La determinazione dell’acido lattico nei cosmetici richiede metodi analitici in grado non solo di quantificarne il contenuto, ma anche di identificarne la forma enantiomerica.
L’acido lattico, nella sua forma L-enantiomerica o racemica, è un componente ampiamente utilizzato nei prodotti per la personal care. I prodotti cosmetici raramente riportano informazioni sul contenuto o sulla forma enantiomerica dell’acido lattico. Il contenuto di acido lattico varia generalmente dall’1 al 10%, con un pH non inferiore a 3,5. Per gli utilizzatori professionali, la concentrazione massima può raggiungere il 30% a un pH superiore a 3,0.
Variazioni nella concentrazione di acido lattico e nel valore di pH del prodotto, così come l’impiego di una forma enantiomerica non appropriata di acido lattico, possono avere effetti negativi sulla pelle, come irritazione, ustioni, arrossamento e alterazioni della sensibilità cutanea. La determinazione dell’acido lattico e della sua forma enantiomerica nei prodotti può, pertanto, contribuire a garantire la sicurezza del consumatore.
Il valore dei metodi analitici enantioselettivi
Sono stati sviluppati diversi metodi di separazione analitica, tra cui la cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC), la cromatografia gassosa e l’elettroforesi capillare, per la determinazione dell’acido lattico sia singolarmente sia in combinazione con altri acidi α-idrossicarbossilici (AHA). Mentre i metodi achirali sono adatti per quantificare l’acido lattico, non sono idonei per confermarne la forma enantiomerica, ad eccezione dei metodi indiretti basati sulla separazione dei diastereoisomeri.
La rilevanza dei metodi analitici enantioselettivi risiede principalmente nella verifica della forma enantiomerica di una sostanza biologicamente attiva in un prodotto, nella determinazione delle impurità enantiomeriche o nel monitoraggio della racemizzazione durante la conservazione e l’applicazione del prodotto.
Metodiche a confronto
Il presente lavoro, pubblicato su Applied Sciences, prende in esame lo sviluppo di metodi di analisi per la separazione, l’enantioseparazione e la determinazione dell’acido lattico nei cosmetici e si concentra sulla conferma della sua forma enantiomerica.
Per l’analisi sono state utilizzate la cromatografia liquida ad alta prestazione in fase inversa achirale (RP-HPLC) su fase stazionaria C18 e la cromatografia liquida a interazione idrofila (HILIC) su fase stazionaria amminopropilica, combinate con la rivelazione a diodi a matrice (DAD; 210 nm). La HPLC chirale-DAD su fase stazionaria a base di teicoplanina si è dimostrata un metodo efficace per la verifica della forma enantiomerica, confermando la presenza di acido L-lattico nei campioni analizzati.
I campioni complessi sono stati trattati mediante estrazione in fase solida utilizzando un adsorbente a scambio anionico. Gli studi di recupero hanno mostrato percentuali di recupero comprese tra il 76,1 e il 91,8% (RSD ≤ 5,0%). I metodi forniscono linearità di risposta negli intervalli di concentrazione testati (R² > 0,996).
La ricerca ha valutato l’idoneità di diversi approcci per la determinazione dell’acido lattico mediante HPLC-DAD e ha proposto un’efficace procedura di preparazione del campione. I metodi sviluppati sono risultati rapidi, semplici e applicabili nell’analisi di routine dei cosmetici per il monitoraggio della sicurezza dei prodotti.
Hroboňová K, Lazorová P, Sokolová E. Application of Achiral and Chiral High-Performance Liquid Chromatography Methods for Determination of Lactic Acid in Cosmetic Products. Applied Sciences. 2026; 16(12):5942. https://doi.org/10.3390/app16125942












