Creata nel 2000 da Antony Buck e Robert Calcraft, REN è stata pioniera di un nuovo tipo di skin care ad alte prestazioni. La combinazione di REN di efficacia, naturalezza e piacevole esperienza, articolata come «performance, purezza, piacere», dà al marchio una posizione di mercato fortemente distintiva, che ha rilevanza globale. Il marchio pluripremiato è oggi venduto in 50 Paesi e ha costruito una solida base di consumatori. La gamma viene venduta prevalentemente in negozi specializzati e farmacie. Unilever ha annunciato di aver siglato un accordo per acquisire questo iconico marchio britannico. I termini dell’accordo non sono stati resi noti. L’acquisizione dovrebbe chiudersi nel mese di maggio, soggetta alle consuete approvazioni normative.
Le sostanze prodotte o importate in quantitativi pari o superiori a 1 tonnellata annua devono essere registrate in base a quanto previsto dal Regolamento 1907/2006 – REACH, incluso per le applicazioni che prevedono dimensioni nanometriche, anche per gli usi cosmetici. Francesca Bernacchi, dell’Area tecnico-normativa di Cosmetica Italia, ricapitola i principali obblighi e, per le sostanze di uso cosmetico, la complementarietà con il Regolamento 1223/2009.
«La registrazione ai sensi del REACH comporta la realizzazione di un fascicolo, nel quale siano riportati i risultati degli studi delle proprietà intrinseche della sostanza, ovvero le sue caratteristiche chimico-fisiche, tossicologiche ed ecotossicologiche, con un dettaglio d’informazione che si fa sempre più approfondito in funzione del tonnellaggio di produzione/importazione. Inoltre, a partire dalle 10 tonnellate annue, oltre al fascicolo è richiesta anche una valutazione del rischio che, nel caso in cui la sostanza sia classificata come pericolosa ai sensi del Regolamento 1272/2008 – CLP, prevede una valutazione dell’esposizione per tutti gli usi identificati della sostanza e per tutto il suo ciclo di vita. In questi casi, solo gli usi che sono valutati come sicuri possono essere registrati e comunicati nella filiera attraverso gli scenari espositivi allegati alla scheda dati di sicurezza. Se l’uso finale della sostanza è nei prodotti cosmetici e la sostanza è pericolosa solo per la salute umana, lo scenario espositivo contempla solo le condizioni di sicurezza cui deve sottostare il lavoratore nel sito produttivo. Infatti, secondo una logica di complementarietà normativa, la sicurezza del consumatore finale è già disciplinata dal Regolamento 1223/2009, attraverso la relazione di sicurezza del prodotto cosmetico finito».
Francesca Bernacchi
Il principio della complementarietà, rimanda dunque al REACH la parte sulle valutazioni di sicurezza per l’ambiente, che è una tematica REACH. «Come sottolineato anche nelle premesse del Regolamento cosmetico, gli aspetti relativi all’impatto ambientale delle sostanze utilizzate nei cosmetici sono disciplinati dai processi REACH, non solo quello di registrazione ma anche quelli di autorizzazione e restrizione, le due legislazioni sono del tutto complementari» prosegue Bernacchi.
Attualmente il REACH non prevede disposizioni specifiche per la registrazione dei nanomateriali, sottolinea l’esperta, esistono solo raccomandazioni a livello di linee guida, pubblicate dall’ECHA nella sua Guidance on information requirements and chemical safety assessment.
«Tornando alla valutazione dell’impatto ambientale -rimarca Bernacchi -le sostanze che rispondono ai criteri di PBT (Persistenti, Tossiche e Bioccaumulabili) e/o quelli di vPvB (molto persistente e molto bioaccumulabile), vanno incontro ai processi REACH di autorizzazione o restrizione. Attualmente due sostanze d’impiego cosmetico, i siliconi ciclici D4 e D5, sono coinvolte in queste discussioni, e se ne sta valutando la proposta di restrizione (quindi inserimento nell’Allegato XVII del REACH), che ne limiterebbe la concentrazione massima utilizzabile nei prodotti da risciacquo. Comunque non si tratta di sostanze in forma di nanomateriale».
Principi attivi
I costituenti principali della liquirizia sono le Saponine triterpeniche, ritenute i principali responsabili dell’attività terapeutica della pianta. Tra le Saponine, la Glicirrizina è considerata il costituente più importante, presente negli estratti in una concentrazione non inferiore al 4%. Nell’intestino la glicirrizina viene idrolizzata nel suo aglicone (metabolita privo della parte zuccherina) più attivo: l’acido glicirretico, noto anche come Acido 18-β-Glicirretico (fig.2) la cui forma sintetica viene utilizzata in cosmesi. L’acido glicirretico ha dimostrato avere azione antinfiammatoria simile a quella dell’idrocortisone, un farmaco utilizzato per il trattamento di disturbi della pelle, quali eczema, irritazioni da raggi solari, punture di insetti e altre condizioni infiammatorie. Questa preziosa saponina esercita la propria azione antiallergica inibendo la sintesi di istamina liberata dai mastociti e può essere utilizzato nel trattamento topico di eczemi, dermatiti da contatto, acne e psoriasi. Può inoltre inibire la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS). Altri componenti importanti sono una grande varietà di flavonoidi, responsabili dell’attività antiossidante; tra i calconi il più abbondante è il Licocalcone-A; terpenoidi, alcaloidi, polisaccaridi ecc.
I valori UPE (fig.1) dimostrano che l’applicazione topica di lozioni ricche di LicA estratto da Glycyrrhiza inflata, diminuisce significativamente l’emissione di fotoni indotta dai raggi UVA. Ciò significa che LicA diminuisce la formazione di specie reattive dell’ossigeno anche in vivo. Questo effetto può essere attribuito alla capacità di LicA di ridurre l’azione dei raggi UV sulla formazione dell’eritema. Inoltre, l’applicazione topica di LicA e di altri attivatori di Nrf2 (come il sulforafano), oltre a esercitare un effetto diretto sui cheratinociti degli strati più superficiali dell’epidermide, può esercitare un effetto benefico indiretto nelle cellule degli strati più profondi della cute. L’attivazione di Nrf2 negli strati superficiali induce la sintesi di GSH che svolge azione protettiva anche nei confronti dei cheratinociti degli strati più profondi, riducendo il fenomeno dell’apoptosi UV dipendente. Numerosi fitochimici riescono a indurre l’attivazione di Nrf2 nelle cellule della pelle, tra cui il sulforafano, L’applicazione topica di più molecole attivatrici di Nrf2, potrebbe migliorare la capacità della pelle di resistenza ai fattori di stress esogeni. I ricercatori ipotizzano che l’attivazione di Nrf2 e l’inibizione di NFkB possano agire di concerto per ridurre la formazione di radicali liberi e le risposte infiammatorie della pelle e LicA potrebbe essere un ottimo attivo naturale.
Un’antica fabbrica di profumi, oggi ambiente ispirato alle note olfattive: la location del Magna Pars Suites ha ospitato ieri sera la consegna dei riconoscimenti ai vincitori del premio internazionale Accademia del Profumo, unica attestazione italiana dell’eccellenza della profumeria.
La conduttrice tv Filippa Lagerback è stata la madrina della serata che, accanto al presidente di Accademia del Profumo, Luciano Bertinelli, ha incoronato i migliori nomi della profumeria alcolica nelle sei categorie di gara per questa 26esima edizione del premio. Miss Dior Blooming Bouquet e Bleu de Chanel Eau de Parfum hanno conquistato il maggior numero di preferenze tra i consumatori che, in quest’edizione da record con oltre 67.000 voti raccolti nelle profumerie del circuito Profuma Positivo!, attraverso il minisito dedicato, sulla pagina Facebook di Accademia e con la modalità “squilla e vinci”, hanno decretato il miglior profumo femminile e maschile dell’anno.
Alla giuria tecnica è stata affidata la scelta dei vincitori in quattro diverse categorie. Partendo dalla migliore creazione olfattiva, Knot Bottega Veneta si è distinta tra le fragranze femminili, mentre Bulgari Man in Black tra le maschili. Bulgari Man in Black si è aggiudicato anche il titolo di miglior profumo maschile made in Italy, accanto ad Acqua di Parma Rosa Nobile per l’universo femminile.
Luciano Bertinelli
Ad Armani Privé Pivoine Suzhou è andato il titolo di miglior profumo di nicchia tra le fragranze femminili, mentre ad Acqua di Parma Colonia Leather tra le maschili. La categoria miglior packaging femminile e maschile ha invece visto eccellere rispettivamente La Panthère Cartier e Valentino Uomo.
Infine, la giuria vip, presieduta da Filippa Lagerback e composta da Saturnino Celani, Diego Dalla Palma, Federica Fontana, La Pina e Diego di Radio Deejay, Felice Limosani, Piero Lissoni, Paola Marella, Elena Santarelli e Simona Ventura, ha collocato al primo posto nella classifica della miglior comunicazione femminile e maschile rispettivamente Chanel N° 5 e Valentino Uomo.
«Accademia del Profumo è l’unica iniziativa in Italia che riunisce le più importanti case cosmetiche dell’intera filiera della profumeria – ha commentato il suo presidente, Luciano Bertinelli – Il profumo rappresenta un mondo, racconta una storia, è un’evocazione culturale e artistica; basti pensare che, in valore, in Italia un prodotto cosmetico acquistato su dieci è un profumo e sono 940 i milioni di euro che i consumatori italiani hanno speso nel 2014 per la profumeria alcolica».
Nel corso della serata, per la prima volta nella storia di Accademia, è stato assegnato un riconoscimento speciale a un “naso”. Veri e propri artisti dalla grande sensibilità, ma anche professionisti con conoscenze tecniche, chimiche e scientifiche, i creatori di fragranze sono stati valutati sulla base delle creazioni 2014. Nathalie Lorson della casa essenziera Firmenich è stata premiata in quanto parte del team di nasi che hanno creato Black Opium di Yves Saint Laurent, il profumo che ha registrato le migliori performance del 2014 in Italia.
Per rispondere alla crescente domanda dei consumatori per una maggiore trasparenza per quanto riguarda gli OGM, Naturex sta adottando un approccio proattivo con il programma del Non-GMO Project Verified per i prodotti. I consumatori degli Stati Uniti sono sempre più alla ricerca di prodotti non-OGM. L’ultima indagine del Natural Marketing Institute rivela che il 69% degli intervistati sarebbe meno propenso ad acquistare un prodotto se l’etichetta riportasse un contenuto di OGM. Negli ultimi 6 anni, i dati Mintel mostrano che la crescita maggiore nelle etichette è dei claim non-OGM OGM free, che sono passati dal 2,82% nel 2012 al 10,17% nel 2014. Questa domanda crescente ha spinto Naturex a offrire ingredienti Non-GMO Project Verified per il mercato degli integratori alimentari. Il Non-GMO Project Verified ha recentemente validato sette estratti derivati da cinque specie botaniche come compatibili con lo standard Non-GMO Project Verified. Questa etichetta Non-GMO Project Verified vale per ginseng americano, cohosh nero, echinacea pupurea, goldenseal ed estratti di gelso. Oltre a questo alone di qualità, questi ingredienti hanno un altro vantaggio: con la scelta di un ingrediente verificato, i clienti Naturex possono accelerare il processo di registrazione per i loro prodotti per ottenere lo status di Non-GMO Project Verified, e migliorare la loro strategia di time-to-market. La società è disposta anche a estendere la propria offerta Non-GMO Project Verified a ingredienti specifici che si adattano alla strategia di un particolare cliente.
Il 29 aprile, presso la sede di Assolombarda a Milano, è stata presentata la Certificazione Social Footprint-Product Social Identity (SFP). Si tratta della prima certificazione che esprime la performance di sostenibilità sociale di un organizzazione, in tutte le sue dimensioni, infatti vengono presi in considerazione la localizzazione dei fornitori, i processi produttivi, la provenienza delle materie prime e la forza lavoro impiegata per produrre o distribuire un prodotto, suddivisa per genere, età, nazionalità. Il convegno è stato promosso da Bureau Veritas, Certiquality e DNV GL, che fanno parte anche del gruppo di lavoro che ha dato vita alla certificazione. Perché un’impresa dovrebbe certificarsi? La risposta alla domanda è stata data all’apertura dei lavori, dove secondo i risultati di una recente indagine GfK Eurisko, il consumatore chiede maggior informazione e segnali chiari per effettuare scelte responsabili, poiché è sempre più attento alla sostenibilità, percepita come una componente fondamentale della qualità. Per tale motivo una certificazione può essere vista come una scelta di trasparenza verso il mercato, e assume sempre maggior importanza in quanto è una parte importante della corporate reputation. Pertanto comunicare efficacemente il proprio impegno in termini di sostenibilità è sempre più importante, anche alla luce del fatto che le pressioni B2B e B2C stanno divenendo un fattore sempre più importante nelle scelte di investimento, sia nell’ambito produttivo che nella gestione della filiera. La certificazione di prodotto prevede 2 livelli, base «A» e approfondito «AAA» e possiede durata triennale dalla data di emissione. L’obiettivo è fornire risposte chiare e comprensibili per mezzo di un etichetta e sul web, garantendo l’affidabilità e la rintracciabilità dei dati per mezzo di indicatori dei profondità ed estensione, approvati dal Social Footprint Group, con il fine di rendere confrontabile l’impronta sociale di prodotti simili. I rappresentanti delle istituzioni presenti, Ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno sottolineato come, anche alla luce delle nuove normative, la Pubblica Amministrazione deve consentire alle imprese di adottare comportamenti responsabili creando spazi favorevoli, poiché in un economia globalizzata c’è il rischio che il valore di un’impresa non venga percepito. Nella tavola rotonda conclusiva sono state portate le testimonianze di alcune aziende, appartenenti al settore manifatturiero, dei servizi e della GDO, che hanno spiegato le motivazioni che le hanno spinte a intraprendere l’iter della certificazione. di M. Colombini, analista economico
Venerdì 17 aprile 2015 a Los Angeles, presso il Goethe Institut, Luca Maffei di atelier fragranze milano, giovane promessa della profumeria italiana, e la fragranza Black Pepper & Sandalwood del marchio ACCA KAPPA sono stati premiati con il prestigioso “the art and olfaction awards”, nella categoria “Independent”.
Un trionfo tutto “Made in Italy”: una fragranza italiana, creata da un naso italiano, per un brand italiano. The art and olfaction awards rappresenta uno dei premi più importanti dedicati al mondo della profumeria d’autore ed è un’iniziativa dell’Institute for Art and Olfaction (IAO) di Los Angeles, ideato con l’intenzione di celebrare e far conoscere le creazioni olfattive di profumieri indipendenti, artigianali e sperimentali di tutto il mondo, oltrepassando i confini del tradizionale universo del profumo.
La giuria di esperti, composta da prestigiosi nomi del mondo della profumeria e dell’arte, ha valutato le creazioni in concorso con un metodo di valutazione in “Blind”, che consiste nel giudicare le fragranze distinte solo da un codice numerico. Al momento, the art and olfaction awards è l’unico contest nel mondo della profumeria che valuta soltanto la fragranza. Un criterio imparziale che premia la bravura e la creatività del profumiere e l’originalità e l’immediatezza della fragranza proposta, senza suggestioni di altro tipo, così la giuria non è influenzata dal packaging, dal nome del brand, dell’azienda o del naso creatore.
La presente invenzione presenta un crema consistente come un gel acquoso composta da particelle di agarosio sospese, utile per applicazioni di cosmetici, in cui la sospensione è un prodotto cosmetico intermedio. Le particelle di agarosio nel gel idrofilo servono come agente idratante, ovvero per fornire acqua alla pelle e conferiscono lo skin feel del prodotto cosmetico finale. La sospensione ottenuta è conforme con l’analisi dell’ASTM sulla pelle, che può essere suddivisa in tre principali sezioni di valutazione: valutazione del prodotto in una capsula di Petri, pick-up di valutazione, e valutazioni finali. Nelle realizzazioni migliori la fase continua immiscibile in acqua è composta da gruppi scelti costituiti da esteri di formula generale RCO- OR ‘e tri-, di-, e mono gliceridi di acidi grassi. Le particelle di agarosio possono essere preparate da agarosio naturale o sintetico. PCT Int. Appl. (2015), WO 2015022641 A2 20150219 di C. Lacapra e S. Rum
L’olio di melograno prodotto dal seme del frutto del melograno (Punica granatum L.), può essere estratto con diversi metodi tra cui l’estrazione supercritica con CO2, surriscaldamento con esano, spremitura a freddo, microonde e ultrasuoni. La composizione dell’olio di semi di melograno ha ricevuto particolare attenzione di recente grazie al suo contenuto ricco di agenti antiossidanti e presunti antitumorali, che possono essere componenti importanti per la produzione di nuovi farmaci e cosmetici. Lipid Technology (2015), 27(2), 40-42 di C. Lacapra e S. Rum
Shiseido Co., Ltd. è stata premiata come una delle «2015 World’s Most Ethical Companies» da Ethisphere® Institute, un gruppo di esperti internazionali con base negli Stati Uniti che sostiene le best practice in settori come l’etica aziendale e la responsabilità sociale delle imprese. Dal 2007, Ethisphere valuta oltre 1000 aziende provenienti da oltre 100 Paesi secondo criteri quali l’etica aziendale, la valutazione da parte della società, il rispetto delle normative e il sistema di gestione aziendale. «World’s most ethical companies» è un riconoscimento che l’istituto non profit statunitense assegna ogni anno alle imprese di tutto il mondo che «vanno al di là del semplice rilasciare dichiarazioni sul proprio impegno etico e trasformano le parole in fatti concreti». È il quarto anno consecutivo che Shiseido riceve questo riconoscimento e l’azienda non si limiterà a promuovere una gestione aziendale ancora più trasparente, ma afferma di impegnarsi nel sociale con numerose attività. Da oltre 140 anni, sin dalla sua fondazione, Shiseido mette in pratica lo spirito di «servire i propri consumatori attraverso bellezza e benessere» come principio fondamentale delle sue attività aziendali.