La quinoa (Chenopodium quinoa, Chenopodiaceae) è una coltura da seme, ricca di composti bioattivi, compresi i fitoecdisoni (in particolare il 20-idrossiecdisone, 20HE), polifenoli, proteine e acidi grassi essenziali. Gli autori hanno cercato di determinare l’effetto del filtrato di quinoa (QL) su cinque meccanismi biochimici relativi alla cura della pelle: (1) la vitalità cellulare, (2) l’espressione della metalloproteinasi della matrice (MMP) (3), l’attività enzimatica di MMP, (4) l’attività della tirosinasi e (5) il livello delle specie reattive dell’ossigeno (ROS). Il QL è stato frazionato e caratterizzato mediante cromatografia su colonna e cromatografia liquida-spettrometro di massa (LC-MS). La vitalità cellulare è stata determinata usando un saggio MTT su quattro linee cellulari di mammifero. Il livello del mRNA di MMP-1 è stata valutato in fibroblasti dermici umani (HDF) tramite qRT-PCR. L’attività enzimatica di MMP-9 e della tirosinasi è stata misurata usando, rispettivamente, il metodo fluorimetrico e colorimetrico. La presenza del lipopolisaccaride (LPS) che induce la produzione di ROS è stata determinata in fibroblasti dermici umani misurando la fluorescenza di una sonda sensibile all’ossidazione. Il QL è stato separato in tre frazioni: (1) carboidrati (QL-C; 71,3% w/w di QL); (2) fitoecdisone, polifenoli, proteine (QL-P, 13,3% w/w di QL); (3) olio (QL-O, 10,8% w/w di QL). Il QL non ha ridotto la vitalità cellulare in nessuna delle quattro linee cellulari testate. Alla concentrazione di 5 mg mL-1QL tutte e tre le frazioni hanno inibito la MMP-1 in HDF. QL e QL-P hanno anche inibito la MMP-9, mentre QL-P ha dimostrato una inibizione della tirosinasi. Inoltre QL, QL-P, QL-O e 20HE hanno diminuito la produzione di ROS. Questo studio è il primo a dimostrare le proprietà di più componenti fitochimici diversi derivati da semi di quinoa. I risultati suggeriscono che questo composti potrebbero giocare un ruolo importante nel trattamento e nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo. Graf et al., 2014. International Journal of Cosmetic Science, DOI: 10.1111/ics.12185
3Hc Hair Stimulation Complex è un mix di ingredienti attivi derivati da piante, in grado di aumentare il turnover delle cellule del follicolo della papilla dermica umana (HFDPC), una riserva di cellule staminali multipotenti che regolano lo sviluppo del follicolo pilifero. Tali cellule sono responsabili di nutrire il follicolo poiché connesse ai vasi sanguigni che portano ossigeno e sostanze nutritive, e della determinazione della dimensione del follicolo e del volume della fibra capillare, essendo questo correlato al numero di HFDPC che differenziandosi danno origine a tutti i diversi tessuti capillari, determinandone anche la velocità di crescita. 3Hc Hair Stimulation Complex, solubile in acqua e glicerina, è costituito da G-CELL, una cellula staminale contenente metaboliti derivati dall’uva, caratterizzati da antiossidanti altamente biocompatibili anche in grado di influenzare positivamente la microcircolazione; PRO-STRUCTURE (estratto di noce verde idrolizzata), un potente antiossidante diretto in grado di proteggere efficacemente i capelli e la pelle dai raggi UV dannosi e dalle specie radicaliche; GSH DEFENSE (idrolizzato di foglie di eruca sativa), in grado di stimolare la naturale sintesi di glutatione, antiossidante endogeno, nelle cellule umane. Questo attivo di Phenbiox distribuito in Italia da Acef, risulta essere quindi in grado di aumentare il periodo di vita dei capelli, riducendone la perdita.
Recenti statistiche dichiarano che l’industria del packaging riscontra un aumento della presenza femminile nella fascia dei quadri e dirigenti con un valore complessivo del 40% della forza lavoro. Nei paesi anglosassoni, particolarmente attenti al tema della sexual diversity, si rilanciano network strutturati dedicati alla relazione tra donne nell’industria del packging. Da un punto di vista industriale, esistono due dati certi: l’80% degli acquisti nel settore dei beni di consumo è completato da donne e il driver strategico, che si sta imponendo su questo mercato è la personalizzazione del prodotto e dell’esperienza di acquisto. Al di là di considerazioni etico/sociali, anche il puro dato tecnico sembrerebbe quindi fornirci uno sputo di riflessione sul tema.
L’ulivo (Olea europaea L.) è una pianta tradizionale del territorio Mediterraneo e i suoi frutti, le olive, sono utilizzati per produrre l’olio. L’estrazione dell’olio di oliva produce sottoprodotti, che possono diventare un notevole problema ambientale. Recentemente, molti studi hanno portato a una valutazione dei residui riguardante l’identificazione fotochimica e la valutazione biologica e tossicologica. I composti bioattivi contenuti in questi sottoprodotti hanno un’alta attività antiossidante, un profilo caratteristico degli acidi grassi e un’interessante componente minerale. Prendendo in considerazione i suoi componenti e i problemi di sostenibilità, il riutilizzo dei residui è consigliabile. Questi sottoprodotti agro-industriali hanno diverse potenzialità per essere usati con scopi diversi, offrendo un vantaggio economico; in particolare il campo della cura della pelle e della cosmetica può trarre beneficio da questi prodotti di scarto. Questa review descrive la composizione dei diversi sottoprodotti delle olive e i loro componenti bioattivi. Rodrigues, Francisca; Pimentel, Filipa B.; Oliveira, M. Beatriz P. P. / doi:10.1016/j.indcrop.2015.03.027
Gli oli essenziali sono ingredienti comuni nei prodotti per la cura della persona inclusi le fragranze, saponi, shampoo, e aromaterapia. I prodotti per la cura della persona sono soggetti a regolamentazioni disegnate per assicurare la sicurezza e qualità del prodotto. L’adulterazione e la pulizia della pianta che contiene gli oli essenziali, sono due problematiche comuni nelle industrie del settore. Buone pratiche agricole (GAP) e norme di buona fabbricazione (GMP) sono state pubblicate da molte organizzazioni governative per offrire standard di qualità per le materie prime botaniche. Queste descrivono metodi per ridurre la contaminazione microbica e i residui di insetticida, le materie prime «straniere». Per mantenere gli standard richiesti è necessario uno sforzo concertato tra i coltivatori/mietitori, mediatori e importatori. Questa lavoro descrive gli standard delle GMP sugli oli essenziali e la regolamentazione relativa ai problemi di qualità comuni tra i produttori. Abstracts of Papers, 249th ACS National Meeting & Exposition, Denver, CO, United States, March 22-26, 2015 (2015), AGFD-20
Il colosso della cosmesi ha inaugurato il suo primo stabilimento vicino a Il Cairo. Situato nel Parco Industriale delle Piramidi, la struttura è il risultato di un grande investimento e ha lo scopo di soddisfare le esigenze crescenti dei consumatori nella regione. Sarà il centro di produzione per la divisione di L’Oréal prodotti di consumo nella regione del Medio Oriente e Nord Africa, e produrrà L’Oréal Paris e Garnier. Con una superficie di 17.000 metri quadri, la fabbrica include strutture di produzione e magazzino con un potenziale di espansione pari a tre volte le sue attuali dimensioni. L’azienda ha dichiarato che in questo modo L’Oréal potrà avere un impianto di produzione vicino ai suoi mercati chiave e sarà in grado di adattare l’offerta di prodotto alle specificità locali. L’impianto de Il Cairo riflette la fiducia dell’azienda nella continua espansione del mercato MENA e il forte impegno in Egitto come centro produttivo strategico.
Colorare il viso con i colori della bandiera nazionale è diventato un fenomeno di massa sempre più diffuso durante le manifestazione sportive. Le pitture per il viso appartengono a un gruppo di cosmetici decorativi lipofili. È stato analizzato un campione di pittura per il viso del colore della bandiera tedesca (n=42) offerta durante i Mondiali di calcio 2014. I campioni di estratti idroalcolici e di estratti in diclorometano sono stati studiati mediante cromatografia su strato sottile (CCM). Inoltre, è stata fatta una cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) con un rivelatore a barre di diodi, la risonanza magnetica nucleare (RMN) e la LC- spettrometria di massa (LC-MS/MS) utilizzata nel caso di risultati positivi per un’analisi di conferma. La spettrometria RMN è ugualmente applicata per determinare l’identità e la purezza delle sostanze di riferimento. La valutazione dei rischi è calcolata secondo un metodo basato su un margine di esposizione. L’agente di colorazione rosso vietato CI 15585 (D & C Red n ° 9, le Pigment Red 53: 1), che è cancerogeno negli animali, è stato identificato nel 40 % dei campioni analizzati. Per ciascuna applicazione di pittura sul viso, circa 0.4 mg kg−1 di peso corporeo (adulto) o 0.11 mg kg−1 di peso corporeo (bambino) di colorante sono assorbiti sistemicamente. Supponendo un consumo annuale di 5 volte (adulto) o 20 volte (bambino), l esposizione sarà di 5.8E-04 mg kg−1 di peso corporeo /giorno (adulto) o di 5.8E-03 mg kg−1 di peso corporeo /giorno (bambino). Il margine di esposizione nel caso peggiore sarà di 6871 (adulto) e 695 (bambino). Poiché il meccanismo di questo agente colorante non è genotossico e la MOE è superiore a un fattore di sicurezza di 100, il colorante non porta gravi rischi alla salute del consumatore, ma deve essere evitato, per precauzione, per ragioni di sicurezza pubblica. In conclusione, nel presente lavoro, è stata sviluppata una strategia analitica per determinare gli agenti coloranti nelle pitture per il viso, e la non conformità con la regolamentazione dell’Unione Europea (UE) sui prodotti cosmetici è stata rilevata in un numero considerevole di prodotti. International Journal of Cosmetic Science Volume 37, Issue 2, pages 187–195, April 2015 di S. Rum. e C. Lacapra
Federchimica Assocasa (Associazione Nazionale dei produttori di detergenti e specialità per l’Industria e per la Casa), in collaborazione con Nielsen ha presentato oggi il 17° Osservatorio del mercato dei detergenti e dei prodotti per la casa. I segnali di ripresa sono ancora piuttosto deboli e frammentari: nell’anno terminante a febbraio 2015 il “cura casa” (detergenti e prodotti per la manutenzione), esclusi i “disposable” segna complessivamente -3,1% a valore. La forte promozionalità del settore della detergenza (42,6%) si assesta ancora una volta ben al di sopra della media Grocery (31,5%) e risulta in crescita rispetto all’anno precedente, senza però riuscire a stimolare gli acquisti. Si arresta, invece, la penetrazione della marca privata.
A livello di store format, nell’anno terminante a febbraio 2015 si conferma la forte espansione dei Drug Specialist (+7,9%), la tenuta dei Discount (+0,8%), mentre rimangono in crisi Iper e Super (entrambi in calo del 5%), segno che molti consumatori ricercano l’ampio assortimento e la qualità abbinate a buone opportunità di risparmio.
Analizzando i singoli segmenti di prodotto quasi tutti in contrazione, nell’anno terminante a febbraio 2015 si segnalano con segno positivo i detergenti wc (+1,6%), le candeggine (+3,5%), i brillantanti (+3,2%), i deo-emanatori (+4,1%). Dinamiche positive anche per i deodoranti per ambienti specifici (+6,8%) e i profuma biancheria (+2,3%). Risultano stabili gli ammorbidenti.
A livello di sottocomparti, nell’anno terminante a febbraio 2015 il sottocomparto detergenti registra un -3,6%, dove si nota un sensibile calo dei detersivi per bucato a mano (-9,2%), mentre i detersivi in polvere (-11,6%) e i fini (-6,3%) rallentano leggermente la caduta rispetto all’anno precedente.
Il comparto dei coadiuvanti del lavaggio complessivamente tiene (-0,6%). Gli additivi segnano -5,4%, ma mostrano dinamiche candeggine, brillantanti e soda caustica. Stabili gli ammorbidenti.
I prodotti per la manutenzione (deodoranti per ambienti, pulitori per vetri, mobili, metalli etc.) registrano un -3,6%. I curalavastoviglie segnano -2,7%, i disgorganti e i prodotti per fosse biologiche segnano -5,6% e i coloranti per tessuti -4,7%. Registriamo trend positivi per i cura auto con un +0,9%, oltre ai già citati deodoranti per ambiente.
Il comparto dei disinfestanti registra un -3,6%, condizionato dall’avversa stagionalità della scorsa estate, con insettorepellenti e dopo puntura a -10,4%. In miglioramento rispetto a ottobre 2014 gli insetticidi per elettroemanatori, che segnano ora -0,7%.
Luciano Pizzato
In questo contesto l’industria della detergenza guarda sempre con molta attenzione ai bisogni delle famiglie e continua la ricerca in termini di innovazione del prodotto, per combattere sprechi e promuovere la sostenibilità e la praticità d’uso. È fondamentale che ogni consumatore sia ben consapevole, e quindi “educato”, nell’utilizzo dei prodotti della detergenza, dato il suo ruolo fondamentale nel risparmio, attraverso il giusto dosaggio e le corrette abitudini d’uso durante le operazioni di pulizia e manutenzione della casa.
“Il quadro tracciato da questa edizione dell’Osservatorio Assocasa ci riporta qualche piccolo spiraglio di ripresa, anche se ancora molto debole. Le aziende della detergenza stanno lavorando ormai da tempo per rendere efficaci tutti gli strumenti a disposizione per far fronte alle esigenze di risparmio delle famiglie italiane – commenta Luciano Pizzato, Presidente di Assocasa. L’impegno in termini di innovazione dei prodotti e sostenibilità ambientale, sociale ed economica è costante e finalizzato a una ripresa celere del mercato”.
Formulare «naturale» significa raccogliere molte sfide: di innovazione, di formulazione, di responsabilità ambientale e d’informazione corretta e trasparente al consumatore, sul prodotto ma anche su come prendersi cura della pelle. L’area del cosmetico naturale non è solo di tendenza. È un campo stimolante per la ricerca sulle formulazioni e sull’ingredientistica, per rispondere a quei criteri di naturalità e sostenibilità sempre più richiesti ai cosmetici. Pedro Catala Moncho ha deciso di dedicarsi a questo campo. Dopo la laurea in Farmacia all’Università di Valencia, si specializza in botanica studiando gli usi tradizionali delle piante in medicina e in cosmetica. Sviluppa così la passione per la cosmesi naturale, che coltiva contemporaneamente al lavoro di farmacista ospedaliero a Londra. Decide infine di specializzarsi in cosmetologia e sceglie l’Italia, conseguendo il Master in Scienza e tecnologia cosmetiche all’Università di Siena. Da questo percorso prende avvio la sua esperienza di cosmetologo e imprenditore, con la creazione di una linea biologica di skin care.
Perché ha deciso di passare dal lavoro di farmacista alla formulazione cosmetica?
Proprio i miei studi mi hanno portato a interessarmi di cosmetici, perché in Spagna la cosmetologia è una parte importante del corso di laurea in Farmacia. Fin dal secondo anno di università ho collaborato con il dipartimento su temi di botanica applicata anche alla cosmesi. In seguito, quando lavoravo come farmacista ospedaliero in una clinica londinese che trattava i pazienti oncologici, l’esperienza con i malati mi ha dato l’impulso a formulare preparati per lenire i disagi spesso gravi della loro cute. I trattamenti oncologici hanno infatti pesanti effetti sulla pelle, che diventa sensibile e reattiva, con forte tendenza alla disidratazione. Molti pazienti avevano difficoltà anche a sopportare il contatto con i vestiti, altri non potevano più usare la cosmesi convenzionale. Per loro avevo preparato una crema restitutiva, molto leggera ma ricca di principi idratanti e nutrienti, che si è rivelata utilissima: i pazienti l’hanno molto apprezzata, iniziando a chiedermi altri prodotti. Ho raccolto questa sfida e, negli anni del Master di Siena, mi sono messo alla ricerca di principi utili per promuovere le funzioni fisiologiche della cute e di formulazioni in grado di veicolarli senza avere effetti negativi. Da qui è nata la linea Twelve Beauty, con l’idea di un uso e un’efficacia nel lungo termine, evitando quindi l’approccio dell’effetto immediato, che fa lavorare molto la pelle ma costituisce uno stress.
Per questa linea ha scelto una produzione italiana…
Sì, ho voluto rendere omaggio al paese in cui ho imparato questo mestiere, che per me è il paese del gusto. Le manifatture cosmetiche italiane mi hanno sempre colpito per la cura nella scelta degli ingredienti e per la qualità, anche in confronto a quelle di altri paesi. Inoltre, il terzismo cosmetico italiano fa un uso eccellente della tecnologia. L’Italia ha in più una storia importantissima di usi tradizionali delle piante, di orti botanici nonché disponibilità di coltivazioni, soprattutto al Sud. La qualità degli ingredienti è un aspetto che reputo di primaria importanza, per questo visito personalmente le piantagioni, in Europa e in Brasile.
Pedro Catala Moncho
Come vede, da imprenditore, il futuro delle PMI in un mercato che sembra premiare le organizzazioni di grandi dimensioni, anche in relazione alla ricerca?
Rispetto ai grandi player, le PMI possono intraprendere strategie differenti. La scelta di avere piccole dimensioni significa certo avere un posizionamento in nicchie specializzate ma, al contempo, ridurre i costi organizzativi. Questo risparmio permette di orientare gli utili sulla ricerca e, soprattutto, di non sacrificare la qualità del prodotto: un elevato quantitativo di principi attivi, la qualità degli ingredienti, i controlli, il produrre piccoli lotti per garantire la freschezza aumentano i costi produttivi ma sono il migliore investimento sul prodotto. Nel mio caso, ho anche ridotto i costi di marketing e pubblicità, promuovendo personalmente la mia linea nei diversi paesi, sia sulla stampa sia attraverso eventi nei punti vendita. A mio parere, in fatto di comunicazione, le PMI possono lavorare di immaginazione, ideando strategie di advertising meno classiche e più economiche.
Che ruolo ha il rapporto con i negozi nella gestione delle vendite?
Ho scelto di proporre Twelve Beauty alla profumeria di nicchia, che apprezza il prodotto molto curato. In questo canale il ruolo del personale di vendita è fondamentale: se il prodotto viene capito, se piace, viene anche consigliato. Il rapporto con i punti vendita è molto importante in questo tipo di posizionamento, per questo li seguo il più possibile personalmente, con presentazioni ed eventi. La mia strategia non prevede lanci frequenti, che rischiebbero di far scadere il lavoro di ricerca e la cura del prodotto, ma tenere viva l’attenzione frequentando i punti vendita. Inoltre, il contatto con la gente durante gli eventi in store permette un feed-back diretto delle esigenze e gusti.
La scelta di ingredienti naturali si è moltiplicata: quali sfide formulative rimangono?
Anche se il mercato offre ormai molte alternative agli ingredienti di sintesi le sfide non mancano, perché gli ingredienti alternativi non sono del tutto sovrapponibili ai convenzionali. I conservanti, per esempio, hanno range di attività più circoscritti e rese minori, per cui devono essere accuratamente associati e dosati. Analogamente, i modificatori reologici sono spesso meno stabili e richiedono lavorazioni più complesse: conferire una buona texture rimane una sfida. D’altra parte è un percorso che si deve fare, perché lo vuole il consumatore e perché i prodotti con ingredienti naturali sono più dermocompatibili e con impatti ambientali inferiori. In molti casi, si ha una tracciabilità dell’ingrediente dal campo al laboratorio: lavorare in stretta collaborazione con i fornitori è usuale, spesso necessario, per assicurarsi la purezza e la qualità tecnica dell’ingrediente, perché ci si deve confrontare con una variabilità intrinseca del contenuto in principi degli estratti.
Gli ingredienti vanno valutati anche in relazione alla loro sostenibilità…
Certamente. I derivati di piante esotiche praticamente sconosciute hanno una forte attrattiva sul pubblico e anche sul formulatore, che può fare innovazione grazie all’ingrediente nuovo. Inoltre, il marketing aziendale sfrutta la novità per costruire claim attraenti. Sono tutte cose positive, ma è necessario verificare con attenzione che queste produzioni non causino sfruttamento indiscriminato negli ambienti di origine, con danni alla biodiversità o alle comunità locali; verifiche spesso difficili e dispendiose. Credo molto nella riscoperta degli ingredienti della nostra tradizione e che provengano dalle nostre produzioni agricole: sono più sostenibili e hanno proprietà cosmetiche eccellenti, spesso del tutto paragonabili a quelle di molti ingredienti esotici. L’ampia consuetudine di utilizzo non preclude l’innovazione, perché si possono creare nuove applicazioni. Anche per la comunicazione possono essere altrettanto attraenti, perché spesso il pubblico non ha conoscenze approfondite delle proprietà delle piante della tradizione e si mostra curioso di scoprirne le virtù.
IL FORMULATORE: GARANTE DI UNA COMUNICAZIONE EQUILIBRATA
«Per quanto abbia scelto di non pubblicizzare i miei prodotti attraverso le comuni forme di pubblicità, tengo aperto il rapporto con la stampa e con i media –afferma Pedro Catala. -Ho personalmente contattato molte redazioni di periodici, raccontando la mia storia e presentando la mia linea, e ho incontrato grande interesse. Ciò che piace ai giornalisti è che sia il chimico formulatore a parlare dei prodotti, perché può spiegare molti dettagli tecnici. Sono convinto che l’educazione del consumatore a rispettare la propria pelle sia molto importante e fa parte del mio personale impegno quando mi rivolgo alla stampa e quando incontro i consumatori negli eventi in store. Sono anche curatore su El País di una rubrica di bellezza e uso delle piante. Nel parlare di bellezza l’aspetto più importante è una comunicazione che trasmetta i comportamenti corretti senza i toni da «terrorismo psicologico», nei confronti degli inestetismi, che troppo spesso caratterizzano il messaggio di molta informazione e anche di molti prodotti. Oggi i consumatori vogliono una comunicazione più schietta e la cercano sul Web dove, tuttavia, non sempre le informazioni sono corrette e trasparenti. Per questo credo molto nell’informazione trasmessa direttamente dal cosmetologo, che ha la preparazione e il rigore scientifico per una comunicazione più equilibrata rispetto a quella mediata dal marketing».
L’edizione 2015 di Cosmopack, la manifestazione di riferimento internazionale dedicato alla filiera produttiva del settore beauty, ha ospitato la seconda edizione del concorso “The Wall – Eco/Beauty Edition”, il progetto che ha premiato i prodotti più innovativi, dalla progettazione al prodotto finito, espressione di una particolare attenzione alla protezione dell’ambiente. I prodotti sono stati esposti nell’ “Eco-Beauty Wall” durante i quattro giorni della manifestazione.
La giuria composta da esperti di Acqua di Parma-LVMH, Carlin Group, Certiquality, Comfortzone, Domus Academy, Italia Imballaggio e Wired, ha assegnato nella serata di giovedì 19 Marzo, primo giorno della manifestazione, i premi ai prodotti più innovativi per ciascuna categoria.
Per la categoria “Eco-Beauty Formula Skincare Award” è stato premiato Gala Cosmetici, che ha presentato una BB Cream dalla formula completamente green, creando una BB Green. Il progetto è stato premiato perché ha saputo incrociare innovazione, nutrimento e sostenibilità in ognuna delle sue tre dimensioni: ambientale, economica e sociale grazie a responsabilità sociale, Made in Italy, ingredienti bio e filiera sostenibile.
Ex aequo per la categoria “Eco-Beauty Packaging Skincare Award”. Fasten è stato premiata per un progetto in cui presenta una Eco pompa che produce un sottile nebbia di prodotto senza acqua e senza aerosol oltre ad un nuovo vaso che dal PMMA viene realizzato in vetro con un cap in PP. Soluzione che rende il packaging oggetto di lusso con un minore materiale plastico e un prodotto riciclabile.
Il riconoscimento è stato dato anche a Verve, per lo sforzo nella ricerca di materiali da fonti rinnovabili e/o riciclati. L’azienda ha infatti presentato una linea di packaging Bio Plastic ovvero la plastica biodegradabile. La bio plastic Verve è del tutto uguale alla plastica tradizionale ma con una composizione chimica diversa che permette di “scomparire” con l’azione degli agenti naturali presenti nella terra e nell’atmosfera.
Geka è stato premiato per la categoria “Eco-Beauty Formula Make Up Award”, per aver mantenuto in tutte le fasi di produzione un’attenzione all’eco-sostenibilità. A Cosmopack l’azienda ha infatti presentato un natural mascara, con una combinazione naturale sia per la formula che per il packaging.
Per la categoria “Eco-Beauty Packaging Make Up Award” è stato premiato MYC Packaging Innovation, che ha presentato una trousse in PETG con doppio specchio che permette una volta esaurito il prodotto di utilizzare il doppio specchio. Il prodotto è stato premiato in quanto simbolo di come è possibile ridurre l’impatto dell’imballaggio sull’ambiente grazie al refill e re-use.
L’Eco-Beauty Technology Award è stato riconosciuto a GPE Ardenghi A. per l’uso pionieristico della tecnologia led applicata nel mondo della serigrafia. Un’innovazione che riduce drasticamente consumo energetico, le radiazioni (solo UV-A no UV-C) e assenza di emissioni di mercurio e ozono.
Pink Frogs si è aggiudicato l’ “Eco-Beauty Inspiration Award”, per l’attenzione alla consapevolezza e responsabilizzazione del consumatore. L’azienda partendo dall’analisi degli impatti ambientali di un prodotto cosmetico attraverso il Life Cycle Assessment (LCA) ha realizzato una “etichetta di utilizzo responsabile” in grado di sensibilizzare il consumatore informandolo – qualitativamente ma soprattutto quantitativamente – dei benefici ambientali raggiungibili con un uso responsabile del prodotto.
Per la categoria “Eco-Beauty Design Award” la giuria ha premiato MKTG Industry, che ha presentato trousse di cartone e carta riciclato, un oggetto bello e interamente realizzato con materiale riciclato, caso unico nel settore del packaging secondario.
Ultimo premio per la categoria “Special paper Eco beauty Award” a Pusterla 1880, che ha presentato alla giuria di “The Wall” scatole di cartoncino rivestito per trasformare le confezioni dei prodotti cosmetici in vasi. Il riutilizzo del packaging diventa quindi un modo per donare bellezza non solo al corpo ma anche agli spazi che ci circondano, una soluzione inedita nel settore cosmetico.