La fornitrice globale di beni di consumo Unilever e Accenture, multinazionale delle ricerche e della consulenza, hanno stretto una partnership per lo sviluppo di digital twin basati sull’intelligenza artificiale e destinati a essere utilizzati dal colosso anglo-olandese per le sue attività manifatturiere.

Per Unilever si tratta dell’evoluzione di un percorso già intrapreso da tempo: l’idea è disporre di strumenti di AI in grado di supportare la produzione identificando anticipatamente le problematiche eventuali e disegnando possibili scenari simulati lungo tutti i processi. Come altrove e in altri campi, l’obiettivo finale è un incremento della qualità dei prodotti e dell’efficienza, che si traducono chiaramente nella creazione rapida di articoli e soluzioni capaci di soddisfare la domanda dei mercati.

Unilever, Accenture e i digital twin

In termini diversi si tratta di indirizzare efficientemente le esigenze di una clientela composta – a detta del management di Unilever stessa – da quasi quattro miliardi di consumatori in tutto il mondo: per questo l’innovazione tecnologica è un fattore chiave.

Non a caso, secondo quanto è stato riportato da altre fonti della stampa internazionale, sulla rampa di lancio ci sarebbero addirittura 40 differenti esemplari di gemelli digitali pronti a viaggiare a pieno regime entro un anno e mezzo circa.

La divisione personal care di Unilever avrebbe già iniziato ad apprezzarne i benefici, traducibili in un incremento della complessiva produttività e, non meno importante, nella riduzione di scarti e sprechi.

Soluzione 95%

Dei digital twin hanno tratto vantaggio nello specifico le gamme body care di Dove e i deodoranti e antitraspiranti Degree e Axe, come si è visto in particolare negli stabilimenti statunitensi di Raeford nel North Carolina. Ne hanno data testimonianza le cifre: si è osservata qui una riduzione del 95% dei colli di bottiglia nella produzione dei deodoranti in formato stick, contestuale al -20% dei rifiuti generati e al miglioramento (+10%) della capacità.

Qualcosa di simile lo si è visto anche in territorio indiano: a Gandhidham quattro anni di monitoraggio in tempo reale dei processi hanno portato a una diminuzione del 30% dei difetti sulle linee di produzione dei saponi solidi, sempre a marchio Dove. L’hi-tech e l’intelligenza artificiale sono d’altronde parte integrante della strategia di Unilever, che a Toronto, in Canada, ha implementato l’Horizon3Lab per la messa a punto e i test di nuove soluzioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here