Creme solari “fatte in casa”: un pericolo per la salute

A seguito della crescente sfiducia per alcuni ingredienti utilizzati dall’industria cosmetica, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse dei consumatori verso la realizzazione dei propri prodotti a casa. Questa tendenza, pur toccando tutte le differenti categorie di prodotti del settore, si riscontra soprattutto nel settore dell’igiene, con shampoo e dentifrici, e nel settore della cura, con prodotti idratanti e creme solari.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare alcune ricette impiegate per la realizzazione di creme solari trovate su Internet e valutarne il livello di efficacia fotoprotettiva. In particolare, sono state selezionate quindici ricette Internet, quindi i prodotti riportati nelle stesse sono stati realizzati in laboratorio seguendo i protocolli descritti. Utilizzando un metodo in vitro, sono stati valutati i seguenti indicatori di efficacia per i preparati realizzati: il fattore di protezione solare (SPF), il fattore di protezione nel dominio UVA (PF-UVA) e la lunghezza d’onda critica (λc).

I risultati mostrano che tre delle 15 ricette studiate non contengono alcuna protezione solare e costituiscono quindi un rischio importante per gli utenti in caso di esposizione al sole. Gli altri 12 formulati non possono essere considerati prodotti per la protezione solare poiché tutti presentano un SPF inferiore a 6, il valore soglia richiesto in Europa.

Le ricette analizzate nel presente lavoro risultano molto pericolose poiché alcune di esse non presentano alcun effetto fotoprotettivo e la maggior parte di esse non garantisce un livello sufficiente di fotoprotezione per le persone che si apprestano al loro utilizzo.

J Cosmet Dermatol, Jun;20(6):1788-1794 (2021)

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