SEPPIC lancia Ephemer ™, il primo ingrediente cosmetico attivo derivato dalla Celebrity™. Ephemer ™ è un estratto gametofito prelevato da cellule di macroalghe coltivate in laboratorio e raccolte in una fase effimera nel ciclo di vita dell’alga Undaria Pinnatifida. Questa coltura in vitro di un prodotto cosmetico è del tutto unico. Durante questa fase di crescita, le cellule macroalgali accumulano molecole anti-ossidanti. Ephemer ™ protegge la pelle dopo 24 ore agendo sui mitocondri, causando riduzione momentanea dei radicali liberi. Dopo 8 giorni, questo attivo è risultato in grado di preservare il DNA mitocondriale, che è essenziale per la corretta funzione mitocondriale. Il DNA mitocondriale è anche chiamato «geni di Eva», poiché questi sono ereditati esclusivamente dalla madre. Questa proprietà è stata confermata attraverso test in vivo. Dopo 28 giorni, la pelle presenta una migliore capacità di combattere i radicali liberi, rispetto al trattamento con placebo. Dopo 56 giorni, il micro-rilievo della pelle risulta migliorato rispetto al placebo.
Ilaria Borgna
Un nuovo estratto di alghe ad azione antiaging
Elevati standard per oli minerali bianchi
Come grande produttore di olio minerale bianco nel mondo, Petro-Canada Lubricants Inc. ha una significativa esperienza nella produzione e fornitura di tutti i prodotti Puretol. L’azienda vende questi prodotti direttamente ai propri clienti, sia attraverso consolidate reti di distribuzione di specialità per garantire l’accesso globale e affidabile a prodotti e servizi. Ogni prodotto Puretol è prodotto da Petro-Canada Lubricants Inc. dall’inizio alla fine. Altamente raffinati, incolori e inodori, questi prodotti vengono sottoposti a rigorosi test per essere certificati come olio bianco. Grazie agli standard di elevata purezza, i prodotti Puretol trovano applicazione in diverse aree, tra cui il prodotti per il personal care, cosmetici, farmaceutici, trasformazione dei prodotti alimentari, plastiche, adesivi e vari altri segmenti. Essi inoltre soddisfano i requisiti di USP (United States Pharmacopeia), NF (National Formulary), EP (Farmacopea europea), NSF International, FDA 21 CFR 172.878 e FDA 21 CFR 178.3620 (norme per il contatto diretto con gli alimenti). Inoltre, sono certificati Kosher Pareve e Halal. Questi prodotti sono controllati mediante infrastrutture dedicate, con rigorosi protocolli per garantire la qualità del prodotto dalla produzione fino alla consegna al cliente.
Produzione di cosmetici in Irlanda
Cosmetic Creations è un produttore a contratto di cosmetici per skin care, toiletries e profumi, specializzato in prodotti e formulazioni naturali e biologiche, tra cui estratti d’alghe e gamme di torba. È in grado quindi di adattare la maggior parte delle risorse naturali per l’utilizzo in prodotti cosmetici, compresi minerali, estratti vegetali e ingredienti naturali o biologici.
L’azienda offre un ampio sviluppo del prodotto e del servizio formulazione, la registrazione del prodotto, la preparazione della documentazione con l’Irish Medicines Board e un servizio di consulenza e di assistenza continua. Ha una notevole esperienza nello sviluppo e nella formulazione di nuovi prodotti per i propri clienti, oltre ai continui miglioramenti e cambiamenti in tutta la propria gamma di prodotti. I clienti dell’azienda variano da operatori locali e nazionali a imprese multinazionali, che vengono assistite nell’esportazione in più di 14 Paesi in tutto il mondo. L’adesione alle Good Manufacturing Practices e Quality Assurance Specifications governa tutte le fasi del processo, dalla comunicazione con clienti e fornitori, fino alla produzione, il riempimento e il controllo di qualità sulla preparazione e la spedizione del prodotto finito.
Una pelle sana e baciata dal sole tutto l’anno
Gelyma propone Bronz’algG®, distribuito in Italia da Pharma Cosm Polli Srl, un attivo che ha come scopo quello di regalare il tanto desiderato effetto «abbronzato» non solo d’estate. Tale attivo, basato sull’associazione Bifurcaria bifurcata extract – acetyl-tyrosine, regola infatti i principali geni coinvolti nella melanogenesi; studi su epidermide ricostruita hanno mostrato che questo attivo è in grado di incrementare la trascrizione genetica dei principali meccanismi deputati alla melanogenesi, MITF- TYR- TYRP-1 – Wnt/catenina – endotelina/protein kinasi. Bronz’algG® protegge inoltre la pelle dai radicali liberi e dai raggi UVA-UVB; presenta un’azione pro-pigmentante, poiché in grado di accelerare l’abbronzatura dopo l’esposizione agli UV, ma anche di aumentare il livello di melanina indipendentemente dall’esposizione al sole. Infine, studi in vivo hanno mostrato la capacità di Bronz’algG® di promuovere un aspetto più sano dopo 28 giorni di applicazione, ravvivando la pelle opaca per un colorito più luminoso.
Troppi standard sul mercato?
Una riflessione sugli standard in materia di responsabilità sociale e ambientale non può ignorare quello che da molti viene visto come un problema: la proliferazione degli standard stessi, che in alcune aree inizia a essere un affollamento più che un riferimento, con rischi di creare confusione fra i consumatori e sul mercato, di mascherare operazioni di pura immagine e di svalutare l’impegno degli operatori che davvero investono nella RSI. Il commento di Armando Romaniello, direttore Marketing, Industry Management e Certificazione di Prodotto di Certiquality.
Il moltiplicarsi degli standard potrebbe rappresentare un pericolo di scarsa autorevolezza o eccessiva autoreferenzialità?
In primo luogo rappresenta una domanda di normazione, che è un fenomeno interessante per l’evoluzione della sensibilità delle imprese e del pubblico. Il fatto che l’ISO definisca una norma per una certa attività è indice che da anni ha raccolto un interesse a livello internazionale; molte norme ISO sono nate da standard locali. È chiaro che se parliamo di sistemi gestionali gli standard ISO debbano essere il riferimento; ma se decliniamo i concetti di sostenibilità sui singoli prodotti in assenza di uno standard ufficiale è normale una certa proliferazione, perché non si può prescindere dal prodotto e anche perché, in questa fase storica, la sensibilità è in evoluzione. Alcuni schemi sono affetti da un elevato livello di autoreferenzialità, è vero, quando sono emessi senza i necessari criteri di indipendenza e imparzialità. L’autoreferenzialità tuttavia, e con essa il green washing, comporta il rischio di essere smascherati dal mercato o di incorrere in sanzioni dell’Autorità Garante. Per porsi al riparo è importante la certificazione di una parte terza che sia davvero indipendente.

Intende dire che i soggetti terzi non sono tutti uguali?
Quelli accreditati dal sistema di accreditamento internazionale sono inquadrati in un sistema globale di formazione e verifica dell’ente terzo, che assicura l’adozione di un metodo di lavoro dell’ente terzo codificato da opportune norme ISO che stabiliscono come opera la certificazione a livello globale. Quindi il ricorrere a una parte terza accreditata, che certifichi un impegno a fronte di una norma armonizzata riconosciuta a livello internazionale, limita il rischio di ricadere nell’autoreferenzialità.
Quando si parla di responsabilità sociale e ambientale in filiere articolate come quella cosmetica, si percepisce una necessità di controlli sulle forniture che siano più approfonditi dei controlli documentali…
Le certificazioni di parte terza rilasciate da enti certificatori accreditati offrono un buon livello di garanzia. Peraltro l’azienda può affidare all’ente terzo una serie di controlli sulla catena di fornitura. L’ente terzo può infatti mettere a disposizione per questa attività ispettiva una struttura capillare fatta di personale qualificato e competenze in tutto il mondo, che spesso manca alle imprese. In funzione delle criticità che presenta un certo fornitore, con l’aiuto dell’ente terzo si crea una checklist di controlli da effettuare. Anche in assenza di queste attività ispettive, comunque, se il controllo è fatto da soggetti veramente terzi non si risolve a livello di documenti: non basta l’evidenza che l’azienda produce, si va invece a guardare come quel dato sia stato prodotto, entro quale range di errore lo possiamo considerare attendibile. Difficilmente aspetti macroscopici anche a livello della catena di fornitura sfuggono al controllore. Non avremo la certezza assoluta, che esula dalle finalità della normazione volontaria. L’adozione volontaria di standard serve invece ad attestare un processo graduale di miglioramento. Detto questo, non possiamo illuderci che su materie complesse come quelle ambientali e sociali, che ormai si giocano a livello globale, si possa applicare un filtro tutto-o-niente. Le norme stesse lo riconoscono: se un paese vive di lavoro minorile o di manodopera a basso costo e senza diritti questi drammi non potranno essere eliminati girando un bottone. L’utilità delle norme sta proprio nel prendere atto della realtà e favorire dei piani di cambiamento. Le organizzazioni potranno mettere dei paletti: riguardo all’età, vincolando l’accesso al lavoro con programmi volti all’istruzione scolastica, migliorando le condizioni di lavoro, la sicurezza e i salari. Il merito di queste norme è porre l’attenzione su questi problemi e creare sistemi che permettano di fare dei passi avanti migliorando la cultura e la qualità complessiva del mercato.
di Elena Perani
Floreale e misterioso
Il nuovo prodotto di Toly, multinazionale del packaging cosmetico, è un compact rettangolare, lungo e sottile e dal design elegante. Denominato Maya, è stato progettato traendo ispirazione da ciò che l’azienda chiama «the night garden»: il ricordo di un elegante giardino visto di notte, al chiarore di luna, è l’immagine da cui scaturisce questo design, dotato di accenti floreali e di uno sfondo dark e misterioso. La forma del contenitore permette di ospitare prodotti multitasking, dai fard agli ombretti, e include un applicatore a forma di pennellino. Maya è disponibile in due versioni: un solido coperchio con uno specchio sul lato inferiore, oppure un coperchio trasparente che consente al consumatore di vedere il colore del prodotto al suo interno.
di A. Virgili
Dal Portogallo al Brasile, passando per Asia e Medio Oriente
Colep è una multinazionale portoghese nel settore della cosmetica e della cura della persona. La parte più rilevante della produzione comprende packaging in plastica e in metallo, oltre a una vasta gamma di contenitori aerosol. Nata nel 1965 come fabbrica che produceva lattine, negli anni ha subito diversi step evolutivi. Nel 2013 estende la sua attività in Nord America con uno stabilimento in Messico, e opera in Medio Oriente attraverso la costituzione di una joint venture con il gruppo Albatha, multinazionale degli Emirati Arabi; nello stesso anno stabilisce un’alleanza strategica con One Asia Network, un’associazione di compagnie asiatiche, per dar vita a una catena di distribuzione globale riguardo ai prodotti aerosol. Quest’anno l’azienda portoghese consolida la sua posizione in Brasile: acquisisce la totalità di tre società brasiliane di produzione (Provider, Total Pack e Colep Provider Aerosol) di cui deteneva precedentemente il 51%. Con questa mossa la società diventa uno dei maggiori responsabili del mercato cosmetico brasiliano.
di A. Virgili
Alla scoperta del Museo del profumo Fragonard
Il Museo del Profumo Fragonard è un museo privato appartenente alla maison Fragonard, situato a lato dell’Opéra di Parigi. Al suo interno si può comprendere l’evoluzione del profumo e la sua creazione nel corso dei secoli. Soffitti, dipinti, parquet, stucchi romantici, caminetti e lampadari sono originali del periodo storico dell’immobile, ovvero il 1860, una gran parte del quale è tutelata dalle Belle Arti.
Ogni anno, la maison Fragonard celebra un fiore. Il 2015 viene dedicato al “Gelsomino”, per questo vengono organizzate delle visite guidate dove si spiega la creazione della fragranza, partendo dalla raccolta della materia prima.
Ad agosto è stata inaugurata una nuova parte del museo, progettata con un design e approccio moderno nella presentazione della moda e trend del profumo, nel corso delle epoche. Nel percorso si possono, inoltre, sentire le varie fragranze che vanno a comporre i profumi, grazie alla creatività e unicità del “Naso”. Noi abbiamo avuto la possibilità di visitare questa sezione in esclusiva, prima della sua apertura.
di Ilaria Borgna
La percezione tattile dei consumatori verso il packaging
Nel presente lavoro è stato condotto uno studio congiunto su 400 individui per determinare la loro preferenza per il Soft Touch e i rivestimenti tattili, anche chiamati Hi Rise or profile coatings. I rivestimenti soft touch conferiscono una sensazione vellutata e calda, i rivestimenti Hi Rise simulano il rilievo con un aspetto lucido. Entrambi sono considerati rivestimenti tattili, impegnando il senso del tatto. Sono stati raccolti dati in merito al livello di accordo nelle dichiarazioni relative al confezionamento dei cosmetici e alla scelta dell’imballaggio; sono stati, in particolare, valutati tre attributi: design del colore, rivestimenti tattili, e prezzo. La scelta di design è stata divisa; circa la metà degli intervistati ha preferito un disegno nero e metà uno bianco. Non c’era alcuna differenza statisticamente significativa tra le scelte progettuali. Come anticipato, gli intervistati preferiscono prezzi più convenienti. Per quanto riguarda i rivestimenti tattili, gli intervistati hanno preferito il rivestimento Hi Rise coating rispetto al nessun rivestimento e al rivestimento Soft Touch. Tuttavia, quando si include l’interazione del prezzo, il rivestimento Hi Rise determina un leggero aumento del prezzo. Il rivestimento Soft Touch è stato inoltre preferito a nessun rivestimento tattile dagli intervistati, e questo ha mostrato un effetto di interazione statistico con il prezzo, forse a causa del valore percepito. Morbidi rivestimenti tattili sono stati preferiti dagli intervistati rispetto al nessun rivestimento tattile, anche per un aumento dei prezzi del 5%.
Journal of applied packaging research- vol 7 (2015)
di Chiara Lacapra e Silvia Rum
Un fard liquido per due aziende italiane
In Lumson, azienda di packaging cosmetico con sede a Capergnanica, in provincia di Cremona, si avvalgono della vicinanza con Milano per stringere rapporti commerciali con marchi italiani prestigiosi. Il loro flacone in vetro Circus da 15 ml, abbinato al contagocce AB266, è stato scelto da Deborah Milano per il lancio del suo nuovo fard liquido denominato «Drops of Blush». Il prodotto in questione, disponibile nelle due tonalità rose e coral, va ad aggiungersi a una linea che comprende un fard naturale in otto nuances e un fard in stick con pratico applicatore integrato in due tonalità: l’ampia gamma sta a sottolineare come il blush sia diventato un must-have irrinunciabile per il segmento viso, indispensabile per donare un’allure immediata e un incarnato dall’aspetto sano e luminoso. Il packaging per il nuovo prodotto prevede un flacone in vetro trasparente, verniciato esternamente e completato da una serigrafia UV in nero. Al flacone è stato abbinato un contagocce con ghiera ricoperta in alluminio e gommino in nitrile.
di A. Virgili








