I cosmetici sbiancanti la cute vengono comunemente utilizzati in Asia, dove la loro popolarità si spiega con il valore estetico spesso focalizzato verso la pelle di colore chiaro. Il loro diffuso utilizzo ha portato alla nascita di una serie di casi di dermatite da contatto, apparentemente causati da una reazione avversa nei confronti dei derivati della vitamina C, l’idrochinone, l’acido cogico, o l’arbutina, che inibiscono l’attività dell’enzima tirosinasi. Nel presente lavoro sono discussi due casi di dermatite allergica da contratto attribuiti all’uso di estratti di liquirizia solubili in olio e acido ascorbico 3-o-etile.
Allergology International- April 2015- Volume 64, Issue 2, Pages 194–195
di Lacapra Chiara e Rum Silvia
Ilaria Borgna
Dermatite allergica da contatto causata da schiarenti cutanei
Brevetti e proprietà intellettuale: cosa cambia?
Federchimica ha organizzato, il 23 settembre, un interessante workshop intitolato “La proprietà intellettuale- la chiave per entrare nel complesso mondo dell’innovazione“. Si è parlato di brevetti nazionali ed europei, la loro gestione, protezione e valorizzazione. Uno strumento di business e al contempo di ricerca. Un importante strumento commerciale per le imprese, che consente loro di proteggere i propri investimenti in ricerca e innovazione, evitando l’utilizzo gratuito da parte di altri.
Un buon portafoglio brevetti viene percepito da investitori, clienti e azionisti come una dimostrazione dell’alto livello di qualità e specializzazione dell’azienda, aumentandone così l’immagine positiva. Federchimica ha iniziato un servizio dedicato al supporto sulla proprietà intellettuale.
REACH: le nuove sfide, oltre la registrazione
Milano, il 22 settembre scorso si è svolto il convegno organizzato da AssICC e Federchimica avente per tiolo “REACH: non solo registrazione. I nuovi processi, le nuove sfide, i nuovi modi di comunicare”. L’impresa non esaurisce i propri doveri con la registrazione della sostanza di proprio interesse, infatti, il regolamento REACH è molto articolato e con il passare del tempo appaiono sempre più chiari alcuni risvolti, che inizialmente non erano stati ben compresi. Pertanto l’attuazione del regolamento è in divenire, sia per le istituzioni che per le imprese. Illustrare come procede l’attuazione, attraverso testimonianze aziendali e istituzionali è stato lo scopo della giornata. I temi affrontati nella conferenza sono stati suddivisi in quatto sessioni, la prima, ha avuto per oggetto, lo scenario economico in cui le imprese operano e da esso sono influenzate, evidenziando il fatto che i fattori di successo del passato non sono più validi. In questo contesto, il regolamento REACH, è stato un’opportunità per la crescita delle imprese, piuttosto che un semplice obbligo normativo. In particolare, in questa fase, le PMI saranno le protagoniste fino al 2018, ma per alleggerire la gravosa situazione dovuta ai costi connessi alla registrazione, dovrebbero collaborare consorziandosi e, in questa direzione, sembra che si muova il Regolamento Comunitario di prossima pubblicazione. La seconda parte è stata dedicata alle implicazioni, per le aziende, derivanti dal processo di autorizzazione e valutazione. In queste fasi l’industria deve essere protagonista mentre le associazioni di categoria dovrebbero porsi fra queste ultime e le istituzioni poiché possono supportare entrambi i soggetti, dato la loro approfondita conoscenza dell’argomento. Chi verifica l’implementazione di REACH e CLP? La risposta questa domanda è stata fornita nella terza sessione, in cui si è parlato dell’implementazione dei controlli a livello europeo e nazionale, che hanno subito molte variazioni nel corso del tempo, in modo particolare le istituzioni deputate alla registrazione, valutazione, autorizzazione delle sostanze nonché alle metodiche di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele. In quest’ambito Federchimica e AssICC hanno presentato le loro attività a supporto delle imprese. Infine, i programmi per il futuro sono stati il tema della quarta e ultima parte in cui è stato presentato il progetto InREACH, relativo alla semplificazione delle prove di conformità REACH e CLP, per le merci importate nello spazio economico europeo, mentre l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha illustrato la Roadmap al 2018.
di Marco Colombini
Posizione dell’EAACI per la pratica di patch test nella dermatite allergica nei bambini

La Dermatite Allergica da Contatto (DAC) nei bambini sembra essere in aumento, e la sensibilizzazione da contatto può già iniziare nell’infanzia. La diagnosi di dermatite da contatto richiede un’attenta valutazione della storia clinica del paziente, esami fisici e test cutanei. Il Patch test è considerato il test diagnostico gold standard, ossia l’esame diagnostico più accurato per confermare, in questo caso, la patologia. La Task Force dell’EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology) ha prodotto questo documento sulla dermatite allergica da contatto nei bambini, per fornire dettagli sugli aspetti clinici, la standardizzazione della metodologia del patch test, e suggerimenti per la futura ricerca in questo campo. Nel lavoro è anche fornito un elenco di base degli allergeni di prova, da testare nei bambini con sospetta ACD. Ulteriori test devono essere eseguiti solo su specifiche indicazioni.
Pediatric allergy and immunology- 2015 (DOI: 10.1111/pai.12463, This article is protected by copyright. All rights reserved)
di Silvia Rum e Chiara Lacapra
Effetto della velocità di rotazione sul flusso granulare in un mescolatore a pale verticali
La miscelazione granulare è un’operazione importante utilizzata per assicurare l’uniformità di proprietà di una miscela. Purtroppo, i meccanismi di movimento delle particelle e il ruolo dei diversi parametri di funzionamento sono ancora poco chiari. In questo lavoro è stata studiata la miscelazione granulare, utilizzando simulazioni al computer tramite DEM (metodo degli elementi discreti). Il processo in esame, in particolare, è stato la miscelazione di particelle sferiche con un diametro di 2 mm, in un miscelatore cilindrico verticale con due lame piane contrapposte con un angolo di 45°. Viene indagato l’effetto di differenti velocità di rotazione delle pale (che variano da 0,1 rpm a 960 giri al minuto) rispetto alla formazione e l’evoluzione di modelli di flusso. Esaminando le singole traiettorie delle particelle è mostrato che le particelle presentano due tipi fondamentali di movimenti periodici: il primo è caratterizzato da una maggiore frequenza ed è legato al movimento dell’agitatore; il secondo (frequenza più bassa) è associato con ricircoli nel piano verticale. Nel lavoro viene proposta una metodologia per la loro individuazione. Le zone di ricircolo osservate sono il flusso secondario, che si verifica comunemente nei casi di miscelazione di liquidi, e anche il meccanismo di comparsa è simile. A differenza dei liquidi, tuttavia, la miscelazione di sistemi granulari presenta una maggiore diversità delle zone di ricircolo. Il moto tangenziale non crea strutture complesse nella direzione angolare, perché l’altezza dello strato granulare è molte volte maggiore dell’altezza della lama. Per questo motivo, nel lavoro si tiene in considerazione solo la distribuzione della velocità tangenziale nelle direzioni radiali e assiali. Sono proposte tre caratteristiche di trasporto delle particelle globali, che descrivono il processo di miscelazione nelle direzioni tangenziali, assiali e radiali. I cambiamenti significativi nel comportamento di queste variabili sono stati usati per distinguere sei regimi dinamici di miscelazione granulare, a seconda della velocità di rotazione della lama. Questi regimi sono caratterizzati da differenti modelli di flusso.
Powder Technology- Volume 280, August 2015, Pages 180–190
di Silvia Rum e Chiara Lacapra
Applicatore per mascara
Il presente brevetto presenta un pennello per mascara in grado di raggiungere il volume-up e il curling delle ciglia sollevando le stesse attraverso un’ottimale stesura del mascara stesso. La spazzola è contenuta nel contenitore a contatto col mascara, la particolarità è la possibilità di premere un pulsante sulla parte superiore di una presa, e quindi piegare la spazzola in una forma ad arco, per evitare che il materiale aderito macchi la periferia degli occhi o il naso, fornendo così un uso maggiormente conveniente dell’applicatore.
Patent number: US8967894 B2 (3 Mar 2015)
di Silvia Rum e Chiara Lacapra
Sviluppo di un agente di protezione UV utilizzando cristalli fotonici colloidali

Nel presente lavoro viene segnalato un nuovo agente protezione UV con alta fotostabilità ed efficienza, grazie alla forte riflessione di Bragg causata dalla banda ottica dei cristalli fotonici colloidali. Sono stati preparati cristalli colloidali composti da particelle di polistirene con diametro di 160 nm, in uno spazio tra due substrati paralleli di vetro. È stato riscontrato che i cristalli colloidali potrebbero riflettere tutte le lunghezze d’onda della luce UV che raggiungono la superficie terrestre, mantenendo trasmittanza nella regione del visibile. I componenti dei materiali presenti sono meno reattivi alla luce UV, e la capacità di screening non si deteriora. Questi materiali possono, quindi, essere considerati dei candidati promettenti per creme solari sicure ed efficienti e agenti di protezione UV.
Fragrance Journal (2015), 43(6), 48-52
di Silvia Rum e Chiara Lacapra
Cosmetica … verde Irlanda
Le performances del settore bellezza e cura della persona in Irlanda sono rimaste inalterate nel 2014, nonostante il clima economico non particolarmente positivo
Tra paesaggi mozzafiato immersi nella natura incontaminata, villaggi da fiaba, sapori del mare dove cibo, cultura e tradizioni vengono tramandati da generazione a generazione, l’Irlanda produce cosmetici peculiari, legati al suo territorio a base di alghe, sale marino e torba.
Questo Paese è diventato un centro per la ricerca e lo sviluppo di prodotti di mercato innovativi. Il cluster salute e bellezza è supportato da una sofisticata infrastruttura di siti e una rete di aziende e servizi specializzati.
Enterprise Ireland è l’agenzia di sviluppo dello Stato irlandese, focalizzata sul cambiamento e sull’innovazione dell’industria irlandese. Lavora a stretto contatto con gli acquirenti internazionali, per identificare e far loro conoscere i fornitori irlandesi, che possono meglio soddisfare le varie esigenze del momento e del mercato. Lo scopo principale è quello di accelerare lo sviluppo delle aziende irlandesi in vari settori, fra cui quello del beauty e della cosmetica, per raggiungere una posizione forte sui mercati internazionali, con il conseguente aumento della prosperità nazionale e regionale. Questo Paese offre delle materie prime esclusive, come le alghe marine, con caratteristiche differenti in base alle zone, da cui si formulano poi vari prodotti cosmetici, «un esempio è la società Voya – ci dice Paul Maguire di Enterprise Ireland. – Da generazioni si tramandano la conoscenza delle proprietà delle alghe della zona di Sligo: dalla tradizionale raccolta a mano delle alghe, alla loro scelta ed essiccazione sia per l’utilizzo nella cosmesi, oggi certificata “Organic” dalla Soil Association, sia per l’uso nel packaging secondario».
Dall’impero romano fino ai tempi moderni, la torba naturale è stata utilizzata in formulazioni cosmetiche e rituali di bellezza, in tutto il mondo per migliaia di anni. Oggi la società Ógra, che in gaelico significa ‘giovinezza’, è conosciuta per la sua produzione di cosmetici con torba irlandese usata come ingrediente primario. «Quest’azienda sfrutta le qualità della torba naturale tipica di queste zone per migliorare e ringiovanire la pelle – continua Maguire. – I suoi benefici provengono dall’abbondanza di oli essenziali, acidi umici e lipoidi, presenti in questa materia prima che, penetrando nella pelle, ristabiliscono il pH. Inoltre, grazie alle vitamine, i minerali e oligoelementi idratano la pelle».
Un crescita basata sulla tradizione
I consumatori irlandesi vogliono prodotti che funzionano correttamente e forniscano loro un ottimo rapporto qualità-prezzo, sono disposti a pagare di più, se il prodotto è realmente efficace. Le aziende irlandesi, tramite molte attività di marketing e lanci, promuovono i propri prodotti nei canali di vendita al dettaglio all’interno del mercato nazionale.
Nel periodo 2009 – 2013, il settore skin care irlandese ha registrato un moderato tasso di crescita. Si prevede che, negli anni che vanno dal 2013 al 2018, vi sarà un lieve rallentamento, mentre è ancora in fase di valutazione il mercato nel suo complesso.
Questo mercato ha registrato un fatturato totale di $158,2 milioni nel 2013, pari a un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 3% tra il 2009 e il 2013. In confronto, il Regno Unito e la Francia sono cresciuti del 2,4% ciascuna, rispetto allo stesso periodo, per raggiungere rispettivamente i valori di $2.813,6 milioni e $5.302,5 milioni nel 2013.
Il volume di mercato è aumentato con un CAGR del 1% tra il 2009 e il 2013, per raggiungere un totale di 15,9 milioni di unità nel 2013, ed è previsto un aumento a 16,8 milioni di unità entro la fine del 2018, con un CAGR del 1,1% per il periodo 2013-2018.
Il segmento ‘cura del viso’ era più redditizio nel 2013, con un fatturato complessivo di $94 milioni, pari al 59,4% del settore. Il segmento ‘cura del corpo’ ha contribuito a ricavi di $27,4 milioni nel 2013, pari al 17,3% del valore complessivo del mercato.
Si prevede che la performance del mercato diminuisca ad un tasso del 2,7% nel periodo 2013-2018, ciò dovrebbe spingere il mercato ad un valore di $180,9 milioni entro la fine del 2018.
Comparativamente, il Regno Unito e il mercato francese cresceranno con un CAGR del 2,4% e 1,5%, rispettivamente, nello stesso periodo, per raggiungere i valori di $3.174,1 milioni e $5.705 milioni nel 2018.
Benché il settore in Irlanda si prevede sostanzialmente stabile nei prossimi anni, grazie alla peculiarità delle materie prime presenti, potrebbe essere di un certo interesse per quelle aziende cosmetiche italiane che cercano nuovi accordi e idee per le proprie linee di prodotti.
ALGHE IRLANDESI
Le alghe assorbono naturalmente o metabolizzano il loro nutrimento dal mare, di conseguenza contengono innumerevoli minerali e vitamine in alte concentrazioni. Le alghe con il vapore producono oli, nei quali vi è un alto contenuto di minerali e vitamine, facilmente assorbibili tramite la pelle. Vengono usati come trattamenti per la pelle e i capelli, oltre ad essere perfetti contro la cellulite e come anti-aging. L’esperienza dei bagni nelle alghe è davvero rilassante e sensuale, oltre ad avere un effetto disintossicante.
Cos’è la torba?
La torba è costituente principale di una zona umida conosciuta come “palude” (torbiere). Si forma quando la vegetazione si decompone parzialmente, ovvero lo strato organico del terreno si trova immediatamente sotto quello di vegetazione di una palude. Nel suo stato naturale, questo strato conterrà circa il 90% di acqua e il resto di sostanza secca. La torba irlandese è derivata dalla trasformazione, in assenza di ossigeno e prolungata per decine di secoli, di sfagni e muschi palustri. È caratterizzata da un basso contenuto in fibre, da un elevato assorbimento idrico e da un contenuto di sali molto ridotto. Inoltre, questo composto è un antiossidante naturale.
Bibliografia
–www.enterprise-ireland.com/en/
–www.euromonitor.com
di Ilaria Borgna
Stabilità di un’emulsione contenente diverse quantità di olio di canapa
Lo scopo di questo lavoro è stato quello di determinare le condizioni ottimali, cioè il contenuto di olio di canapa e il tempo di omogeneizzazione, per ottenere sistemi dispersi stabili. A questo scopo, sono state preparate sei emulsioni e la stabilità è stata esaminata empiricamente utilizzando una simulazione al computer. I parametri variabili (contenuto di olio e di tempo omogeneizzazione) sono stati indicati dal software di ottimizzazione basato sul metodo di Kleeman. Le proprietà delle emulsioni formulate sono state studiate secondo numerose tecniche che comportano l’analisi della dimensione delle particelle , la microscopia ottica, la prova Turbiscan e la viscosità delle emulsioni. L’emulsione contenente composti aromatici e 50 g di olio, omogeneizzata per 6 min. è risultata quella con la massima stabilità. Empiricamente, i parametri determinati dimostrano di essere in linea con i risultati ottenuti con il software al computer. La simulazione al computer ha mostrato che l’emulsione più stabile deve contenere da 30 a 50 g di olio e deve essere omogeneizzata per 2.5- 6 min. in conclusione il software basato sul metodo di Kleeman si è rivelato utile per una rapida ottimizzazione della composizione e produzione, per l’ottenimento di un’emulsione stabile. Inoltre, ottenere un sistema emulsionato con una corretta stabilità giustifica ulteriori ricerche estese con analisi sensoriale, che permetterà l’applicazione di tali sistemi nel settore cosmetico.
International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(4), 408-416
di Silvia Rum e Chiara Lacapra
Studio di protezione UV da molecole contenute nell’aloe
Nel presente lavoro sono state studiate la protezione UV e l’ossigeno singoletto in riferimento all’aloe. L’attività protettiva UV fornita dallo «Excited state intramolecular proton transfer (ESIPT)», in queste molecole, è stata correlata con la loro attività quenching 1O2, e le molecole protettive nei confronti dei raggi UV presentano un’elevata funzione di spegnimento 1O2. La ragione di questa correlazione può essere compresa considerando l’ESIPT, distorsione indotta di potenziali superfici in complessi d’incontro con l’ 1O2.
Fragrance Journal (2015), 43(6), 67-72
di Silvia Rum e Chiara Lacapra








