Corrosione cutanea: una nuova guida

Carol Treasure (fondatrice del laboratorio).

XCellR8, un laboratorio inglese che si occupa esclusivamente di test alternativi alla sperimentazione animale per varie realtà, ha da pochissimo pubblicato una nuova guida dedicata ai test in vitro per la corrosione cutanea.

Il testo prende avvio dal Documento 203 dell’OCSE del 2014 (Integrated Approach to Testing and Assessment on Skin Irritation and Corrosion) e lo riassume in un diagramma a flussi per renderlo di più semplice comprensione.

Tre gli ambiti delineati: revisione dei dati, peso dell’analisi, test addizionali (non sempre necessari). Particolare importanza è data alla scelta del metodo da utilizzare a seconda ddelle sib categorie di sostanze su cui si sta lavorando.

La scelta data dall’OCSE è tra tre test accettati: Reconstructed human epidermis (OECD TG 431), Membrane barrier (OECD TG 435), conosciuto come Corrositex®, e Transcutaneous electrical resistance (OECD TG 430). Quest’ultimo usa cute di ratto e quindi in molti Paesi non è considerato “animal free”. Il laboratorio inglese consiglia quindi di utilizzare il test TG 431, basato su un modello di cute umana, perché in grado di distingue

re tra le sub-categorie 1A contro 1B/1C, oppure il Corrositex® che però richiede di essere applicato a sostanze con un pH molto alto o molto basso, escludendo quindi il range tra 4.5 e 8. Il documento può essere liberamente scaricato al link sottostante.
https://x-cellr8.com/2020/02/28/in-vitro-skin-corrosion-tests-download-our-latest-guide

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