Il commercio internazionale, tra protezionismo e semplificazioni

Grazie all’export italiano in continua crescita, le scelte strategiche delle imprese si orientano verso le semplificazioni e l’ottimizzazione degli scambi con l’estero

Tutta la normativa doganale ruota intorno all’autorizzazione Aeo, un “certificato” di affidabilità doganale riconosciuto anche nei principali paesi di destinazione del Made in Italy.

Trend attuali del commercio internazionale

Continua a crescere l’export italiano, con numeri che testimoniano una decisa ripartenza a seguito del rallentamento dovuto all’emergenza sanitaria. La propensione dell’Italia al commercio internazionale sta recuperando, prima delle attese, la situazione pre Covid-19, caratterizzata da una significativa interdipendenza delle imprese, sotto la spinta di dinamiche di internazionalizzazione dei processi produttivi. Per questo è sempre più importante avere un quadro chiaro delle dinamiche fiscali e, in particolare, dei dazi doganali gravanti sui prodotti, nonché delle eventuali agevolazioni, in termini economici e tempistici. Poter accedere a una procedura doganale semplificata consente risparmi di tempi e di costi amministrativi, così come la possibilità di utilizzare i benefici di un accordo di libero scambio può assicurare un dazio zero, per prodotti generalmente soggetti a dazi gravosi, incrementando la competitività.
Gli aspetti doganali e un’adeguata pianificazione sono fattori decisivi per la strategia internazionale dell’impresa e per il suo successo.
D’altro canto, anche il quadro internazionale, caratterizzato da crescenti tensioni commerciali tra i diversi Paesi, è particolarmente dinamico e richiede un costante aggiornamento. Sotto questo profilo, sono particolarmente indicativi i dati relativi al commercio internazionale italiano, i quali, nonostante la crisi determinata dalla Brexit e dal Covid-19, hanno comunque evidenziato una crescita notevole delle esportazioni1.
I dati sull’export italiano rappresentano un risultato significativo, anche alla luce della Brexit, la quale ha evidentemente comportato una maggiore difficoltà nei rapporti con gli operatori del Regno Unito2, e della presidenza Trump, con conseguente ritorno al protezionismo del terzo partner economico dell’Italia3. La potenzialità di questo settore e il valore del made in Italy sono ancora più evidenti se si tiene conto che, negli ultimi anni, oltre alla paralisi economica dovuta all’epidemia del Covid-19, si sono registrati anche l’irrigidimento del rapporto commerciale tra Ue e Cina, la crisi diplomatica con la Russia e il blocco temporaneo del canale di Suez.
La ripartenza record registrata nel 2021 delle esportazioni italiane non deve quindi stupire, rappresentando la naturale conseguenza di uno stop determinato da una crisi temporanea (figura 1)4

Figura 1

Come migliorare

L’importanza assunta dall’export5, richiede sempre maggiori investimenti in formazione in questo settore, che è sempre più complesso per la competitività delle imprese estere, la continua evoluzione del quadro internazionale, l’emergere di nuove realtà imprenditoriali e di nuovi mercati di sbocco. Di pari passo, assistiamo alla continua crescita, da un lato, di ostacoli normativi e tariffari e, dall’altro, da accordi di libero scambio (FTA) tesi all’azzeramento delle barriere tariffarie.
Per le imprese a vocazione internazionale è diventato, quindi, fondamentale svolgere un’attività di pianificazione doganale.
Solo grazie a un’approfondita conoscenza delle norme che disciplinano il commercio estero, che governano il “made in Italy” o le agevolazioni daziarie previste da FTA, delle semplificazioni delle procedure doganali e delle tecniche di ottimizzazione dei tempi e dei costi è, infatti, possibile far crescere i propri rapporti con l’estero.
La previsione di specifiche agevolazioni può rappresentare, dunque, un importante volano di crescita per le imprese che intendono accedere alle opportunità presenti in nuovi mercati.

La qualifica Aeo

A questo fine, è particolarmente interessante segnalare l’autorizzazione Aeo (Authorized economic operator), una certificazione internazionale, riconosciuta nella normativa doganale dell’Ue, che concede notevoli vantaggi sia sotto il profilo delle facilitazioni che dei controlli. Il certificato attesta, infatti, l’affidabilità, legale, doganale e finanziaria dell’impresa, distinguendola positivamente rispetto agli altri operatori economici. Si tratta di un marchio internazionale di qualità, che certifica la competenza e l’elevata professionalità dei soggetti autorizzati, nei confronti dei partner esteri.
Tale status, disciplinato dagli artt. 38 e ss. del codice doganale dell’Unione (CDU) consta di due diversi tipi di autorizzazione: la prima, inerente il settore delle semplificazioni doganali, permette di ottenere i benefici a livello procedurale (Aeoc). La seconda, invece, attribuisce agevolazioni in materia di verifiche sulla sicurezza (Aeos). Le due diverse autorizzazioni possono essere cumulate, così da fruire sia dei vantaggi relativi alle semplificazioni che delle facilitazioni nell’ambito delle verifiche (Aeof, authorized economic operator – full)6.

I vantaggi dell’operatore economico autorizzato

Nello specifico, per quanto riguarda i benefici c.d. diretti, gli operatori autorizzati godono di un trattamento favorevole in Dogana, essendo soggetti a minori controlli per le dichiarazioni presentate.
L’autorizzazione Aeo, inoltre, garantisce un immediato accesso alle differenti semplificazioni previste dal codice (es. dichiarazione semplificata, esonero dall’obbligo di presentazione delle merci, valore concordato ecc.) e una significativa riduzione degli oneri finanziari (es. rilascio di una garanzia).
Altro rilevante beneficio riguarda la minore incidenza dei controlli, che consente di non rallentare il flusso delle merci. Nel caso in cui la Dogana effettui delle verifiche sulle merci di un soggetto Aeo, infatti, l’Ufficio è obbligato a avvisare preventivamente l’operatore, di modo che quest’ultimo, prima dell’arrivo dei prodotti nel territorio dell’Unione, abbia contezza dei controlli che saranno effettuati. Le verifiche, peraltro, sono svolte prioritariamente sui prodotti dei soggetti autorizzati, con un chiaro vantaggio in termini di tempi di sdoganamento. Si tratta, pertanto, di un’agevolazione significativa, che rende più celere la circolazione delle merci in Ue e permette di evitare rallentamenti nella catena logistica delle imprese.
Lo status di Aeo ha, infatti, validità in ciascun Paese Ue ed è privo di scadenza. Il soggetto autorizzato, pertanto, può fruire dei relativi vantaggi quando svolge attività commerciali all’interno del territorio unionale7.
Il riconoscimento dei vantaggi e della certificazione anche in Paesi con cui l’Ue ha concluso accordi di mutuo riconoscimento, come ad esempio il Regno Unito, Giappone, Stati Uniti, Svizzera e Cina e l’opportunità di godere comunque dei benefici in presenza di condizioni di reciprocità con Paesi terzi8 rappresentano, infine, fattori di sicuro interesse per le imprese che intendono migliorare le proprie performance in esportazione9.
In questi Paesi, le imprese autorizzate possono godere dei vantaggi previsti dal programma Aeo, anche in termini di minore incidenza dei controlli.

L’importanza della formazione

Per acquisire lo status di Aeo, e poter godere dei benefici conseguenti, le imprese devono, tuttavia, rispettare determinati standard di competenze e avere, nel proprio organico, una o più figure che abbiano completato un percorso abilitante.
Tra i vari corsi disponibili, si segnala che, a ottobre 2021, avrà inizio la seconda edizione del “Corso per il conseguimento della qualifica professionale di responsabile delle questioni doganali aziendali Aeo”, organizzato da Assocad (Associazione nazionale dei Centri di assistenza doganale) e AR.com Formazione, accreditato dall’Agenzia delle Dogane, di cui la scrivente ha l’onore di essere direttore scientifico. Il corso si rivolge a imprenditori, dirigenti, customs ed export manager, nonché a professionisti che intendano acquisire competenze in un settore vitale per l’economia italiana e in crescita costante nell’ultimo decennio. La partecipazione al corso e il superamento dell’esame finale attribuiscono la qualifica professionale di “Responsabile delle questioni doganali”, indispensabile per conseguire la certificazione di operatore economico autorizzato Aeo.

Le aziende associate a Cosmetica Italia hanno diritto a una speciale e dedicata scontistica; il Corso, inoltre, può fruire dei contributi previsti da Fondimpresa e altri enti di sostegno per la formazione aziendale.

 

Autore: Avvocato Sara Armella
            Armella & Associati
            Studio legale tributario e doganale

 

BIBLIOGRAFIA
– MERCURIO V., Lezioni di diritto doganale tributario, Bologna, 2021
– MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, OSSERVATORIO ECONOMICO, Statistiche relative all’import/export di merci dell’Italia, Roma, 2021.
– MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, AGENZIA ITALIAN TRADE AGENCY, Rapporto ICE 2020-2021, Roma, 2021.
– WORLD CUSTOMS ORGANIZATION, AEO Compendium, ed. 2020, Bruxelles, 2020
– ARMELLA S., Diritto doganale dell’Unione europea, Milano, 2017

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1 Secondo le Statistiche relative all’import/export di merci dell’Italia, Osservatorio Economico del Ministero dello sviluppo economico, negli ultimi 9 anni l’export italiano è cresciuto del 13,3%.
2 Si tratta del sesto partner economico dell’Italia, verso cui esportiamo circa il 4,3% dei prodotti (Statistiche relative all’import/export di merci dell’Italia, Osservatorio Economico, cit.).
3 Gli Usa rappresentano il terminale dell 8,7% delle nostre esportazioni (Statistiche relative all’import/export di merci dell’Italia, cit.).
4 La tabella è riportata dal Rapporto ICE 2020-2021 del Ministero degli affari esteri e dall’Agenzia Italian Trade Agency.
5 Il Rapporto ICE 2020-2021 riportava che l’export vale circa 509 miliardi di euro, ossia il 29,5% del PIL nazionale.
6 ARMELLA S., Diritto doganale dell’Unione europea, Milano, 2017, p. 106.
7 ARMELLA S., Diritto doganale dell’Unione europea, op. cit., p. 107; MERCURIO V., Lezioni di diritto doganale tributario, Bologna, 2021, p. 58.
8 Art. 38, par. 7, del CDU.
9 Per un’analisi completa sul tema si veda l’AEO Compendium dell’Organizzazione mondiale delle dogane, edizione 2020, Bruxelles.

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