L’estate è alle porte e Lucas Meyer Cosmetics propone dei nuovi prodotti che modificano il concetto di protezione solare. Il primo è MelinOIL™, un peptide biomimetico solubile in olio progettato per stimolare le naturali difese della cute nei confronti del sole, così da proteggere meglio le cellule dai danni dei raggi UV e dall’invecchiamento precoce. Inoltre MelinOIL™ ritarda l’arrossamento cutaneo dovuto alla radiazione solare, dimostrando azione antinfiammatoria. Le sue caratteristiche lo rendono un ingrediente ottimale per rinforzare l’azione dei filtri solari e proteggere la cute dal fotoinvecchiamento. Il prodotto è adatto da un punto di vista regolatorio anche al mercato cinese. L’estate porta con sé rischi quotidiani per la cute, che vanno quindi prevenuti ogni giorno, per questa ragione vengono proposte tre formule d’orientazione. Ecco quindi una linea di prodotti adatti a tutti i momenti della giornata, alle attività all’aria aperta e anche alla vita da spiaggia: Sun City DD Cream SPF 10, che difende la cute rendendola più bella; Sun Sport Gel-Cream SPF 10, dalla formulazione leggera e rinfrescante; Sun Beach Light Cream SPF 50+, formulazione solare secca al tatto. I tre prodotti contengono ingredienti funzionali fatti di fosfolipidi e sono privi di alcool.
Ilaria Borgna
Un nuovo concetto di protezione solare
Un attivo contro le imperfezioni delle pelli acneiche
Si chiama Subligana® il nuovo attivo messo sul mercato da Seppic. Si tratta di un estratto titolato di Harungana madagascariensis, una pianta tipica della parte centrale e orientale del Madagascar, in grado di contrastare gli effetti negativi dell’ossidazione sulla cute, tra cui anche l’acne, la pelle con tendenza atopica e la pelle impura. Il meccanismo d’azione di questo attivo è un mix di varie azioni: un effetto lenitivo, ottenuto inibendo la lipasi e regolando l’Interleuchina 10 e 12; un effetto antiossidante, ottenuto proteggendo la cute dalla perossidazione dei lipidi; un effetto attivo contro il Propionibacterium acnes. Un test sui teenager ha dimostrato che Subligana® consente di ridurre in maniera significativa il numero di brufoli con un mese di trattamento. Le foglie della Harungana madagascariensis sono raccolte secondo i principi della sostenibilità ambientale e dell’etica, così da soddisfare le richieste del Protocollo di Nagoya. Inoltre, il prodotto è certificato Cosmos e autorizzato all’immissione sul mercato cinese.
Test animal-free
La ricerca cosmetica è sempre più indirizzata verso metodi animal-free: a richiederlo è spesso la legislazione, ma ci sono anche motivazioni differenti, come una maggior rispondenza dei risultati con quanto accade realmente sulla cute. Realizzare modelli di cute umana 3D richiede capacità e conoscenza. Oggi un sistema creato da Thermo Fisher Scientific, chiamato Thermo Scientific™ Cell Culture Inserts System, facilita questo processo. Si tratta di un sistema che, grazie a una membrana porosa, consente di far crescere modelli 3D di cute su piccola scala, favorendone la differenziazione nei diversi strati attraverso la doppia interfaccia, aria-liquido. Rispetto ad altri sistemi, inoltre, questo permette di allungare gli intervalli tra una alimentazione e l’altra e di risparmiare tempo in laboratorio. Inoltre, a seconda del tipo di test o tessuto che si vuole creare, è possibile posizionare le cellule che si devono differenziare ad altezze differenti nei pozzetti. Il sistema può essere utilizzato per effettuare test sulle cellule cutanee animal-free, per testare i prodotti cosmetici e quelli per la cura della cute, oltre che per i test di valutazione di tossicità e per creare modelli di ricostruzione dell’epidermide umana.
Design razionale per aumentare il fattore di protezione solare
L’incidenza del cancro cutaneo è aumentata negli ultimi decenni, ma la maggior parte delle formulazioni commerciali utilizzate come creme solari sono progettate per proteggere solo contro l’eritema solare. Molti dei componenti attivi presenti nelle creme solari mostrano debolezze critiche, come la bassa stabilità e la tossicità. Pertanto, attualmente, lo sviluppo di componenti più efficienti risulta essere una necessità urgente per la salute dei consumatori, e un attraente target industriale. Il presente studio è stato focalizzato sulla messa a punto e la progettazione razionale di soluzioni innovative con maggiori capacità foto protettive, e un nuovo meccanismo di dissipazione dell’energia. Nel lavoro sono sintetizzati una serie di composti con proprietà adatte al loro utilizzo in creme solari, e proprietà migliorate in termini di stabilità, dispersione di energia leggera e tossicità. Inoltre, alcuni composti rappresentativi sono stati inclusi in formulazioni di protezione solare definite, nelle quali è stata misurata e valutata una rilevante spinta del fattore di protezione solare.
Angew Chem Int Ed Engl. 2017 Mar 1;56(10):2632-2635. doi: 10.1002/anie.201611627
di C. Lacapra e S. Rum
Free Animal Testing: a che punto siamo?

Recentemente sulla newsletter della European Chemical Agency (ECHA) è uscito un interessante articolo sui test alternativi alla sperimentazione animale in cui si è fatto un po’ il punto della situazione. Punto di partenza del ragionamento è la certezza che sarebbe necessario ridurre quanto più possibile l’uso di test animali per le sostanze chimiche, ma che esistono ancora regolamentazioni che li richiedono in modo specifico. Una prima riflessione è quindi che la politica deve fare la sua parte e vietare sempre di più i test animali in favore di quelli alternativi. E non solo. Oggi le aziende che utilizzano test alternativi hanno una risposta da parte delle Autorità solo se i test non vanno bene: il mondo istituzionale al momento non incoraggia le aziende nell’uso di test alternativi a quelli animali e così logico che le aziende tendano a utilizzare i vecchi metodi. Anche perché i nuovi sono spesso più costosi, almeno all’inizio. Eppure le vie oggi praticabili sono molte, dai test in vitro a quelli in silico. Ma a cambiare è soprattutto l’approccio. Se prima di parlava sempre e solo di 3R (replacing, reducing, refining), oggi si cerca infatti di guardare al problema da un punto di vista diverso: capire cosa accade quando una sostanza viene a contatto con il corpo umano e l’ambiente. Si ragiona quindi in termini di Adverse Outcome Pathway. E si cerca di arrivare a una tossicologia capace di predirre con perfezione cosa accadrà quando una certa sostanza toccherà organi umani. Cosa che sempre più voci dal mondo della scienza dicono non si può fare utilizzando il topo come modello. O qualsiasi altro animale. Certo, per poter scegliere la via dei test alternativi, occorre avere esperti al proprio interno e al momento solo le grandi aziende li hanno. «Ecco dunque l’importanza di puntare sulla formazione – sottolinea la dottoressa Costanza Rovida del Centre for Alternatives to Animal Testing di Costanza, che ricorda – esiste una direttiva specifica che richiede la formazione anche in ambito di metodi alternativi per il mondo della ricerca. Speriamo che questo aiuti a migliorare la situazione». Poi, certo, occorre conoscere anche le fonti utili per poter usare alcuni metodi alternativi, come quelli computazionali che richiedono di avere sostanze analoghe di cui si conoscono già meccanismi d’azione ed effetti possibili. Alcuni ottimi database sono elencati nell’articolo di ECHA: eChemPortal; ChemIDplus (advanced); OECD QSAR Toolbox; TOXNET; PubMed.
di S.Somaré
Le proprietà antimicrobiche della lavanda
La lavanda (Lavandula sp.) è una preziosa pianta produttrice di olio essenziale della famiglia delle Lamiaceae. Esistono 39 specie di lavanda, la maggior parte delle quali hanno origine mediterranea. Gli autori dello studio hanno determinato il contenuto degli estratti ottenuti da L. angustifolia tramite HPLC e GC, nonché l’effetto antimicrobico dell’olio essenziale. Lo studio è stato realizzato con i fiori secchi della pianta: alcuni fiori sono stati estratti e l’olio essenziale è stato distillato dalla parte restante. Gli acidi fenolici più abbondanti erano il caffeico, il rosmerico e il 4-idrossibenzoico. Nell’analisi GC sono stati determinati 31 diversi composti: il linalolo e l’acetato di linalile presentavano la più alta concentrazione. L’effetto antimicrobico è stato determinato contro i microrganismi più frequentemente riscontrati nei cosmetici: Candida albicans, Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, Aspergillus brasiliensis. L’olio essenziale ha mostrato di poter eliminare la contaminazione microbica nel giro di 14 giorni, suggerendo che, se incorporato in formulazioni cosmetiche, potrebbe sostituire gli additivi attualmente impiegati come preservanti.
Turgut et al., 2017. Journal of the Turkish Chemical Society, 4:1 283-298
di A.Bulgarelli
Skin Summer school – Pavia
Si terrà a Pavia dal 19 al 21 giugno il corso in inglese “Skin Summer School” inerente alle tematiche legate ai prodotti cosmetici: ingredienti, test, packaging, analisi microbiologiche.
Per ulteriori informazioni: marta.daffara@pragmacongressi.it
http://master.labunicosm.it/index.php/congressi/sss-2017
Fenolo: valutarne la tossicità interindividuale
In tossicologia è noto che non tutti gli individue presentano la stessa sensibilità verso le stesse sostanze. E anche una sostanza tossica può esserlo in modo più o meno forte a seconda dell’individuo con cui viene in contatto. Ecco quindi che anche nel valutare la tossicità indotta da sostanze chimiche può essere importante tenere conto delle differenze presenti tra individui. È proprio ciò che hanno fatto dei ricercatori olandesi che hanno sviluppato un modello cinetico basato sulla variabilità della fisiologia umana (PBK) per valutare la tossicità per lo sviluppo fetale del fenolo associandolo al test di Monte Carlo. La forza di questo studio è che mostra gli effetti delle diverse cinetiche che il fenolo ha in persone differenti usando solo test in vitro e in silico. Più nel dettaglio, lo studio rivela che il primo enzima responsabile della glucuronidazione del fenolo è UGT1A6, seguito da UGT1A9. La simulazione di Monte Carlo ha quindi permesso di tener conto delle variazioni interindividuali nel processo di glucuronidazione di questi enzimi e del coefficiente di assorbimento per bocca. Unendo quanto ottenuto con le simulazioni con i risultati del modello PBK Si può predire qual è la massima concentrazione di fenolo nel plasma della popolazione umana. Il metodo rivela un valore di CSAF per la variazione interindividuale di 2.0 che copre il 99esimo percentile della popolazione: un numero inferiore a quello normalmente considerato di 3.16. Un ulteriore passaggio consente quindi di individuare una curva dose-risposta che risponde della variabilità all’interno della popolazione.
Marije Strikwold, Bert Spenkelink et al. Development of a Combined In Vitro Physiologically Based Kinetic (PBK) and Monte Carlo Modelling Approach to Predict Interindividual Human Variation in Phenol-Induced Developmental Toxicity. Toxicol Sci (2017) 157 (2): 365-376. DOI: 10.1093/toxsci/kfx054
di S. Somaré
Potenziale cosmetico e dermatologico dell’idrolizzato di cheratina
Sebbene gli idrolizzati di cheratina siano stati stabiliti come componenti standard nei cosmetici per capelli e per le unghie, gli studi sugli effetti idratanti degli stessi non appaiono nella letteratura contemporanea. Il presente lavoro è stato messo a punto per verificare se l’aggiunta di tali composti in una base di un unguento possa aumentare l’idratazione cutanea e migliorare la funzione della barriera cutanea o diminuire la perdita di acqua trans-epidermica. Nello studio sono state preparate formulazioni contenenti idrolizzati di cheratina al 2%, 4% e 6% (in base al peso della base di unguento). Le proprietà idratanti degli idrolizzati di cheratina sono state testate misurando, su dieci donne, l’idratazione della pelle, la perdita di acqua trans-epidermica e il pH della pelle; le misurazioni sono state effettuate a intervalli di 1, 2, 3, 4, 24 e 48 h. Per quanto riguarda l’idratazione, l’aggiunta di 2% di idrolizzato di cheratina alla base dell’unguento è risultata ottimale, in quanto determina l’aumento del 14% -23% nell’idratazione dello strato corneo. Per la perdita trans-epidermica dell’acqua, l’aggiunta del 4% è preferenziale, in quanto ciò provoca una diminuzione del 26% -46% nella TEWL. L’idrolizzato di cheratina agisce come un umettante (lega l’acqua dagli strati inferiori dell’epidermide allo strato corneo) e inoltre risulta essere occlusivo (riduce la perdita di acqua trans-epidermica). Le proprietà altamente favorevoli sono attribuite all’ampia distribuzione di pesi molecolari; le frazioni a basso peso molecolare penetrano facilmente lo SC, mentre le frazioni a più elevato peso molecolare creano una pellicola protettiva sull’epidermide. L’aggiunta dell’ingrediente all’unguento non ha causato la separazione di fase anche dopo 6 mesi di stoccaggio.
J Cosmet Dermatol. 2017 Feb 6. doi: 10.1111/jocd.12319
di C. Lacapra e S. Rum
Body care: scenari che cambiano
Negli ultimi cinque anni il settore “cura del corpo” ha subito un notevole mutamento, soprattutto nei mercati di riferimento, con il sorpasso dei mercati emergenti su quelli sviluppati. La routine quotidiana assomiglia sempre più a una pazza corsa tra appuntamenti di lavoro, scuola, shopping e divertimento. La mancanza di tempo per una dieta sana ed equilibrata in combinazione con i molti cambiamenti, che si verificano in varie parti del corpo dovuti anche all’età, determinano inestetismi e piccoli fastidi (l’accumulo di grasso sulla pancia, gonfiore alle caviglie, perdita di tono e deformazione di gambe, la formazione vene antiestetiche, braccia cadenti, la comparsa di cellulite), che richiedono trattamenti specifici per ridurne gli effetti. Fortunatamente, i ricercatori dell’industria cosmetica sono costantemente impegnati nello sviluppo di prodotti, con ingredienti attivi efficaci, per contrastare tali problematiche.
Scenario globale
Il mercato dei prodotti della cura del corpo è meno dinamico rispetto a quello di altri prodotti, come quello della cura del viso, ma mostra un costante aumento in termini di lanci di prodotto e volumi di vendita. Nel 2012, il mercato in esame aveva raggiunto 16,4 miliardi di dollari. La crisi finanziaria ha influenzato il valore al dettaglio del mercato in Europa occidentale e Nord America, che ha mostrato una stagnazione negli anni 2011 e 2012. Negli anni successivi i consumi si sono focalizzati maggiormente sui prodotti di massa, o masstige, rispetto a quelli del segmento premium. Nel 2013, per la prima volta in assoluto, i consumatori appartenenti ai mercati emergenti hanno acquistato più prodotti per la cura del corpo rispetto a quelli dei mercati sviluppati. Ciò è indicativo di significative variazioni nelle dinamiche nel consumo globale, riscontrabili in tutto il mercato dei prodotti dedicati alla cura della persona. Basti pensare che un decennio fa, i mercati sviluppati rappresentavano quasi il 70% delle vendite, a livello mondiale. In Asia e in America Latina, il mercato dei prodotti per il corpo è diventato per entrambi i segmenti, di massa e premium, molto dinamico. Attualmente, il mercato latino americano ha ormai raggiunto le stesse dimensioni di quello europeo per volumi delle vendite e della domanda dei consumatori, mentre i mercati dell’Asia-Pacifico e del Nord America hanno i raggiunto la stessa importanza, a dimostrazione che lo scenario del settore body care è completamente cambiato negli ultimi cinque anni. In particolare, nel suo complesso, il mercato ha registrato nel 2016 un fatturato di 23,4 miliardi di dollari, il segmento rimane quindi di fondamentale importanza per tutto il settore della bellezza e della cura della persona. Lo scorso anno si è assistito anche a un aggiustamento, poiché molti dei più grandi mercati, tra cui gli Stati Uniti, il Brasile e la Francia, hanno rallentato, c’è stata una leggera crescita per il Regno Unito e l’Italia, mentre in Russia si è assistito a un forte sviluppo del settore. Gli Stati Uniti d’America rimangono il mercato dominante per la cura del corpo, il Brasile occupa il secondo posto, ma la situazione economica del paese può essere classificata come precaria, in futuro la domanda potrebbe calare in maniera significativa. Per quanto riguarda l’Asia, un paese in cui il mercato è in forte crescita, con il più elevato tasso annuo di crescita composto (CAGR) osservato negli ultimi cinque anni è l’India. Con un’economia diversificata, il prodotto interno dovrebbe eclissare la Cina, l’India rimane un mercato di alto livello in cui investire per i principali marchi skin care, in particolare per i marchi internazionali, che sono ricercati da un numero sempre crescente di consumatori della classe media. Secondo Euromonitor International, il mercato, a livello globale, è cresciuto dello 0,5% tra il 2015 e 2016 con il segmento Firming-Anti-Cellulite che ha realizzato un fatturato globale di 2,30 miliardi di dollari nel 2015 e il settore General Purpose 13,30 miliardi di dollari nello stesso anno. Mentre tra il 2015 e il 2016 il fatturato dalle vendite dei prodotti anti-cellulite è stato il doppio, in valore di variazione percentuale, rispetto a quello generato dai prodotti di uso generale.
Focus regionali: Italia, Francia, Gran Bretagna
In nessun altro paese le persone spendono così tanto denaro per la cura del corpo (in relazione al potere d’acquisto totale) come in Italia. Evidenze mostrano come il mercato della cura del corpo in Italia sia in ripresa, infatti le vendite sono cresciute del 3%, a 1.3274 miliardi di euro, rispetto all’anno precedente. Secondo Cosmetica Italia, la crescita è stata trainata dalle due più grandi sotto-categorie, creme solari e prodotti pigmentanti, che sono aumentati del 9,4%; deodoranti e antitraspiranti, cresciuti dell’1,1%, le acque per il corpo e gli oli hanno mostrato un forte incremento, con vendite cresciute del 7,6%, le creme multifunzione hanno registrato una crescita del 6,3%. Solo tre hanno mostrato andamenti negativi: prodotti anti-cellulite (-7,1%), hair removers (-0,7%) e idratanti, nutrienti e scrub esfoliante (-0.5%). Recenti studi, effettuati sulla popolazione francese evidenziano che quasi la metà è in sovrappeso oppure obesa. Con questa premessa si stima che il mercato dei dimagranti, che copre tutti i tipi di segmenti (dal cibo alla cosmesi), è destinato a continuare nella sua folle corsa per raggiungere i circa 4 miliardi di euro di fatturato nel 2018, i prodotti cosmetici snellenti e rassodanti rappresentano uno dei segmenti più innovativi. Il mercato dimagrante è una categoria relativamente importante all’interno del mercato cura del corpo in Francia, pari al 22%, tuttavia è un mercato in declino. In un contesto di crisi economica, le donne si concentrano sul loro più importante requisito, l’idratazione, che costituisce il cuore del mercato con una quota del 64%. Nel Regno Unito, i consumatori hanno acquistato maggiormente in brand appartenenti alla categoria premium, quindi acquisti mirati di elevato valore, ma in quantità ridotta. Secondo recenti stime in Gran Bretagna il segmento skin care, di cui il body care è una sotto-categoria, vedrà, un’impennata della crescita fino al 2020, alimentata da un aumento del PIL pro capite, da una demografia favorevole e dal fenomeno della premiumization.
America Latina
La crescita economica e della popolazione sono due fenomeni che stanno alimentando il significativo aumento del settore dei prodotti per la cura del corpo, nei principali mercati dell’America Latina. Le maggiori economie della regione sono il Brasile con una popolazione di 200 milioni di abitanti, il Cile con 17 milioni, la Colombia con 48 milioni di abitanti e il Messico con una popolazione di 115 milioni. Negli ultimi cinque anni è stata rilevata una significa crescita annua per la categoria, del 10,5% in Brasile per raggiungere un valore di mercato al dettaglio di 851 milioni di euro, del 7,9% con un valore di mercato di 114 milioni di euro in Cile, del 10,2% con una vendita al dettaglio del valore di 149 milioni di euro in Colombia e del 6,1%, con un valore al dettaglio di 447 milioni di euro in Messico, che riflette un’enfasi culturale ancora in crescita sui prodotti per la cura del corpo all’interno della regione. Il Brasile continua a guidare il gruppo, anche se la sua economia è entrata ufficialmente in una fase recessiva, che potrebbe portare a un ridimensionamento nelle previsioni di crescita per la categoria. L’incremento maggiore nella spesa pro capite si è osservato in Colombia, raddoppiata negli ultimi cinque anni, dove il consumatore medio spende, attualmente, 3,10 euro in prodotti per la cura del corpo.
Male Grooming
Gli uomini di tutto il mondo stanno diventando sempre più attenti alla propria immagine, di conseguenza stanno prestando molta più attenzione al loro aspetto. Millennials, metrosexual, maschi giovani e adulti stanno mettendo in discussione i confini di genere a seguito della quale i tabù sociali connessi con l’uso di prodotti cosmetici, da parte del genere maschile, stanno lentamente scomparendo. Data l’associazione tra aspetto e fiducia personale, i giovani maschi sono disposti a spendere più denaro e tempo per i propri rituali di bellezza. I prodotti per la bellezza maschile si stanno espandendo, dai prodotti tradizionali da barba e deodoranti a sofisticati cosmetici. La frequenza di acquisto di tali beni è in continuo aumento, a testimonianza forte crescita della domanda.
Conclusioni
Il settore della cura del corpo sta attraversando un periodo di trasformazione, i cui driver sono l’innovazione e l’ulteriore espansione nei mercati emergenti. L’industria cosmetica ha investito e sviluppato soluzioni sempre più sofisticate e personalizzate alla propria offerta di prodotti destinata al segmento body care, simili a quelle per la cura del viso. Oggi l’offerta è sviluppata sia per le donne sia per gli uomini, questi ultimi rappresentano la nuova frontiera, grazie alla consapevolezza che il genere maschile sta acquisendo in merito alla cura del corpo. I maggiori brand stanno lavorando anche per migliorare l’esperienza nell’uso dei loro prodotti attraverso formulazioni con un più veloce assorbimento, nonché cercando di creare un’esperienza sensoriale per mezzo di fragranze e packaging di lusso.
Bibliografia
-Euromonitor International. http://www.euromonitor.com
-Le marché de la minceur. http://www.xerfi.com/presentationetude/Le-marche-de-la-minceur_6IAA63
-Spotlight on India: Consumers. http://blog.euromonitor.com/2017/04/spotlight-india-consumers.html
-Premiumization: The Most Affluent Retail Trend Of 2016.
https://www.forbes.com/sites/millystilinovic/2016/06/16/premiumisation-the-most-affluent-retail-trend-of 2016/#696cab4d4416
– Beauty in Latin America: A Revolution of Expectations. http://www.euromonitor.com/beauty-in-latin-america-a-revolution-of-expectations/report.
– Body care, Italy, 2016. https://www.cosmeticsbusiness.com/market_reports/article_page/Body_care_Italy_2016/118903 Cosmetica Italia. https://www.cosmeticaitalia.it
di Marco Colombini in collaborazione con Euromonitor International









