Odore long-lasting, nuove sfide profumate

In tutti i continenti la protezione dal cattivo odore è uno dei claim più richiesti per le profumazioni per deodoranti ambiente e persona, una sfida che a livello formulativo diverse grandi aziende hanno cominciato ad affrontare introducendo molecole particolari studiate in laboratorio, olfattivamente attive piuttosto che inodori, in grado di reagire contro i cattivi odori e di contrastarli in maniera efficace in diversi modi.

Uno dei più ricorrenti è scegliere l’utilizzo di materie prime di sintesi che possano avere lo stesso ingombro sterico delle molecole responsabili del cattivo odore, per esempio l’acido valerianico per quanto riguarda il malodore del sudore, in questa maniera i recettori olfattivi posizionati a livello della mucosa nasale saranno più stimolati a legarsi con le sostanze ‘profumate’ vista la maggior affinità per le stesse e in questo diminuirà nettamente da parte del consumatore la percezione del malodore, qualsiasi ne sia l’origine.

Un’altra soluzione prevede l’utilizzo di molecole profumanti, come per esempio il farnesolo, con comprovata attività antibatterica e la capacità di agire sui batteri responsabili del malodore, andando a offrire soluzioni olfattive importanti nel mondo della deodorazione persona, anche per zone particolari e di nicchi come i piedi.

Altre molecole sono invece capaci di legarsi chimicamente e/o fisicamente alla molecola caratteristica del cattivo odore in questione e grazie a questo legame permetterà talvolta la formazione di addotti molecolari che andranno poi a occupare il sito recettoriale con una maggior affinità.

Grandi aziende nel mondo della deodorazione persona hanno deciso di lanciare sul mercato, specialmente anglosassone, anni fa e di continuare a ingrandire e a proporre alcune idee nuove e innovative, come Adidas e Rexona, basate su concetti di fragranza incapsulate in particelle di diametro minimo create appositamente per resistere a un ambiente stressante come l’aerosol e in grado di rilasciare la profumazione grazie all’umidità del calore corporeo e all’azione di sfregamento meccanico durante una corsa.

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