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Ilaria Borgna

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Un chip per studiare la resistenza elettrica transepiteliale

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lab on chipLa resistenza elettrica è una caratteristica cutanea importante e può essere utilizzata per valutare la qualità della funzione barriera della cute stessa. Una misura difficile da effettuare se si sta lavorando con culture cellulari micro-fluidiche create in vitro. Almeno fino a oggi.

Lo scorso 9 giugno è apparso sulla rivista «Lab on a chip» uno studio che descrive un nuovo device per la creazione di «epiteli microfluidici on a chip» già dotati di elettrodi utili nel facilitare o limitare la formazione della barriera cutanea.

Lo studio è stato condotto utilizzando linee cellulari di polmone di intestino, ma potenzialmente un device di questo tipo può essere utile per misurare e monitorare la funzione della barriera epiteliale in ogni tipo di cellula, anche epiteliale.

Henry OYF., Villenave R., Cronce MJ. et al. «Organs-on-chips with integrated electrodes for trans-epithelial electrical resistance (TEER) measurements of human epithelial barrier function». Lab on a chip. Online il 9 giugno 2017. Doi: 10.1039/c7lc00155j.

http://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2017/lc/c7lc00155j#!divAbstract

di Stefania Somaré

Aloe vera: proprietà e utilizzi

L’aloe vera è la più antica pianta medicinale tradizionalmente utilizzata, per diversi scopi, in tutto il mondo; in particolare grazie alla sua attività di solito attribuita ai polisaccaridi contenuti nel gel delle foglie. In letteratura è riportato l’utilizzo dell’intera pianta, cosi come di sue parti specifiche (foglie, radici), di estratti vegetali e dei suoi mucopolisaccaridi (MPS), costituenti attivi caratterizzati da zuccheri a catena lunga. Le foglie di aloe possono essere separate in due prodotti di base, il lattice, un liquido amaro situato sotto l’epidermide della foglia e il gel, una sostanza incolore e insapore presente nella parte interna della foglia. Entrambe le porzioni presentano molti componenti biologicamente attivi, principalmente antrachinoni e polisaccaridi. Il valore medicale della pianta è riconosciuto da secoli; il succo ha proprietà lenitive e di raffreddamento, è anabolizzante, e rappresenta un «magazzino» di fitochimici contro la febbre, le malattie della pelle, le ustioni, le ulcere ecc. Commercialmente, l’aloe può essere trovata in pillole, spruzzi, pomate, lozioni, liquidi, bevande, gelatine e creme, in diverse migliaia di prodotti. Alcune relazioni descrivono anche altre attività come l’effetto antidiabetico, anticancro e le attività antibiotiche; con nuovi potenziali utilizzi per questa pianta.

European Journal of Pharmaceutical and Medical Research- 2017,4(2), 399-408

di C. Lacapra e S. Rum

Ossido di zinco nano: studi di tossicologia

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L’ossido di zinco è tradizionalmente utilizzato nelle creme protettive per la zona pannolino: la sua capacità di assorbire l’umidità riduce, infatti, lo sviluppo di irritazioni e rossori in questa zona. Un recente studio, già visibile su Toxicology In Vitro online e in via di pubblicazione sul numero di agosto 2017, ha valutato gli effetti tossicologici di questo ossido metallico quando presenta una quota di nanoparticelle: gli studi condotti sin qui hanno infatti portato a risultati controversi che richiedono ulteriori indagini. I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno valutato le proprietà chimico-fisiche di vari campioni di ossido di zinco, contenenti nanoparticelle di dimensioni differenti. In particolare hanno valutato la forma e la dimensione delle particelle, la solubilità e la composizione del campione. Lo studio ha messo in evidenza che questo ossido è tossico nei confronti dei macrofagi e che la solubilità delle particelle e la loro dimensione sono le principali responsabili di questo effetto: meno solubili sono le nanoparticelle e più l’infiammazione da loro determinata aumenta. Ovviamente, conta nell’effetto tossico anche la quantità di nanoparticelle che viene introdotta nella cellula. Lo studio non riguarda direttamente i cosmetici, ma i suoi risultati possono essere di interesse a chi di mestiere formula proprio prodotti cosmetici.

Oskari Uski, Tiina Torvela, Olli Sippula et al. «In vitro toxicological effects of zinc containing nanoparticles with different physico-chemical properties». Toxicology In Vitro. Volume 42, pagine 105-113. agosto 2017. Doi: doi.org/10.1016/j.tiv.2017.04.010.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0887233317300966

di Stefania Somaré

Il luglio della ninfea

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Un delizioso mix di stampe fiorite, cornici naturali e riquadri fantasia si combinano a creare il nuovo trend tropicale di quest’estate 2017.

La ninfea, stupendo fiore d’acqua, abbraccia i dettagli più splendidi del mondo naturale per rappresentare la bellezza della giungla, nella moda e nel mondo del fine fragrance. Una palette di colori tendente al blu e al verde, l’acqua e la natura, con leggeri sprazzi del marrone della terra a indicare un look che deve essere assolutamente free-spirited per questa nuova estate.

Luminose, fruttate e “carefree” le fragranze costruite sulla delicata ninfea devono abbracciare i frutti dolci, splendidi da gustare nelle assolate giornate estive, i fiori esotici che portano a mondi lontani e i legni bianchi.

Un’ottima soluzione è un’ouverture dinamica di mandarino e fiori d’arancio, neroli, che offre dolcezza e quella sensazione di fiorita freschezza che l’estate porta con sé.

L’anno scorso Kenzo Wild di Kenzo e Bamboo di Gucci esaltavano già tale concetto, anticipandolo, e la presenza di corpi fioriti sinuosi regala vita e profondità alla composizione, utilizziamo ylang ylang, giglio e peonia, ad anticipare molto spesso fondi gourmand, con la vaniglia, e legnosi, mediante il legno sandalo, per dare un tocco ulteriore di vibrante estate.

Un identico trend si può ammirare anche nel mondo della deodorazione casa dove l’incredibile range di esotiche materie prime permette la realizzazione di creazioni sorprendenti, soprattutto nel mondo delle candele.

Entrano in gioco le spezie e i legni scuri, come nel prodotto Miami Candle di Ted Baker, dove la voglia di estate si intreccia con l’esigenza e la ricerca di ambienti sofisticati da una parte, e verso il ritorno alla natura incontaminata dall’altra con l’aggiunta del legno verde di vetiver e del patchouli a ricordare le foreste pluviali. Le note pulite e affascinanti delle foglie di tè verde aiutano il consumatore a percepire sprazzi d’estate anche in città, semplicemente chiudendo gli occhi e spalancando le narici.

di L. Ilorini

 

Nuovi studi sui parabeni

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Alcuni studi, condotti in vitro su cellule staminali multipotenti della linea C3H10T1/2, hanno indagato gli effetti del methilparabene e del butilparabene sulla modulazione della formazione delle ossa, della cartilagine e del tessuto adiposo.

I test hanno evidenziato che il butilparabene promuove la differenziazione degli adipociti, ma sopprime quella degli osteocoti e dei condrociti. Il metilparabene ha effetti simili, anche se meno pronunciati. I risultati di questo studio suggeriscono di verificare ulteriormente gli effetti di questi due parabeni sullo sviluppo dell’embrione e del feto.

Essendo questi ingredienti utilizzati nei prodotti cosmetici come conservanti, principalmente, gli esiti di questo studio sono di probabile interesse anche per il mondo dell’industria cosmetica: la gravidanza è, infatti, un periodo in cui la donna necessita di prodotti sicuri per mantenere l’elasticità cutanea e ridurre così il rischio di comparsa di smagliature a livello dell’addome. Maggiori studi sono però necessari per valutare questa relazione, che dipende anche dalla capacità della cute di assorbire queste sostanze.
Hu P., Overby H., Heal E. et al. «Methylparaben and butylparaben alter multipotent mesenchymal stem cell fates towards adipocyte lineage». Toxicology Applied to Pharmacology. Online il 17 maggio 2017. Doi: 10.1016/j.taap.2017.05.019

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0041008X17302132

di Stefania Somaré

Solari profumati: meglio naturali o sintetici?

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Pronti per le vacanze estive si corre ad acquistare i solari di ultima generazione, cercando di trovare il giusto compromesso fra texture, applicabilità del prodotto ed SPF. Un fattore a volte un po’ trascurato in questi contesti è proprio la fragranza, il nostro amato profumo. La luce solare o artificiale può provocare effetti lesivi sulla pelle, sia per un’azione tossica diretta, proporzionale all’intensità e al tempo di esposizione, sia per la coesistenza di fattori costituzionali e/o estrinseci che favoriscono e aggravano la reattività individuale a condizioni di esposizioni alla luce usualmente ben tollerate. Ma il profumo dei solari come si colloca in questo contesto? È frequente la possibilità di venire a contatto con piante (carota, sedano, finocchio, sedano, prezzemolo, ruta, fico, noce, bergamotto ecc.) che contengono sostanze fototossiche (furocumarine, psoraleni) e più raramente fotosensibilizzanti che provocano l’insorgenza di fito-fotodermatiti e per questo motivo l’IFRA ha recentemente deciso di restringere significativamente i limiti di tolleranza inerenti alla presenza di alcune furocumarine a livello degli oli essenziali, soprattutto quelli della famiglia degli agrumati, spesso ricchi di tracce più o meno significative di questi composti. Da questo si può evincere uno dei motivi per cui spesso le note più utilizzate nei prodotti solari sono prettamente fruttate, legate a concetti esotici come il fico e il mapo oppure più tradizionali nel caso della nota cocco, senza tempo e sempre di successo, e quella talco leggermente gourmand. In questo caso andare verso profumi naturali per il consumatore può essere non sempre una scelta troppo saggia vista l’estrema varietà di oli essenziali che si possono trovare a disposizione e di cui è veramente arduo monitorare e mantenere costante il titolo di furocumarine, composti spesso difficili da quantificare, anche con il più moderno degli strumenti.

di L. Ilorini

 

Avanzamenti nei test per irritazione acuta agli occhi

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Tra i test richiesti a livello internazionale sulle sostanze chimiche c’è anche quello per verificarne il potenziale irritante per gli occhi. Tale test veniva una volta effettuato con il Draize rabbit eye test, test oggi proibito in alcune zone del mondo, ma non ancora del tutto sostituito da test in vitro. Essenziale, nell’ideare un test in vitro o una strategia alternativa al metodo in vivo per definire l’irritazione acuta dell’occhio, è selezionare le giuste fonti tra le sostanze chimiche. Oggi, grazie al consorzio CON4EI (CONsortium for in vitro Eye Irritation testing strategy) e con la collaborazione di Cosmetics Europe, sono state selezionate 80 referenze tra le sostanze chimiche, partendo dal Database Draize Reference. Usando queste referenze, è stato quindi possibile determinare le performance di 8 test in vitro per l’irritazione acuta dell’occhio e identificare le somiglianze e differenze tra gli stessi metodi, così da poter costruire una strategia vincente per discriminare tra tutte le categorie UN e GHS (Globally Harmonized System of Classification and Labelling of Chemicals).
Adriaens E., Alépée N., Kandarova H. et al. «CON4EI: Selection of the reference chemicals for hazard identification and labelling of eye irritating chemicals». Toxicology In Vitro. Online il 5 giugno 2017. Doi: 10.1016/j.tiv.2017.06.001.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28595836

di Stefania Somaré

Azelis ottiene la certificazione COSMOS

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Azelis ha ricevuto la certificazione COSMOS per le specialità organiche, certificazione che sostituisce la Soil Association. «COSMOS è importante per commercializzare in quei paesi dove la Soil Association non è accettata come certificato organico aprendo nuovi mercati» ha spiegato la società.

L’entusiasmo per la cosmesi organica non da cenni di cedimento, anzi, secondo una ricerca Mintel, il trend sta attingendo nuova linfa vitale da categorie e segmenti che altrimenti sarebbero stagnanti. Un esempio è il mercato skin care viso e anti aging negli USA che, dopo la fase di calo nel 2015, ha trovato nelle formulazioni naturali un nuovo slancio: ingredienti affidabili e riconoscibili risolvono le problematiche circa l’utilizzo di prodotti chimici, inquinamento, ingredienti non familiari.

COSMOS è il nuovo istituto nato dalla collaborazione di 5 Istituti di certificazione europei: Soil Association, BDIH, Cosmebio, Ecocert e ICEA. Il suo obiettivo è ridurre i costi alle aziende operati sul territorio per multiple certificazioni, ispezioni interne e offrire una certificazione più chiara agli occhi dei consumatori.

Anche COSMOS è impostata come valutazione continua, con un ispezione annuale interna per assicurare la continua conformità a gli standard richiesti.

Gramam Bott, Regional Market Manager di Azelis Fragrance Ingredients & Organic Specialities, spiega che Azelis considera la nuova certificazione molto importante, dato il suo profilo largamente riconosciuto che permetterà alla società di entrare in mercati internazionali. Bott aggiunge «siamo onorati di avere ricevuto la certificazione COSMOS che è riconosciuta a livello globale. Questo permetterà alla nostra forza vendite di promuovere la nostra ampia gamma di specialità organiche in molti paesi attraverso la nostra rete e promuoverla a un maggior numero di clienti all’interno del Regno Unito

di D.Storni

L’Oréal annuncia la vendita di The Body Shop a Natura Cosméticos

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L’Oréal ha firmato il contratto di vendita di The Body Shop al produttore brasiliano di cosmetici Natura Cosméticos. Il gigante mondiale della cosmetica aveva sorpreso tutti lo scorso mese, annunciando di essere in trattativa con il gruppo inglese per la vendita a Natura, non essendo riuscito a incrementarne le vendite.

La proposta di vendita è soggetta a liquidazione dalle autorità anti trust in Brasile e negli Stati Uniti e ci si aspetta la chiusura dell’affare nell’anno 2017.

Natura Cosméticos è un produttore brasiliano di prodotti cosmetici, fondato a San Paolo nel 1969 da Luiz Seabra, ed è uno dei principali brand di settore in Brasile. Dopo l’integrazione di The Body Shop, fondata nel 1976 dall’imprenditrice Anita Roddick, il gruppo brasiliano potrebbe avere un incremento di fatturato annuo di R$11.5bn con 17.000 impiegati e 3.200 negozi.

The Body Shop negli ultimi anni ha sofferto la crescente concorrenza da parte di nuovi brand con prodotti simili, formulati con ingredienti naturali, non testati sugli animali. Natura, che trae le sue materie prime dalla foresta Amazzonica, è il proprietario perfetto per The Body Shop.

«L’acquisizione de The Body Shop è un passo decisivo per fare di Natura Group un player internazionale nell’industria cosmetica, seguendo le orme dell’acquisizione del 2013 di Aesop – ha dichiarato Joao Paulo Ferreira, Natura Chief Executice durante la conferenza stampa del 9 giugno. –In un certo senso Natura e The Body Shop sono gemelle. Abbiamo camminato parallelamente nel passato e oggi i due sentieri convergono. Entrambi condividiamo la medesima visione di cosmetica, utilizzando ingredienti di origine naturale, con l’obiettivo che il nostro business serva da piattaforma per smuovere la coscienza ambientale dei consumatori».

di D. Storni

Hair care: prospettive di crescita

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Il mercato dei prodotti per capelli si sta espandendo e probabilmente continuerà a farlo i prossimi anni. Uno dei fattori più importanti, responsabile di questo fenomeno, è la richiesta di capelli sani che spinge le decisioni di acquisto della maggior parte dei consumatori, specificatamente nei paesi emergenti. Il mercato hair care, nel suo complesso, vale ben oltre 70 miliardi di dollari. Uno dei fattori più importanti, che ne influenza la crescita, è il rapido tasso di urbanizzazione in Asia e in altri paesi in via di sviluppo, con conseguenti cambiamenti nello stile di vita e nel reddito disponibile. Le tendenze della moda e un sempre maggior attenzione all’aspetto esteriore, determina un incremento di tutto il comparto cura della persona, di cui il segmento hair care è parte. Ciò spiega la massiccia crescita della domanda di prodotti per la cura dei capelli nei mercati emergenti e l’elevato livello di innovazione nei mercati saturi come quello dell’Europa, del Nord America.

La cura dei capelli
Il mercato comprende cinque tipi di prodotti, che a loro volta costituiscono sub settori ben definiti, essi sono: shampoo, colore dei capelli, balsami, prodotti per le acconciature (hair styling) e prodotti per trattamenti specifici. Il mercato delle tinture è in forte espansione, per due motivi principali, grazie alla moda che propone tagli che impiegano anche tinte per capelli a completamento dell’acconciatura e a causa l’invecchiamento della popolazione in forte crescita, almeno nei paesi occidentali, ciò ha creato una fascia d’età in cui la richiesta di questa tipologia di prodotto è in crescita. Inoltre, la maggior disponibilità di prodotti per il consumatore maschile, sempre più attento al suo aspetto, è un altro fattore che determina il buon andamento del mercato, su scala globale. Il segmento dei condizionanti è in rapida crescita, tra i principali fattori che la determinano osserviamo un miglioramento generalizzato della situazione economica, cambiamenti nello stile di vita e una preferenza crescente verso il trattamento professionale dei capelli.

Il maggior mercato di tale segmento è il Nord America, la crescita della vendita di condizionanti in questa regione influisce direttamente sui ricavi dei principali produttori in nord americani. La domanda relativa a prodotti dedicati allo styling dei capelli, come mousse, lacche, spray per capelli ricci e i gel fissanti si è ampliata molto. L’incremento dell’interesse dei consumatori per questa categoria è dovuta dalle variazioni delle preferenze e, di conseguenza, dal mutato comportamento negli acquisti nei confronti dei prodotti di bellezza.

In Africa e nella zona Asia – Pacifico (APAC), i produttori locali si stanno concentrando sullo sviluppo di nuovi prodotti in base alle propensioni di acquisto dei consumatori locali, per fidelizzare i clienti in un’ottica di lungo periodo. Inoltre, la presenza di numerose aziende produttrici di articoli per la cura dei capelli, nelle aree sviluppate, rappresenta uno dei driver per destare l’interesse degli acquirenti verso nuove formulazioni, grazie al loro continuo sforzo di sviluppare vari tipi di prodotti della categoria.

L’emergere della necessità, da parte dei consumatori, di prodotti per prevenire o riparare danni ai capelli, dovuti anche a un aumento nell’uso delle tinture, ha indotto i principali player globali ad adottare accorgimenti nella produzione di soluzioni hair care professionali. Gli articoli dedicati al segmento tinture, stanno avendo un incremento nei volumi di vendita, tra diversi gruppi di età, sia per esigenze meramente estetiche che per motivi più legati alla moda. Tra le diverse soluzioni per trattamenti di bellezza, i consumatori, hanno mostrato una forte preferenza per i cosiddetti «hair oil». Segmento cresciuto considerevolmente negli ultimi anni per i benefici che tali formulazioni apportano, quali il rafforzamento dei capelli, il nutrimento, una crescita più rapida e migliore, la riduzione del problema della caduta dei capelli. Tali prodotti si utilizzano anche per il trattamento del cuoio capelluto. La maggior attenzione, da parte del consumatore, alla prevenzione dei danni ai capelli e al cuoio capelluto, ha permesso a questi articoli di penetrare più facilmente nel mercato, tuttavia, risultano essere abbastanza costosi, per cui una fetta di acquirenti non possono acquistarli a causa del loro basso potere d’acquisto, principalmente nelle nazioni in via di sviluppo.

Figura 1

Soluzioni professionali
Uno dei principali strumenti, a disposizione delle aziende di tale settore, è rappresentato dall’utilizzo di diverse piattaforme per entrare in contatto con i consumatori. Il marketing e il coinvolgimento dei consumatori svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di consapevolezza, approvazione e promozione dei prodotti, in particolare attraverso le piattaforme offline e online, tra cui il marketing dedicato per dispositivi mobili e la diffusione di consapevolezza dei prodotti tramite mobile Apps, formati audio-video e suggerimenti per lo styling. I produttori utilizzano le pubblicità con celebrità, come testimonial, per differenziare e promuovere i loro marchi in questo mercato altamente competitivo. Negli ultimi anni, si è assistito alla commercializzazione di soluzioni professionali per capelli in saloni di bellezza e parrucchieri. Le grandi catene di saloni per acconciature sono entrate in partnership con le aziende che operano in questo segmento del mercato, in modo tale che nei loro saloni vengano usati i loro prodotti, per dimostrarne l’efficacia e proporli ai consumatori. Si prevede che il mercato professional cresca, a livello globale, a un tasso annuo di crescita composto (Compounded Average Growth Rate) del 3,75% nel periodo 2016-2020.

L’emergere dei prodotti naturali
La richiesta di prodotti naturali è in rapida crescita nel settore personal care, tale trend è presente anche per le soluzioni per la cura dei capelli. La richiesta di questa tipologia di prodotti è determinata, principalmente, dalla crescente domanda dei consumatori. In Europa, per esempio, il 34% delle donne cerca prodotti con ingredienti naturali o biologici e il 33% è passato a marchi naturali negli ultimi 12 mesi. Questo sta alimentando la crescita di questa gamma, che nel 2016 ha rappresentano il 61% dei lanci nuovi prodotti. Tuttavia, questi articoli sono abbastanza costosi rispetto a quelli basati esclusivamente sulla chimica, a causa dei suoi elevati costi di produzione, che sono riflessi sul prodotto finito. La riduzione dei costi di produzione e, di conseguenza, di vendita, è una sfida per le aziende produttrici.

Focus: shampoo
Recenti stime indicano che il mercato degli shampoo dovrebbe raggiungere un valore di 25,73 miliardi di dollari entro il 2019. Innovazione di prodotto, vendita online e pubblicità efficace sono le forze trainanti di questo mercato. Uno dei fattori chiave per la crescita è la crescente domanda di prodotti specifici. Le texture dei capelli variano da persona a persona determinandone anche i problemi. Alcuni soggetti potrebbero avere il capello danneggiato o asciutto, mentre altri devono affrontare problemi di rottura e caduta. Conseguentemente, sono stati introdotti prodotti specializzati, che pretendono di risolvere i danni che potrebbero essere stati causati da molti fattori. L’aumento della consapevolezza sull’utilizzo di diversi shampoo per diversi tipi di capelli e dei problemi legati alla capigliatura giocherà un ruolo fondamentale nella definizione del modello di consumo nel mercato in esame. L’aumento della disponibilità di prodotti specializzati svolgerà anche un ruolo vitale nell’aumento delle vendite a livello globale, in particolare nelle regioni sviluppate. In costante crescita da parte dell’universo maschile la richiesta di prodotti di bellezza specifici, anche per la chioma, ciò sarà un fattore chiave per l’evoluzione e la crescita del mercato. Oltre all’evoluzione del comportamento dei consumatori, l’aumento delle promozioni per mezzo di celebrità del mondo musicale e cinematografico come testimonial, avrà un impatto importante sul comparto. Nei prossimi anni, un ampio cluster di consumatori sarà ancora attirato shampoo basati su frutta, birra e altri materiali utili alla cura dei capelli. Oltre agli shampoo cosmetici, il mercato di quelli medicati evidenzia ancora una serie di opportunità che devono essere colte dalle aziende del settore.

Il caso italiano
Le vendite di soluzioni per i capelli, nel 2016 sono state in gran parte guidate dai trattamenti contro la caduta e dai balsami, che hanno registrato una crescita, rispettivamente, del 2% e dell’1%. In Italia si stima che circa 18 milioni di persone siano afflitte dalla caduta dei capelli, per cui la solida performance dei trattamenti contro questa problematica, può essere attribuita al crescente numero di italiani che cercano di combattere tale processo. Maggiore attenzione è posta alla salute dei capelli, da qui un più intenso utilizzo di trattamenti post-shampoo per idratare e riparare i capelli, come dimostra l’aumento delle vendite degli articoli del settore. Secondo Euromonitor International, la crescita dell’hair care sarà molto modesta in termini di valore, ma ciò sarà comunque una prestazione migliore rispetto al calo del 3% del periodo precedente. Tuttavia, poiché l’economia italiana dovrebbe riprendersi molto lentamente, i consumatori rimarranno prudenti nella loro spesa, di conseguenza, tenderanno a concentrarsi su prodotti considerati essenziali, come gli shampoo e i prodotti 2 in 1, che trarranno vantaggio anche dal lancio di formulazioni a base naturale. Mentre il segmento dei prodotti professionali affronterà la crescente concorrenza dell’e-commerce.

Conclusioni
Innovazione, segmentazione e prezzo sono i tre fattori che le aziende produttrici dovranno tenere in considerazione. I claim dei prodotti per capelli emulano quelli del settore skin care, come i multi-step routine nelle soluzioni per il trattamento di bellezza, inoltre, si sta assistendo a una segmentazione dei prodotti ben definita in base sia al tipo di capello, per esempio grigi piuttosto che «etnici», o basata su una determinata problematica come la caduta oppure problemi di cute. Per sostenere tali specificità, le aziende produttrici investono cifre considerevoli in ricerca e sviluppo e stanno introducendo nuovi prodotti, a prezzi elevati nel mercato. Sebbene il mercato sia fortemente competitivo, con numerosi prodotti a scaffale, le aziende puntano sul desiderio di apparire dei baby boomers e millenials, alimentato anche attraverso campagne di marketing aggressive. Secondo gli analisti del settore il payoff, generato da tale strategia, potrebbe essere consistente.

Ethnic Hair care
Il settore dei prodotti per capelli «etnici» è drammaticamente sottovalutata. Per la popolazione femminile di colore, la chioma è un aspetto importante, perciò non è sorprendente che spendano molto per i prodotti di bellezza per capelli. Good Hair, documentario del 2009, ha gettato luce sull’uso dei prodotti in seno alla popolazione di colore, in particolare l’uso di liscianti ed extension. Non molto è cambiato in questo comparto negli anni, i liscianti rappresentano il 20% del mercato, ma la loro vendita è molto calata, dovuta alla tendenza di adottare acconciature naturali da parte di Millennials e Boomers.

Bibliografia
– Euromonitor International. http://www.euromonitor.com
– Cosmetica Italia. Beauty Report 2016. https://www.cosmeticaitalia.it/documenti/a_centrostudi/beauty_report/BR_2016_sintesi.pdf
– Hair Care Market Trends. http://www.womensmarketing.com/blog/2015/02/hair-care-market-trends-part-2/
– Organic Hair Care Market By Product. http://www.credenceresearch.com/report/organic-hair-care-market

di Marco Colombini, in collaborazione con Euromonitor International

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...