxyl® PE 9010, uno dei cavalli di battaglia della Società. La Decisione ha anche confermato la protezione brevettuale Europea per l’euxyl® K 900 e per il sensiva PA 20®. L’euxyl® è una miscela conservante che contiene l’attivo multifunzionale etilesilglicerina in combinazione con fenossietanolo, un alcol aromatico, a garanzia di un ampio spettro di efficacia antimicrobica. Il prodotto è venduto in tutto il mondo, comprese le maggiori società del settore cosmetico. Questa composizione particolare è considerata tra le più efficaci alternative al sempre maggiore numero di componenti sotto esame sia dai consumatori che dagli enti regolatori. Permette un ampio campo di impiego, anche con pH elevati, è semplice da utilizzare ed è prodotto secondo elevati standard di qualità e di sicurezza. Schülke ha sviluppato questo prodotto nei suoi laboratori di ricerca e lo ha introdotto sul mercato nel 2004. Il brevetto ha la sua validità sia in Europa che negli Stati Uniti.

Quando i materiali incontrano l’arte lussuosa

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ATT01991Il Triennale Design Café di Milano è stato il palcoscenico di “Surlyn® meets Milano”, un affascinante evento presentato da DuPont Packaging & Industrial Polymers, nel corso del quale
le influenze di culture progettuali contrastanti hanno rivelato nuove possibilità creative, estetiche e tattili, applicabili a un’estesa varietà di discipline di progettazione.
Il Triennale Design Museum ha ospitato, fin dalle sue origini, forme di arte e di espressione creativa connesse all’evoluzione sociale. Non poteva quindi esserci luogo migliore per fare da cornice all’evento che ha messo in mostra prodotti firmati, sorprendemente diversi tra loro, e ha presentato al mondo del design europeo le inaspettate qualità di DuPont™ Surlyn®.
Surlyn® è un materiale lussuoso che offre ampie possibilità di progettazione ed effetti estetici. È un vero prodotto sensoriale in termini di aspetto visivo, tattile e sonoro. Viene utilizzato per il packaging di molti prodotti di prestigio. Aiuta a creare una connessione emotiva e immediata con il consumatore” commenta Philippe Milazzo , Global Head of Marketing – Cosmetics, Perfumes & Luxury Packaging, DuPont de Nemours.
Trasparente, colorato, metallizzato o satinato, questo è il primo materiale che sostituisce il vetro, offrendo comunque trasparenza cristallina e colorabilità senza limiti. Permette di riunire libertà di design, estetica e prestazioni.catch me, cacharel
Durante la serata inaugurale dell’evento, importanti designer e personalità del mondo del design internazionale hanno presentato il materiale e risposto alle domande della stampa.

Dal vino per un effetto lifting istantaneo

MibelleNel 2015 Mibelle Biochemistry ha lanciato Vin-Uplift, un attivo che solleva istantaneamente la pelle e riduce le rughe. Questo ingrediente naturale si basa sul vino ghiacciato svizzero, un tipo raro e molto esclusivo di vino, che è fatto con uve naturalmente congelate. Per i produttori di vino una procedura rischiosa, poiché solo le uve più sane rimangono fresche fino a quando le temperature scendono sotto lo zero. Ice Wine è caratterizzato da una piacevole dolcezza, una composizione molecolare unica e una concentrazione molto più elevata di polifenoli. Al fine di ottenere Vin-Uplift, il vino svizzero ghiacciato è micronizzato in un carrier polisaccaridico della Caesalpinia spinosa (gomma tara). In questo modo, i principi attivi del vino ghiacciato sono fusi allo scheletro legante acqua di questo polisaccaride. Grazie a questo processo interno, tutto l’alcool viene rimosso, il che significa che Vin-Uplift, il principio attivo risultante, è senza alcool. Gli studi clinici hanno dimostrato che Vin-Uplift appiana istantaneamente e visibilmente le rughe. Inoltre, che idrata la pelle per tutto il giorno e a lungo termine. Vin-Uplift rivela quindi un aspetto giovane e fresco della pelle poiché la lascia vellutata e liscia.

Brevettazione vs segreto industriale

Nel settore cosmetico italiano il ricorso al brevetto non è frequente. Si ritiene, infatti, che il bilancio fra i costi della tutela e i benefici che se ne traggono sia sfavorevole: è radicata la convinzione che sia facile aggirare l’inibizione del brevetto con piccoli cambi di formula e, per quanto riguarda le tecnologie produttive, sia sufficiente mantenere il segreto industriale. Dario Armenio, di Modiano & Partners, ci offre le sue considerazioni sul tema.

Il segreto industriale costituisce uno strumento efficace?
Il settore cosmetico, essendo strettamente correlato a quello chimico, può certamente avvalersi del segreto industriale come strumento per mantenere il monopolio su un prodotto o procedimento innovativo. Tuttavia, a parte la rinomatissima eccezione della Coca Cola, il segreto industriale costituisce sempre uno strumento di monopolio molto labile. Innanzi tutto è evidente che, una volta svelato, il segreto industriale perde di efficacia, anche se la divulgazione deriva da un abuso. Il brevetto, al contrario, è un documento pubblico che può essere fatto valere contro i contraffattori per tutto il periodo di validità (che è di 20 anni). Peraltro, benché i dipendenti d’azienda siano normalmente vincolati alla segretezza anche dopo la cessazione del rapporto lavorativo, l’eventuale fuga d’informazioni, con conseguente violazione del vincolo, è sempre estremamente difficile da dimostrare in corso di causa. Inoltre, il segreto industriale non mette al riparo da situazioni in cui
i concorrenti pervengano al medesimo prodotto o procedimento in modo lecito, ossia attraverso la propria attività di ricerca. Un altro aspetto da considerare è che il segreto industriale, per sua natura, è difficile da far valere allorché ci si debba difendere da accuse di contraffazione da parte di un concorrente che abbia sviluppato lo stesso prodotto o procedimento e lo abbia anche brevettato.

È opinione comune che un brevetto sia facile da aggirare…
Si tratta di un’impressione errata, anche se purtroppo diffusa. Infatti, un brevetto redatto nella maniera corretta permette di tutelare non solo lo specifico prodotto o procedimento emerso dalla ricerca, ma anche tutte le varianti di tale prodotto o procedimento che richiamino il medesimo concetto inventivo, offrendo quindi una tutela molto ampia. Pertanto, se redatto correttamente (cioè da un professionista del settore) un brevetto consente al suo titolare di mantenere i concorrenti a debita distanza, arginando significativamente i rischi derivanti da tentativi di imitazione. Non è un caso che un colosso del settore come la società L’Oréal detenga più di 7000 tra domande di brevetto internazionali, domande di brevetto europeo e brevetti europei concessi. E non c’è solo il brevetto come strumento di protezione. Soprattutto in un settore come quello cosmetico, è infatti importante sfruttare tutti gli strumenti offerti dalla legge per ottenere una tutela a 360 gradi del proprio prodotto innovativo.

Dario Armerio.
Dario Armenio.

Si riferisce ai marchi?
Non solo. Se pensiamo alle confezioni dei prodotti cosmetici, caratterizzate sia dal marchio del prodotto che dalla forma della confezione, queste possono essere tutelate mediante la registrazione di un marchio tradizionale (cioè il nome del prodotto), nonché di un marchio tridimensionale o di un design che protegge la forma della confezione. I marchi e i design registrati sono strumenti molto efficaci, e infatti sempre più utilizzati, per prevenire fenomeni di contraffazione, soprattutto se inseriti all’interno di attività di sorveglianza e di monitoraggio doganale ben coordinate.

Può essere vantaggioso ricorrere a una tutela «a posteriori» della paternità di un’idea?
Credo che, più che di vantaggi, si debba parlare di efficacia. Rivendicare la paternità di un’idea a posteriori non permette di ottenere praticamente alcuna tutela legale, ed è quindi del tutto inefficace per proteggersi dalla concorrenza. Nella stragrande maggioranza dei casi, la rivendicazione della paternità di un’idea a posteriori permette infatti di godere solo dei famosi «15 minuti di fama» se l’idea è veramente buona. Al contrario, i brevetti sono uno strumento che premia la bontà dell’invenzione permettendo di tutelarla da un punto di vista economico, cioè mettendola al riparo dalla concorrenza per la durata del brevetto. E lo stesso vale per i marchi e per i design registrati, che a loro volta premiano la distintività del marchio o la particolarità del design e permettono di proteggere questi elementi da eventuali contraffazioni da parte dei concorrenti che tentano di sfruttarli illecitamente invece di sviluppare un marchio o un design proprio.

di E. Perani

L’Oscar dell’ambiente

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oscar2Il 15 dicembre 2015 chiudono le iscrizioni per partecipare all’Oscar dell’imballaggio 2016, concorso organizzato dall’Istituto Italiano Imballaggio che nasce nel 1957 e premia i migliori packaging progettati in Italia o commercializzati sul territorio nazionale. Questa edizione ha come tema centrale l’ambiente, ed è organizzata in collaborazione con CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi: l’associazione, costituita per aiutare produttori e utilizzatori di packaging a raggiungere gli obiettivi di riciclo e recupero previsti dalla legge, promuoverà attraverso il concorso le novità in tema di imballaggi ecosostenibili. Il contest sarà patrocinato anche dall’Associazione Altroconsumo e dalla Scuola del design del Politecnico di Milano. Per la scelta dei finalisti so terrà conto dell’esito dei risultati derivanti dall’Eco Tool di CONAI, strumento che valuta i miglioramenti ambientali dell’imballaggio attraverso 3 indicatori (Global Warming Potential, Gross Energy Requirement e Water Footprint). La consegna dei riconoscimenti avverrà durante un evento dedicato.

di A.Virgili

Sportello antitrust

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itf142053Si chiama «Sportello Antitrust» e sarà lo strumento più diretto per inviare segnalazioni, scritte o vocali, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. È a disposizione del consumatore, lo «Sportello» servirà a raggruppare le diverse funzioni già svolte in precedenza e a convogliare le segnalazioni in arrivo. Sono 3 i canali utilizzabili: il messaggio online, attraverso il «form» che si apre automaticamente cliccando sulla prima icona a forma di busta; la chiamata telefonica gratuita al numero verde 800-166661; oppure un semplice Tweet nei consueti 140 caratteri previsti dal social network (@antitrust_it). Rimane, naturalmente, anche la possibilità di inviare una lettera per posta ordinaria all’indirizzo: Agcm – piazza Verdi, 6a – 00198 Roma.
Le segnalazioni, una volta regolarmente protocollate, verranno poi smistate alle varie Direzioni competenti, in modo da essere valutate nel merito. I funzionari dell’Agcm ne verificheranno quindi l’attendibilità e la fondatezza, per rimettere al Collegio dell’Autorità la decisione se avviare un’istruttoria o archiviare, richiedere impegni specifici alle imprese o esercitare una «moral suasion» in caso di mancato rispetto della normativa antitrust.
Nello stesso «Sportello», è compresa una quarta icona che riassume e illustra i diritti dei consumatori, secondo la Direttiva europea in vigore dal 14 giugno 2014 recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio dello stesso anno. Le novità principali riguardano i contratti a distanza, stipulati via internet e comunque fuori dai locali commerciali: dall’ampliamento della durata del diritto di ripensamento (14 giorni) fino ai tempi per ottenere il rimborso dei pagamenti effettuati (entro i 14 successivi al recesso). Questa normativa, inoltre, affida in esclusiva all’Antitrust la competenza in materia di pratiche commerciali scorrette anche nei settori regolati.

Aperitivo profumato

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In occasione della Fiera Making Cosmetics, svoltasi a Milano il 24 e 25 novembre al centro Congressi di Assago, Tecniche Nuove e Kosmetica hanno organizzato un aperitivo molto particolare: “l’aperitivo profumato”.
Grazie alla presenza della Fragrance Designer, Claudia Scattolini e al direttore Scientifico della rivista Kosmetica, Giovanni D’Agostinis, l’evento ha avuto un grande successo.  Un’esperienza sensoriale unica… dove i sensi si incontrano, l’ofatto e il gusto, in un tripudio di emozioni. Il “Scent Aperitif” è iniziato verso le 17 con una presenza davvero numerosa di aziende e associazioni di settore.

 

L’eterna giovinezza vale 26 miliardi di dollari

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A tanto ammonta il volume d’affari generato lo scorso anno dai soli prodotti cosmetici anti-età: una somma che lievita ulteriormente e in modo significativo se si considera anche il business dei servizi di correzione degli inestetismi e dei difetti dell’invecchiamento. E le prospettive future sono rosee.
«Gli ingredienti attivi che procurano effetti benefici anti-invecchiamento in prodotti come i fondotinta e i trucchi per il viso presentano concentrazioni minori rispetto alle soluzioni classificate tout court come anti-ager. L’obiettivo dell’integrazione delle proprietà che contrastano i segni dell’età per esempio nei fondotinta è quello di offrire una protezione senza difetti alle pelli mature». Lo ha detto commentando una ricerca dedicata ai prodotti anti-età la senior analyst per l’area Beauty and personal care di Euromonitor International Oru Mohiuddin, che ha poi aggiunto «le rughe creano delle spaccature nel trucco e rappresentano perciò un problema nel trattamento delle epidermidi più anziane. L’utilizzo di particelle colorate come la mica nelle applicazioni anti-aging è di aiuto nel riempimento di questi difetti e nel diminuire la visibilità delle rughe. La copertura può inoltre diventare ancora più efficace quando gli ingredienti anti-invecchiamento sono integrate nei fondotinta con lo scopo di idratare la pelle. E tendenzialmente, per ottenere risultati migliori, i prodotti anti-aging e i fondotinta di questa categoria dovrebbero essere usati come complemento al maquillage tradizionale, anziché in qualità di suoi sostituti. Poiché la richiesta di una maggiore efficacia cresce chiaramente di pari passo con l’età anagrafica, i consumatori più maturi devono usare i prodotti anti-age unitamente ad altri come parte di una strategia di bellezza più articolata». Mentre tuttavia Oru Mohiuddin si è concentrata in questa sede sulle caratteristiche tecniche di alcune delle linee disponibili sui mercati; d’altra parte i numeri elaborati dallo stesso osservatorio globale di Euromonitor International non fanno che confermare il trend di una crescente richiesta di articoli capaci di mantenere la bellezza esteriore intatta il più a lungo possibile. Un incremento in valori e volumi che va di pari passo con in desiderio, da parte dei più anziani e non solo, di presentarsi sempre al meglio della forma, con un aspetto dinamico e fresco. Non a caso, come si vedrà, la corsa all’eterna giovinezza risulta trainata sia dal make up mirato; sia da interventi clinici.
Il mercato premia i prodotti di fascia alta
Le stime di Euromonitor circa i valori espressi dall’industria degli antirughe sono relative allo scorso anno ma contribuiscono ugualmente a rendere l’idea delle dinamiche di un settore in forte ascesa su scala mondiale; ma frenato invece nell’Europa Occidentale, dove è ormai consolidato. Complessivamente nel 2014 il fatturato generato dall’industria è stato pari a 25,9 miliardi di dollari suddivisi fra gli 11,5 dei prodotti di fascia alta e i 14,4 miliardi attribuibili al mass market. Quanto al vecchio continente, esso ha assistito nello stesso periodo a vendite da 5,9 miliardi e a sua volta a una prevalenza delle confezioni indirizzate al pubblico di massa, che hanno totalizzato 3,2 miliardi. Il segmento Premium, al contrario, non ha oltrepassato i 2,7 miliardi di dollari in valori. È però sotto l’aspetto delle percentuali di crescita che le discrepanze fra i Paesi dell’Unione (e dintorni) e il resto del pianeta si fanno più percepibili. Se a livello globale il tasso di espansione del mercato fra il 2013 e il 2014 è stato pari a 5,l5 punti; nelle nazioni dell’Ovest europeo non si è andati oltre il +2,1%. E mentre altrove le categorie Premium e Mass hanno conquistato rispettivamente 5,9 e 4,9 punti percentuali; qui ci si è fermati al +1,7 segnato dai primi e al +2,4% registrato dai secondi. Meno vivace di altri, il panorama dell’Europa Occidentale è però tutt’altro che statico, come dimostra fra gli altri il caso dell’Italia, preso in considerazione dai ricercatori di Canadean. Sul finire dello scorso anno l’istituto certificava come i prodotti anti-age stessero dando vita a un’economia tanto vitale da incidere per il 20% sui ricavi totali del business della cosmetica. Secondo il think tank nordamericano in prima linea fra i consumatori di queste gamme ci sono nella Penisola i 45-54enni, che incarnano il 48% dell’intera torta con buone prospettive di superare il 50. Anche nell’apparentemente più austera Germania, e sempre stando a Canadean, la richiesta di cosmetici anti-età si fa sempre più forte. E interessa però un pubblico persino più vasto e variegato. È infatti opinione degli analisti che soprattutto gli uomini fra i 25 e i 44 anni stiano diventano un target quanto mai appetibile per i produttori, data la loro domanda di prodotti per la prevenzione.

antiageNiente rughe, siamo inglesi
Attenti alla qualità e alla superiorità dell’offerta in termini di validità delle formulazioni, i tedeschi stanno spingendo i grandi marchi a ulteriori sforzi di ricerca, sviluppo e innovazione, allo scopo di differenziarsi dalle private label, che con prezzi più competitivi conquistano ora quote di mercato. Interessanti anche le evoluzioni in territorio britannico, dove il 20% dei consumatori sarebbe preoccupato dei segni di invecchiamento percepibili sulla sua pelle; ma dove solamente il 33% circa di essi avrebbe fatto effettivamente ricorso a prodotti cosmetici anti-age. La composizione di questa base di clientela è inoltre degna di nota poiché nel parere degli esperti il 56% degli over-55, i più intimoriti dal passare del tempo, non ha mai utilizzato soluzioni anti-età. Si presentano perciò come interlocutori d’interesse potenzialmente cospicuo per i produttori, visto che pesano per il 28,7% sulla intera popolazione dei sudditi di Sua Maestà. Per Veronika Zhupanova, analista di Canadean, sino a questo momento i brand più celebri hanno mancato il bersaglio a causa di alcuni errori di comunicazione. Primo fra tutti quello di non aver considerato che gli ultracinquantenni spesso si confrontano con l’anzianità in modo sereno. E che allora andrebbero loro proposti articoli capaci di sposare le proprietà anti-rughe (e simili) con effetti estetici di puro edonismo nella cura della pelle. Sguardi al futuro e naturalmente anche in direzione di altre aree geografiche sono quelli lanciati da case come Transparency Market Research, la quale ha calcolato che nella sua interezza il mercato mondiale dei cosmetici e dei trattamenti anti-aging, inclusi gli interventi di chirurgia estetica totalizzasse 122,3 miliardi di dollari nel 2013. E ne ha altresì pronosticata una crescita a tassi del 7,8% sino al 2019, verso un valore superiore ai 191 miliardi. Ma Transparency Market Research ha stimato anche che il segmento dei servizi correlati all’estetica e al ringiovanimento potrà espandersi a ritmi annui del 5% per tutto il decennio. Il che porterebbe vantaggi competitivi a comparti come quello della chirurgia plastica o dei trattamenti non-invasivi, grazie all’introduzione di tecnologie innovative e sicure. Ancora Transparency Market Research ha messo in luce con un report datato al luglio di quest’anno come il mercato totale dell’anti-invecchiamento in Asia sia atteso nei prossimi quattro-cinque anni a una espansione del 9,3% l’anno verso un picco di fatturato da 30,92 miliardi. Nel continente sono le formule antirughe a garantire sinora i margini più importanti, in virtù della presenza di un 40% di abitanti di una fascia di età compresa fra i 25 e i 50 anni. In Europa, secondo la società di ricerche, sono stati i trattamenti al laser ad accaparrarsi il market share più imponente. Mentre un autentico boom potrebbe verificarsi a breve in America Latina dove i servizi anti-aging rappresentano la parte più ampia di un mercato del valore totale di 1,466 miliardi di dollari Usa.

Bibliografia
-Euromonitor International: www.euromonitor.com/
-Canadean: www.canadean.com/
-Transparency Market Research: www.transparencymarketresearch.com/

di R. Carminati in collaborazione con Euromonitor International

Acido salicilico in prodotti da risciacquo

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Fotolia_44839032L’acido salicilico (SA) è ampiamente utilizzato attivamente come sostanza anti-acne in prodotti da risciacquo per il viso. Solo circa l’1-2% della dose totale è effettivamente depositata sulla pelle durante il lavaggio, e sistemi di deposizione più efficienti sono stati di recente interesse. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di sviluppare un metodo migliore, compresa l’analisi dei dati, per misurare la deposizione di SA da formulazioni di lavaggio. Per la misurazione non invasiva della deposizione di SA è stata utilizzata la «fluorescenza completa con matrici di eccitazione-emissione» (EEMS); inoltre, sono stati utilizzati metodi statistici e di analisi multivariata per sviluppare e confrontare modelli di deposizione su volontari umani e sulla pelle suina. Sebbene entrambi i modelli siano utili, sono state riscontrate differenze; innanzitutto, l’intervallo di risposta lineare è risultato alle dosi di 60 mcg di SA cm-2 in vivo, rispetto a 25 mg cm-2 sulla pelle suina. In secondo luogo, la forma effettiva della banda SA era differente tra i supporti. In conclusione, i metodi impiegati in questo lavoro evidenziano l’utilità dell’impiego dell’EEMS, in combinazione con l’analisi multivariata e di strumenti statistici a più vie. Il modello umano è esposto a una più ampia gamma di linearità, ma il modello suino è ancora utile fino a livelli di deposizione di 25 mcg cm-2 o in modelli di calibrazione nonlineari.
International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(5), 526-531
di Chiara Lacapra e Silvia Rum

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...