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Ilaria Borgna

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Formulazioni innovative a base di flavonoidi: studi di rilascio

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In questo studio viene valutato l’effetto di due diversi additivi (glicole propilenico (PG) e polietilenglicole 400 (PEG 400)) sul rilascio cutaneo della quercetina e della crisina da formulazioni semisolide (creme anfifiliche e gel carbomerici acidi).

Per ottenere queste formulazioni, i flavonoidi sono stati pre-disciolti o direttamente sospesi nella base semisolida. Per il lavoro sono state preparate tre formulazioni di crisina («crema 0», «PG-cream» e «PEG 400») e cinque formulazioni di quercetina (crema 0, crema PG, crema PEG 400, gel 0 e ‘PG gel’).

Gli studi di rilascio sono stati effettuati in celle di diffusione di Franz tramite una membrana di cellulosa; inoltre, negli studi di ritenzione cutanea in vitro, è stata utilizzata la pelle dell’orecchio di maiale.

L’aumento cumulativo di crisina rilasciata dopo 6 h dalla ‘crema PEG 400’ contenente la forma parzialmente dissolta di quel flavonoide, era superiore a quella dalla ‘crema 0’ o dalla ‘crema PG’ contenente la sua forma sospesa. Le formulazioni contenenti quercetina disciolta in PG (PG crema, PG gel) o PEG 400 («PEG 400 cream») hanno mostrato tassi di rilascio più elevati di quel flavonoide rispetto alle formulazioni corrispondenti («crema 0» o «gel 0»).

La scelta del corretto solvente, aggiunto alla base semisolida, è risultata fondamentale per una maggiore resa cutanea dei flavonoidi testati. PG è risultato un promotore di assorbimento più efficiente di PEG 400 per la crisina e la quercetina.

International Journal of Cosmetic Science (2017), 39(4), 442-449.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Nanoparticelle lipidiche caricate con molecole attive

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Le nanoparticelle solide lipidiche (SLN) e i carrier lipidici nanostrutturati (NLC) sono stati studiati come potenziali carrier per la somministrazione di farmaci sia per via orale sia transdermica.

Le SLN contengono gocce lipidiche completamente cristallizzate, e presentano cristalli altamente ordinati.

SLN e NLC sono pensati per combinare i vantaggi delle particelle polimeriche, dei liposomi e delle emulsioni; infatti forniscono elevate percentuali di incapsulamento, una migliore protezione degli attivi incorporati e, inoltre, consentono il controllo del profilo di rilascio desiderato. In questo lavoro, diversi potenti antiossidanti noti per la loro attività protettiva cutanea sono stati formulati in nanoparticelle lipidiche, e in particolare Resveratrolo, Vitamina E (VE) e Epigallocatechin Gallate (EGCG).

Lo sviluppo di diverse formulazioni ha dimostrato un’elevata uniformità e stabilità dei preparati e in particolare le nanoparticelle lipidiche del resveratrolo e del VE hanno fornito, nello studio, una protezione efficace degli attivi contro la degenerazione indotta da UV; nel lavoro è sottolineato inoltre che, al contrario, tale vantaggio non è stato riscontrato per le nanoparticelle contenenti EGCG.

Lo studio di rilascio attivo ha mostrato un rilascio prolungato del resveratrolo oltre il 70% dopo 24 h e, infine, gli studi sulla penetrazione della pelle hanno dimostrato che le nanoparticelle lipidiche sono in grado di migliorare la penetrazione del resveratrolo attraverso lo strato corneo.

In conclusione lo studio sottolinea che le nanoparticelle lipidiche risultano ottimi potenziali carrier per la veicolazione di resveratrolo e VE, in un’ottica di azione antiossidante cutanea.

European Journal of Pharmaceutics e Biopharmaceutics- Volume117- Pages286-291 (2017)

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Sephora: la più amata dai Millennials

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SephoraIn occasione della Milano Fashion Week, nel corso della XVII° edizione dei CHI È CHI AWARDS,
è stato conferito a Sephora Italia il premio quale brand del mondo beauty che meglio interpreta le esigenze dei millennials e come marca più amata dalle nuove generazioni.
La scelta dei vincitori è stata valutata da una giuria composta da Benedetta Barzini – Docente ed esperta in cultura della moda; Mario Boselli – Presidente Onorario della Camera Nazionale della
Moda Italiana; Michele Ciavarella Style Magazine – Corriere della Sera; Emanuele Farneti -Direttore di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Antonio Mancinelli caporedattore Marie Claire – Cristina
Milanesi – beauty director Io Donna; Giuseppe Modenese – Presidente Onorario della Camera della Moda; Cristina Morozzi – Giornalista e critica di design e design director of education della design school di Istituto Marangoni; Giuliana Parabiago – giornalista e Pr & marketing consultant di Pitti Immagine; Massimiliano Sortino – Fashion Editor di Vogue.it e Cristiana Schieppati -direttore del Chi è Chi del Giornalismo e della Moda e organizzatrice dell’evento.
I vincitori sono stati scelti sulla base del tema millennials vs bloggers, la moda nell’Era #digital: Come comunica la moda nell’era digital? Quali sono i brand e le aziende che hanno maggiormente investito in questo settore? Chi sono i protagonisti dei social? Com’è cambiato il modo di comunicare? Un ulteriore riconoscimento del lavoro fatto da Sephora in questi anni: un brand all’avanguardia che mette il cliente al centro della beauty community. Chiamarli store sarebbe riduttivo: Sephora è un «luogo», fisico ma non solo, in cui poter vivere un’esperienza beauty a tutto tondo.
In un panorama sempre più dinamico e in evoluzione come quello dei Millenials, il beauty brand francese si è trasformato negli anni in una vera e propria beauty community in cui poter scoprire le ultime novità, acquistare prodotti innovativi, sperimentare nuovi servizi, vivere un’esperienza di shopping multicanale e confrontarsi con esperti o altri beauty-addicted per ricevere feedback e tips sui prodotti e il modo di utilizzarli.
Da sempre Sephora lavora in tutto il mondo per scovare nuove tendenze e trovare brand ancora sconosciuti al grande pubblico che rispondano alle esigenze della community o per far sì che i clienti accedano ai prodotti più desiderati e attesi. Ma il brand è anche molto attento agli input del mercato e in ascolto rispetto alle esigenze della clientela più giovane e dei suoi fan sia in termini di assortimento che di servizi.
Una beauty community quella di Sephora che è attivamente coinvolta avendo diversi touch point off line, con i suoi beauty store, e online con l’estore e i canali social. Cruciale è il forte allineamento tra i valori del brand – un’ampia offerta di brand esclusivi, un’esperienza unica, personale molto competente e un servizio straordinario – e la customer experience proposta, fatta proprio di professionalità, costante attenzione e ricerca su quali siano i bisogni e i desideri delle clienti, un ambiente di shopping interattivo e innovativo, fattori che rendono Sephora un player unico.

Nuova risorsa nella MGA

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Omia
Giuseppe Bini

Nuovo Finance & HR Manager per MGA. Il consiglio di amministrazione dell’azienda, specializzata nella produzione di cosmetici naturali e proprietario del brand OMIA con oltre 70 referenze all’attivo, ha nominato Giuseppe Bini in qualità di Responsabile del dipartimento Finanza e Risorse Umane.
Dopo aver maturato esperienze in ambito Finance ed HR in contesti molto dinamici e caratterizzati da forte innovazione tecnologica, Giuseppe Bini ha continuato a investire nella formazione ed ha rivestito ruoli da Project Manager su progetti pluriennali molto articolati.
Per le sue comprovate qualità umane e professionali, entra nel team MGA a supporto di un progetto di sviluppo aziendale, fondato su strategie di innovazione e ricerca.
«In pochi anni la nostra realtà aziendale è cresciuta in modo esponenziale e, grazie al successo del brand OMIA, abbiamo ottenuto dei risultati eccellenti che ci hanno portato a selezionare una risorsa come Giuseppe Bini per supportarci nell’ottimizzazione dei processi organizzativi – spiega Mariano Angioletti, Amministratore Unico e Socio fondatore di MGA. – Grazie alle competenze maturate nel corso della sua carriera professionale, Bini darà inoltre un grande contributo nello sviluppo delle competenze professionali e nel percorso di crescita delle risorse umane, in linea con le strategie di evoluzione dell’azienda».

Metilparabene: scoperto fototossico

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MetilparabeneUn gruppo di ricercatori indiani ha studiato gli effetti dei raggi UVB su uno dei più utilizzati parabeni, il metilparabene, presente anche in prodotti cosmetici dove ha funzione conservante. Nello studio la sostanza è stata sottoposta a raggi UVB con una intensità di 0.6 mW/cm2, in diversi ambienti.
Quando presente in una cultura di Escherichia Coli l’irraggiamento ne ha diminuita l’efficacia del 40%. Inoltre, il metilparbene fotosensibilizzato sembra stimolare la degradazione ossidativa dei lipidi, la generazione di specie reattive all’ossigeno e la perturbazione dell’integrità delle membrane mitocondriali.
Questi sono solo alcuni degli effetti negativi dati dal metilparabene fotosensibilizzato: tra i più gravi vi è il danno al DNA cellulare causato da stress ossidativo e lo stimolo dell’apoptosi attraverso i mitocondri e il reticolo endoplasmatico. Lo studio suggerisce che l’ingrediente venga sostituito nelle formulazioni in cui presente da un conservante più stabile alla luce e quindi più sicuro.
DivyaDubeya, DeeptiChopra et al. Photosensitized methyl paraben induces apoptosis via caspase dependent pathway under ambient UVB exposure in human skin cells. Available online 29 July 2017. Doi: https://doi.org/10.1016/j.fct.2017.07.056
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691517304398?via%3Dihub#!

di S.Somaré

Multicanalità e servizio, vincenti in profumeria

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ArvalSpecializzazione, servizio, e-commerce stanno cambiando il volto della distribuzione dei cosmetici. Inserirsi nei canali innovativi è strategico per sostenere le vendite.
Il panorama della distribuzione dei cosmetici in Italia è in piena evoluzione. Mentre in passato è stato caratterizzato da canali definiti, oggi si assiste a un rimodellamento della struttura di GDO e canale selettivo, a un boom delle vendite dirette e via internet, all’affermarsi di vari format di distribuzione specializzata e negozi monomarca. La spinta è arrivata dal consumatore e dai suoi mutati comportamenti di acquisto, orientati alla multicanalità e a premiare modelli commerciali innovativi. Anna Leonetti, Marketing Specialist di Arval, e Fabio Olmi, Sales manager, raccontano come la storica azienda italo-svizzera ha raccolto questa sfida strategica.

Anna Leonetti

Quali aspettative percepite dal vostro consumatore di riferimento, dottoressa Leonetti?
Il nostro consumatore quando si approccia ad Arval cerca un aiuto concreto e l’efficacia rispetto a inestetismi come la couperose, le macchie cutanee, la pelle grassa, in quanto da sempre proponiamo prodotti specifici per questi problemi. Cerca anche la piacevolezza che curiamo per ogni prodotto. Per esempio, la linea Il Sole propone protettivi solari in quattro forme cosmetiche differenti, adatte a diverse esigenze: spray, latte solare, crema-gel e stick per zone specifiche, con texture invisibili e non oleose, quindi molto facili da applicare. Un altro aspetto importante per il consumatore è il rapporto qualità prezzo, a cui Arval è da sempre attenta.

Considerando lo skin care, dove si dirige la vostra ricerca?
Cerchiamo di dare al consumatore un prodotto specifico attraverso attivi unici: AC-complex è un nostro principio attivo esclusivo per la couperose, SCA complex è un altro esempio, che caratterizza la nostra linea antimacchia. Sono molte le nostre linee storiche apprezzate per l’efficacia, su cui operiamo un continuo lavoro di miglioramento, anche inserendo attivi innovativi, per adeguarle alle esigenze sempre in evoluzione del consumatore e alle richieste normative. Inoltre, la nostra funzione regolatoria è attenta al dibattito tecnico-scientifico sugli ingredienti discussi, per proporre un prodotto che risponda e anticipi i disposti del legislatore. Il nostro sito produttivo, in Svizzera a Sion, che produce anche per conto terzi, è strutturato per dare un servizio completo con le migliori garanzie di qualità produttiva e, grazie ai laboratori di ricerca e sviluppo, di orientamento all’innovazione.

Fabio Olmi

Come vedete il futuro della distribuzione nel canale selettivo, in Italia, dottor Olmi?
Negli ultimi dieci anni il mercato italiano è molto cambiato. Nel canale profumeria si sono affermati catene e monomarca, un fenomeno che ha provocato una contrazione dei negozi tradizionali a cui anche gli attori più piccoli rispondono con la tendenza all’aggregazione. Così molti negozi tradizionali si stanno consorziando, su scala più o meno locale, per andare incontro a consumatori mediamente più informati che richiedono nuove forme di servizio. Molto importante è l’e-commerce, che sta interessando tutti, produttori e distributori. Ormai tutte le catene importanti di profumeria vendono anche online. È un modo per avvicinarsi ai loro clienti e per attrarre i segmenti più giovani di consumatori. Inoltre, diventa un apporto importante al fatturato sia delle aziende sia del distributore. Nel frattempo si affacciano nuove insegne anche nel mondo della distribuzione organizzata: quelle dedicate alla casa e persona, che stanno diventando molto importanti.

Cosa ci dice sul consumatore il successo di questa distribuzione specializzata casa&persona?
Queste catene distributive hanno ampliato le metrature dei negozi e hanno saputo sviluppare un mix di prodotti che si presta alle grandi superfici, affiancando marchi conosciuti e marchi in esclusiva. Hanno inoltre fatto del personale di vendita un punto di forza, per assistere chi vuole un consiglio e per presentare linee particolari come quelle bio, vegane, naturali e parafarmaceutiche, che si giovano della preparazione degli addetti. Tutte idee che fanno di questi punti vendita un format molto attrattivo. La profumeria tradizionale ha lavorato soprattutto con le grandi case internazionali, che tuttavia in questo momento non bastano per fare entrare il consumatore. I giovani soprattutto vogliono curiosare per conoscere le novità di tendenza, non necessariamente griffate, e comprensibilmente non si rispecchiano nella profumeria tradizionale, sia per l’offerta di prodotti, per loro troppo pretenziosa, sia per il posizionamento di prezzo, sia per l’approccio forse un po’ formale del personale di vendita. Invece, l’ampiezza delle superfici della distribuzione casa&persona si presta a una proposta articolata che avvicina i più giovani ma risulta attraente anche per un pubblico più ampio, riuscendo a soddisfare anche il cliente di fascia medio-alta, che trova buona scelta di prodotti così posizionati e spazi consoni in questi negozi. Il prodotto Arval ben si inserisce in questi punti vendita, distinguendosi per la specificità in ambiti poco percorsi dalla concorrenza.

Il consumatore si sta mostrando multicanale, anche Arval ha fatto questa scelta…
Sì, in questo momento credo che strategico seguire l’evoluzione dei canali di vendita. La profumeria di quartiere, che fino a dieci anni fa era un attore chiave per proporre le nostre linee, oggi praticamente non c’è più. Molte catene distributive nazionali e locali, anche casa e persona, stanno diventando compagni di viaggio, con numeri piuttosto interessanti in termini di scontrini. In questo panorama bisogna essere attenti al cambiamento e, tra gli aspetti che hanno cambiato lo scenario del mercato, c’è l’e-commerce, che oggi è irrinunciabile e su cui siamo molto attivi. È uno strumento a 360°, che va oltre la vendita. Permette di essere vicini al consumatore e a questi di avvicinarsi all’azienda e avere molte più informazioni sul prodotto. Il nuovo consumatore vuole tante informazioni e vuole conoscere le novità del momento, attraverso uno strumento comodo e veloce, che sempre meno è il pc e sempre più è lo smartphone.

SOTTO IL SOLE: PROTEZIONE E NON SOLO
«Puntiamo a offrire la massima garanzia di efficacia protettiva: oltre alla protezione UVA e UVB, la linea Il Sole assicura anche la protezione IR perché la nuova frontiera è una difesa della pelle da tutto lo spettro solare, compreso il calore – spiega Anna Leonetti di Arval. – L’attenzione va anche però alla facilità di utilizzo, attraverso texture che non lasciano traccia sulla pelle, che rimane completamente asciutta dopo l’applicazione. La linea si completa con formulazioni senza profumo, per questa esigenza specifica che interessa fasce crescenti di consumatori. Infine, sole significa anche abbronzanti: soddisfiamo l’esigenza di abbronzatura veloce con la linea Solaire e, grazie a una speciale sinergia di principi, con Half Times proponiamo l’abbronzatura in metà tempo».

 

ACCANTO AL DISTRIBUTORE: SERVIZI E FORMAZIONE
«Un importante servizio che Arval offre ai propri distributori è una formazione mirata, con incontri presso la nostra sede di Milano o presso i clienti stessi – riporta Fabio Olmi di Arval. – Inoltre, ai clienti affianchiamo le nostre beauty consultant, per promuovere le linee Arval all’interno dei negozi. Si tratta di nostre dipendenti, che formiamo direttamente e che facciamo crescere in questo ruolo per assistere il cliente o direttamente il consumatore presso clienti selezionati. Per esempio, con Esserbella abbiamo un progetto che prevede la presenza delle nostre consulenti di bellezza per tre giorni alla settimana: a chi entra nel punto vendita forniscono informazioni e consigli, preparano schede tecniche sui prodotti più adatti alla persona, distribuiscono campioncini. Il ruolo delle consulenti viene concordato di volta in volta con il cliente, per esempio la gestione di giornate-evento, con dimostrazioni dell’applicazione del prodotto o altre attività più specifiche».

di E.Perani

Cromatografia: un nuovo metodo per determinare le catechine

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Le catechine sono un gruppo di sostanze chimiche facenti parte dei flavonoidi, caratterizzate da potere antiossidante e dalla capacità di proteggere la cute dai raggi UV: si capisce quindi che siano interessanti per l’industria cosmetica. Le catechine si trovano abbondanti nel mondo vegetale. Alcuni ricercatori brasiliani hanno messo a punto un metodo per determinare la presenza di catechine durante la formulazione di composti per la cute: si tratta di un metodo HPLC selettivo per queste sostanze. Nel metodo viene utilizzata una cromatografia caratterizzata da una colonna RP-C18 con una fase mobile di metanolo/acido fosforico 0,01 M, un flusso da 0,8 mL/min, una temperatura settata a 40°C e una capacità di rilevare i raggi UV a 230 nm. Il metodo ideato si è dimostrato robusto e selettivo.
Ricardo Ferreira-Nunes, Tamata Angelo et al. Versatile chromatographic method for catechin determination in development of topical formulations containing natural extracts. 15 agosto 2017. Published online. Doi: 10.1002/bmc.4062
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/bmc.4062/abstract;jsessionid=9D1791417FD9113837B33BDBE0C7D9D3.f04t03

di S.Somaré

Prodotti per la cura della pelle: cosa promettono, cosa fanno

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cura della pelleL’industria cosmetica offre un vasto assortimento di prodotti per la cura della pelle per pulire, lenire, ripristinare, rinforzare, proteggere e curare la nostra cute e quindi mantenerla in «buone condizioni».

I prodotti per la cura della pelle sono prontamente disponibili, e le loro promozioni con affermazioni fantasiose sono onnipresenti.

Le promozioni e il marketing sono basati sugli effetti, evocati da attivi che vengono consegnati attraverso veicoli che si affidano a tecnologie specifiche.

A causa del fatto che questi prodotti sono in contatto diretto con il tessuto bersaglio, il loro veicolo e gli ingredienti sono in grado di modulare profondamente le caratteristiche della pelle e alcune delle sue funzioni, rendendo i prodotti per la pelle sistemi unici e versatili.

Questo lavoro illustra e riassume il concetto di cura della pelle e protezione della pelle, la scelta dei prodotti, i loro veicoli, le loro funzionalità e il loro stato normativo.

Journal of tissue viability- Volume26- Issue1, Pages29-36 (2017)

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Scuola di Profumeria 2017

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scuola profumeriaIl mondo del profumo: scienza, tecnica e creatività

Percorso di Alta Formazione professionale suddiviso in due step:

1) Dalle materie prime alle fragranze – Formazione a Distanza (FAD); 8 moduli propedeutici alla formazione residenziale.

2) Dalle fragranze al profumo – Formazione Residenziale (in aula); 3 incontri nella giornata di domenica.

Sede delle lezioni: Accademia Tecniche Nuove, Via Eritrea 21 Milano

Date: 8 ottobre 2017; 22 ottobre 2017; 12 novembre 2017 – Orario: dalle 9.00 alle 18.00

Il corso residenziale è a numero chiuso, massimo 21 partecipanti.

http://aggiornamento.tecnichenuove.com/event#!/corso/scuola-di-profumeria-2017

 

Faculty

Direttore del corso: Prof. Stefano Manfredini
Coordinatori didattici: Dottor Giovanni D’Agostinis; Dott.ssa Claudia Scattolini

La quota comprende:

–      corso di formazione a distanza (online)
–      corso residenziale (in aula)
–      materiale didattico e per le esercitazioni
–      coffee break e light lunch (per il corso in aula)

 

 

 

Approcci di biofabbricazione per migliorare i test animal-free

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animal freeIl ruolo degli approcci della biofabbricazione, tra cui il bioprinting, per individuare nuove vie di studio delle sostanze chimiche che entrano in commercio.

L’ambito cosmetico rientra in questo discorso, dal momento che la legge già vieta l’uso di animali nei test tossicologici e nei test dei prodotti finiti. E se è vero che l’ambito cosmetico è avanti per quanto riguarda lo sviluppo di test animal-free, lo è anche che non esistono ancora metodi validati per verificare, per esempio, gli effetti di un uso a lungo termine o quelli mutagenici.

Anche l’ambito cosmetico potrebbe, quindi, avvantaggiarsi delle nuove tecnologie oggi a disposizione dell’industria per creare modelli di tessuto umano su cui svolgere le proprie ricerche. In effetti la stampa 3D permette di ricreare fedelmente il tessuto cutaneo, comprensivo di bulbi piliferi, ghiandole, vascolarizzazione e così via, così che efficacia e sicurezza siano testate in modo approfondito e veritiero.

Inoltre, attraverso la stampa 3D è possibile stabilire la densità cellulare per mimare fedelmente il tipo di tessuto su cui si vuole effettuare il test, la quantità di collagene ed elastina e altro ancora.

Grazie a questi modelli si potranno studiare anche gli effetti sulla cute e la salute umana dell’assorbimento delle sostanze con cui si entra a contatto durante la vita di ogni giorno. Cosmetici inclusi.

Unico «limite», se lo si può considerare tale, è l’impossibilità di creare dei modelli unici su cui studiare qualsiasi aspetto dei prodotti cosmetici: verosimilmente saranno necessari più modelli.
Anthony M Holmes, Alex Charlton et al. Rising to the challenge: applying biofabrication approaches for better drug and chemical product development. Biofabrication, Volume 9, Numero 3, luglio 2017. Doi: 10.1088/1758-5090/aa7bbd
http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1758-5090/aa7bbd#references

di S.Somaré

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...