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Ilaria Borgna

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Unilever acquista Seventh Generation

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Studio shot of a cleaning supplies isolated on white background

Lo scorso 22 settembre Unilever ha annunciato l’acquisto di Seventh Generation, società produttrice di prodotti per la pulizia della casa e la cura della persona eco-friendly con sede in Vermont.
I termini dell’accordo non sono stati resi noti, ma Fortune ha riportato che Unilever avrebbe pagato tra i $600 e $700 milioni. La notizia dell’acquisizione arriva dopo giorni in cui Unilever era in trattativa per l’acquisizione della rivale di Seventh Generation The Honest Co., azienda fondata dall’attrice Jessica Alba.
Il processo di contrattazione di Honest Co. è stato gestito da Goldman Sachs nel, con un prezzo indicativo di circa $1 miliardo. La grande differenza tra Seventh Generation e Honest Co. è che il primo vende prevalentemente attraverso canali tradizionali mentre Honest Co. vende direttamente al consumatore finale online (modello di business simile a Dollar Shave che Unilever ha appena acquistato per $ 1 miliardo). CEO di Seventh Generation dal 2011 è John Replogle, ex dirigente Unilever e precedentemente CEO di Burt’s Bees, conferma che Seventh Generation rimarrà nella sua sede attuale in Vermont dove ha 170 impiegati. Secondo l’annuncio di Unilever riguardo l’acquisizione, Seventh Generation ha generato più di $200 milioni di fatturato nel 2015.

(Fonte: Fortune e CNN Money)

di Daniela Stoppa

Prodotti topici antiaging

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Middle-aged woman applying anti-aging creamQuesto articolo focalizza la sua attenzione sulle attuali tecnologie di trattamento «domestico» antiaging per il viso, ed è destinato a servire come guida per le tecnologie cosmeceutiche di base attualmente in uso, per aiutare a educare e assistere la selezione dei prodotti antiaging da parte del personale professionale e dei pazienti. I trattamenti topici antiaging per uso domestico devono innanzitutto essere non irritanti, compatibili con il tipo di pelle del paziente, efficaci, complementari alle procedure chirurgiche minimamente invasive, ed esteticamente eleganti. Nel lavoro è, inoltre, sottolineato come le nuove tecnologie antiaging, formulate come monoterapia o come combinazioni con cosmeceutici ben noti, devono presentare adeguati studi clinici per sostenere la loro selezione d’uso.
Clin Plast Surg. 2016 Jul;43(3):597-604. doi: 10.1016/j.cps.2016.03.005. Epub 2016 May 11.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Innovazione per il retail: OMIA Point

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omia-point_00_Creme, saponi e make up eco bio si trovano ormai non solo nei bio-store ma anche negli scaffali di punti vendita tipicamente orientati al food. Accanto ai prodotti alimentari biologici, infatti, anche supermercati e grandi catene di distribuzione si stanno attrezzando per dedicare, quanto più possibile, spazio ai cosmetici biologici. Con una larghezza di soli 60 centimetri, gli OMIA Point sono degli espositori resistenti, studiati per permanere a lungo nel punto vendita, contenenti tutta la gamma di cosmetici eco bio OMIA. L’espositore copre tutte le categorie di consumo più importanti, tutto per l’igiene intima e per la cura dei capelli, del corpo e del viso. Le formule contengono materie prime da agricoltura biologica certificata, olio di argan, aloe vera, oli di mandorla, jojoba, semi di lino, macadamia e tante altre materie prime ricercate da un consumatore sempre più competente. Oltre 546 installazioni hanno popolato in meno di due anni punti vendita indipendenti e supermercati alimentari e si prevede un incremento del 25% nel prossimo anno.  Il dipartimento Ricerca&Sviluppo  dell’azienda è di assicurare una qualità trasparente. Ogni lotto di produzione viene testato al Nichel, cobalto e cromo. L’azienda aderisce allo standard non testato su animali di LAV, verificato da ICEA. I nuovi progetti si ispirano ai protocolli di eco-bio cosmesi, per i quali ICEA è partner di certificazione.

GMP Cosmetiche – Certiquality: Ente di certificazione accreditato in Italia

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Certiquality ha ottenuto l’accreditamento per la certificazione delle società che producono cosmetici in accordo alla norma UNI EN ISO 22761:2008: Cosmetici, Pratiche di buona Fabbricazione (GMP), Linee guida sulle pratiche di buona fabbricazione. La norma UNI EN ISO 22761:2008 è di fondamentale importanza per il settore cosmetico poiché è stata riconosciuta come norma armonizzata ai sensi del Regolamento europeo 1223/1999. Tale regolamento, che disciplina tutti gli aspetti relativi alla produzione ed alla commercializzazione dei prodotti cosmetici, richiede espressamente che nella fabbricazione dei prodotti cosmetici siano rispettate le buone pratiche di fabbricazione. Ove l’azienda sia in possesso di una certificazione UNI EN ISO 22716:2008, il regolamento riconosce al fabbricante una presunzione di conformità alle buone pratiche di fabbricazione. Certiquality è l’unico Ente di Certificazione Accreditato in Italia per il rilascio della Certificazione a fronte della Norma ISO 22716. L’accreditamento, rilasciato a fronte di regole riconosciute e valide internazionalmente, è garanzia di imparzialità, indipendenza e competenza di tutto il personale che interviene nell’iter di certificazione.
Per ulteriori informazioni: dott.ssa Carla Nassivera (tel. 02/86968628, c.nassivera@certiquality.it)

La Corte di Giustizia Europea dice “No” a ingredienti cosmetici testati su animali

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“Può essere vietata l’immissione sul mercato dell’Unione di prodotti cosmetici, alcuni ingredienti dei quali sono stati oggetto di sperimentazioni animali al di fuori dell’Europa per consentire la commercializzazione di tali prodotti in paesi terzi, se i dati risultanti da tali sperimentazioni sono utilizzati per dimostrare la sicurezza dei suddetti prodotti ai fini della loro immissione sul mercato dell’Unione”. Con queste parole la Corte di Giustizia Europea ha risposto al quesito posto dalla EFfci, l’associazione professionale che rappresenta i produttori di ingredienti cosmetici nell’Unione, relativo alla possibilità di commercializzare in Europa prodotti cosmetici i cui ingredienti sono stati testati su animali per consentirne la vendita in Paesi dove la legislazione locale richiede questo genere di sperimentazione, in particolare Cina e Giappone.

Luca Nava
Luca Nava

«Con questa sentenza, la Corte di Giustizia europea ha confermato quanto a suo tempo già evidenziato dalla Commissione europea, ovvero che nel caso un test su animale venga effettuato per garantire la conformità con i requisiti previsti dalla normativa del paese terzo extra UE, questi dati non posso essere impiegati nella UE per la validazione della sicurezza del prodotto cosmetico. E questo è un must per tutti i membri dell’Unione. La decisione della Corte di Giustizia non lascia più alcuno spazio all’interpretazione» dichiara Luca Nava, Direttore generale di Cosmetica Italia, l’associazione nazionale imprese cosmetiche.

Julia Baines
Julia Baines

Si è detta soddisfatta della sentenza la dottoressa Julia Baines, di PETA UK, associazione inglese che si muove per la difesa degli animali. Ha dichiarato «molti animali saranno risparmiati dai test tossici e fatali dopo la decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea che solo metodi senza animali possono essere utilizzati per soddisfare i requisiti di sicurezza dell’UE. Questa è una vittoria significativa ma solo parziale, in quanto la sentenza permette anche alle aziende di vendere prodotti nell’UE dopo averli sottoposti ai test sugli animali in Cina o in altri paesi, fino a quando i test non sono utilizzati per dimostrare la sicurezza del prodotto». Pertanto, l’associazione mette a disposizione dei consumatori una lista di marchi che hanno promesso di non effettuare mai test su animali da alcuna parte nel mondo.

di S. Somaré

Esposizione ai prodotti cosmetici dei bambini

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baby care
baby care

Lo studio parte dalla consapevolezza che attualmente sono pochissimi i dati disponibili riferiti all’esposizione ai cosmetici dei bambini in Europa e nel mondo. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’esposizione ai prodotti cosmetici per i bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, utilizzando i dati di consumo recenti generati per la popolazione francese. L’esposizione è stata valutata utilizzando un metodo probabilistico per 24 prodotti, tra cui detersivi, prodotti per la cura della pelle, profumi e prodotti solari. I dati di esposizione ottenuti in questo studio, per i bambini di età 0-3 anni, sono stati superiori ai valori fissati dal CSSC per tutti i prodotti comuni: shampoo liquido, creme idratanti per il viso, dentifricio, gel doccia e creme per il corpo. L’esposizione è stata valutata per la prima volta per molti prodotti come creme solari, Eau de toilette e prodotti di massaggio. Questi nuovi valori di esposizione «frances»i saranno utili per i valutatori della sicurezza e per le agenzie di sicurezza.

Food Chem Toxicol. 2016 Aug;94:85-92. doi: 10.1016/j.fct.2016.05.020. Epub 2016 May 30.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Proposte make-up Univar

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_mg_8530Univar ha presentato a Milano le loro migliori combinazioni di ingredienti naturali e sintetici nel settore del make-up. Dopo un’introduzione all’evento  è stata fatta un’approfondita presentazione sui trend a livello mondiale e europeo, nonché italiano. Multifunctional gloss (labbra, guance, occhi), tattoo make-up, semipermanent long lasting, brow e lip tatoo. Colori che variano dal nude ai brillanti- audaci e super colorati. Tredici formulazioni con nuovi ingredienti per make-up viso, occhi, labbra e sopracciglia. La make-up artist R.Hogarthy, durante le spiegazioni e presentazioni dei trend e proposte formulative, truccava alcune modelle secondo le specifiche prodotti. Un modo davvero particolare ed incisivo per comprendere esaustivamente le possibilità di tutte le materie prime.

univarBrochure Univar

Per avere tutte le informazioni: www.univar.com; tel. 0039-02-452771

Glutatione come sbiancante cutaneo: fatti, miti, prove e controversie

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Il glutatione è un tripeptide tiolico a basso peso molecolare, che svolge un ruolo primario nel mantenere l’equilibrio redox intracellulare. Oltre alle sue proprietà antiossidanti notevoli, la scoperta delle sue proprietà antimelanogeniche ha portato alla sua promozione come agente schiarente, e ha condotto al suo uso in tal senso in alcune etnie; tuttavia, vi è una dicotomia tra prove a sostegno della sua efficacia e la sua sicurezza. Questa recensione concentra la sua attenzione sui vari aspetti del glutatione: il metabolismo, il meccanismo d’azione e le prove scientifiche per valutare la sua efficacia come agente schiarente sistemico. Il glutatione è presente all’interno delle cellule in forma ridotta e svolge un ruolo molto importante in varie funzioni fisiologiche; gli studi sostengono che i suoi effetti di alleggerimento cutaneo sono il risultato dell’inibizione diretta e indiretta dell’enzima tirosinasi e del passaggio da eumelanina a feomelanina. Attualmente è disponibile in forma orale, parenterale e topica ma anche se l’uso di iniezioni per via endovenosa è popolare, tuttavia non ci sono prove a dimostrazione della sua efficacia. In realtà, gli effetti negativi causati dall’assunzione per via endovenosa di questa molecola hanno portato la Food and Drug Administration delle Filippine a emettere un avviso pubblico che condanna il suo utilizzo per indicazioni off-label, come per esempio schiarente cutaneo. Attualmente, ci sono tre studi clinici controllati randomizzati che supportano l’effetto schiarente e un buon profilo di sicurezza dello stesso per via topica e orale. Tuttavia, le questioni chiave come la durata del trattamento, la longevità dei protocolli di efficacia e di manutenzione dell’effetto schiarente rimangono senza risposta. Altri studi più randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, con dimensione del campione più grande, a lungo termine di follow-up e risultati di efficacia ben definiti sono garantiti, per stabilire la rilevanza di questa molecola nei disturbi dell’iperpigmentazione e per il trattamento schiarente della cute.
Indian J Dermatol Venereol Leprol. 2016 May-Jun;82(3):262-72. doi: 10.4103/0378-6323.179088.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Tolleranza cutanea verso i filtri UV

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SonnenschutzIl presente lavoro nasce dalla consapevolezza che una parte importante della valutazione della potenziale tossicità delle nanoparticelle per applicazioni specifiche dovrebbe essere il confronto diretto delle attività biologiche con quelle di materiali alternativi utilizzabili per la stessa applicazione. I filtri ultravioletti inorganici nanoparticellari, come l’ossido di zinco (ZnO), sono comunemente incorporati in creme solari trasparenti e formulazioni cosmetiche; tuttavia, sono state espresse preoccupazioni sui potenziali effetti indesiderati, nonostante la loro penetrazione cutanea trascurabile e gli inerenti vantaggi rispetto ai filtri UV organici. Per fornire indicazioni rilevanti, utili alla valutazione del potenziale pericolo con / senza UVA co-esposizione, nel lavoro sono stati confrontati citotossicità e profili di risposta del sistema immunitario del THP-1 cellule monocite umane alle nanoparticelle di ZnO (30 nm) rispetto a particelle di ZnO (200 nm) e cinque convenzionali filtri UV chimici organici – butylmethoxydibenzoylmethane (avobenzone), octyl methoxycinnamate, octylsalicylate, homosalate e 4 methylbenzilhydene canfora. La co-esposizione con UVA (6,7 J / cm2) non ha modificato i profili di citotossicità e le curve dose-risposta hanno mostrato che le ZnO NP erano meglio tollerate rispetto alle particelle piu grandi di ZnO. Sia i filtri UV organici sia il particolato aumentavano l’apoptosi a dosi simili, ma solo il particolato aumentava la generazione di specie reattive dell’ossigeno. L’interleuchina-8 (IL-8) di uscita veniva aumentata con tutte le particelle, avobenzone, homosalate e octylsalicylate; mentre il rilascio di IL-1β era aumentato solo nei macrofagi dopo esposizione con avobenzone e homosalate. In conclusione, gli effetti diretti causati nei monociti e nei macrofagi, a concentrazioni simili di entrambi i filtri UV organici e nano particelle di ZnO, indicano che la loro citotossicità intrinseca è simile. Con la loro penetrazione nella pelle inferiore, le nanoparticelle di ZnO sono tenute ad avere minore bioattività quando utilizzate nelle creme solari.
Nanotoxicology. 2016 Jul 19:1-10.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Nono adeguamento del reg. (ce) 1272/2008 (CLP)

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Tale modifica riguarda l’inserimento e/o modifica della classificazione ed etichettatura armonizzata di molte sostanze aggiornando quindi l’Allegato VI, Parte 3, tabella 3.1 del Reg (CE) 1272/2008 (CLP). I cambiamenti più rilevanti riguardano: 1,2-dicloropropano: che è diventato Carc. 1B H350; Vari composti inorganici del rame che sono diventati Eye Dam. 1 H318 in molti casi e/o hanno avuto modifiche ai fattori M; Ossido di propilene: che è diventato Acute Tox. 3 H311+331; Bisfenolo A: che è diventato Repr. 1B H360F; Glutaraldeide: che è diventata Acute Tox. 2 H330; N-metil-2-pirrolidone: a cui è stato cancellato il limite specifico Repr. 1B H360 C>5% (e vale quindi il limite generico dello 0,3%); Diisobutilftalato: a cui sono stati cancellati i limiti specifici Repr. 1B; H360Df: C = 25% e Repr. 2; H361f: 5% = C < 25% (e vale quindi il limite generico dello 0,3%); la sostanza è in autorizzazione; N,N-dimetilacetammide: a cui è stato cancellato il limite specifico Repr. 1B H360 C>5% (e vale quindi il limite generico dello 0,3%); Micro-fibre vetrose calcio-allumino-silicatiche che a seconda della composizione sono Carc. 1B H350 o Carc. 2 H351; Piombo in polvere e massivo: che è diventato Repr. 1A H360FD e Lact. H362; Dicicloesilftalato: che è diventato Repr. 1B H360D; 3,7-dimetilotta-2,6-dienenitrile: che è diventato Muta. 1B H340; Acido perfluorononanoico e i suoi Sali di sodio e ammonio: già in Candidate List come famiglia per Repr. e PBT; Vari principi attivi biocidi o pesticidi che hanno avuto modifiche di classificazione per tossicità acuta, cancerogenicità/tossicità per la riproduzione e/o ambientale; Tert-butilidroperossido: che è diventato Muta. 2 H341. Inoltre, viene rimossa la tabella 3.2 dell’Allegato VI, Parte 3 del Reg. (CE) 1272/2008 (CLP) relativa alla classificazione ed etichettatura armonizzata in conformità della Dir. 67/548/CEE. Tali cambiamenti entreranno in vigore dal 1° marzo 2018.
Sarà comunque possibile, su base volontaria, applicare queste nuove classificazioni prima del 1° marzo 2018.

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...