Make-up è sinonimo di moda e possibilità creative illimitate: un universo dove la bellezza è il risultato e il comune denominatore di un processo dove innovazione, funzionalità e performance vanno di pari passo per permettere a ogni donna, e recentemente anche al sesso maschile, di fare il modo che l’aspetto estetico sia lo specchio dell’anima.

L’evoluzione incessante delle materie prime di questo settore in termini di innovazione e profilo sostenibile è la driving force che permette ai formulatori di spaziare alla ricerca di nuove forme di applicazione e ai consumatori di perdersi in un mondo colorato dove cercare di essere protagonisti realizzando la propria idea di immagine.

Dietro a smalti, rossetti e trucchi nella più ampia accezione di questo termine esiste una ricerca e sviluppo continua per cercare di unire le nuove tendenze e richieste di mercati variegati, da quello europeo a quello statunitense caratterizzati da tipicità uniche, con esigenze di natura regolatoria, costi formula border line e la necessità di un profilo green e di ecosostenibilità sempre più ricercato: sono i parametri, non sempre totalmente tangibili, come sensorialità, luminosità e variazioni di tonalità a indirizzare gli sviluppi di categoria che riguardano le diverse tipologie di prodotti che fanno parte del settore make up.Kosmetica_Make_up

In questo articolo parleremo di:

Rossetti: la scelta strategica dei lipidi;
• La chimica complessa delle polveri compatte;
Colore e make-up, nuovi pigmenti all’orizzonte.

Rossetti: la scelta strategica dei lipidi

Pensando al mondo dei rossetti è facile collegarlo a concetti di gioco, luci e forme innovative: è fondamentale e interessante comprendere quanta attenzione e conoscenze formulative si nascondano dietro a questo ‘elegante accessoriò come amava definirlo Marilyn Monroe.

Approfondendo la lettura avremo il modo di comprendere la struttura chimica di un rossetto e i parametri fisici più importanti da considerare nel momento in cui si realizza un rossetto, soprattutto in una fase di scale up produttiva.

Di assoluta tendenza è in questo momento l’utilizzo di particolari tipi di lipidi di origine vegetale, contrapposti a quelli di origine sintetica e petrolchimica.

È incredibile il numero di fattori e di diverse varianti presenti all’interno della fase di realizzazione industriale dello stesso: una complessità che la lettura dell’approfondimento può permettere di cogliere in maniera ottimale, passando dalle caratteristiche selettive dei diversi lipidi, prettamente di natura chimico fisica, a quelle sensoriali legate a proprietà di emollienza e lubrificazione, immergendosi nell’universo colorato degli stick labbra.

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La chimica complessa delle polveri compatte

Ogni donna ha utilizzato almeno una volta nella vita una polvere compatta e risulta strano paragonare la semplicità del gesto di applicazione della stessa alla complessità struttrurale che la realizzazione della stessa porta con sé.

Riuscite a immaginare come si possa tenere insieme tante piccole particelle di polvere a dare l’aspetto che un compatto ha sul mercato? Il trucco esiste e si chiama legante. Scegliere un ‘legante’ è un’operazione complessa per il formulatore che deve optare per la scelta migliore considerando il processo di scale up produttivo (durata e velocità) e le singole caratteristiche della sostanza ‘compattante’ tra cui spiccano angolo di contatto e tensione superficiale liquido/solido.

L’approfondimento permetterà di comprendere al meglio le diverse variabili presenti in un processo di compattatura che devono essere attentamente valutate dal formulatore, considerando che leganti di diversa natura, come per esempio trigliceridi o siliconi fluidi, presentano significative differenze di viscosità che influenzano la bagnabilità e l’aspetto esteriore finale della polvere una volta realizzata.

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Colore e make-up, nuovi pigmenti all’orizzonte

Il colore riveste un ruolo di primaria importanza nella cosmesi decorativa e nell’ottica di un incessante desiderio di raggiungere nuove colorazioni vivaci, di trend e dal grande impatto la fisica e le nanotecnologie hanno permesso, grazie al supporto informatico, risultati stupefacenti: leggendo gli articoli allegati sarà possibile comprendere le basi che hanno portato i ricercatori a ottenere la colorazione blu elettrica tipica di una specie di tarantola, pigmenti di questo colore per altro molto rari in natura.

Grazie a un approfondito studio delle caratteristiche nano strutturali presenti in natura, i ricercatori sono riusciti a ingegnerizzare e riprodurre su scala più ampia questo genere di strutture per sfruttarle successivamente in svariati ambiti industriali.

Proseguendo nella lettura riuscirete a comprendere come sia stato possibile produrre uno dei primi colori strutturali non iridescenti su vasta scala, riuscendo a combinare principi base della fisica come riflessione e indice di rifrazione alle più moderne tecniche di analisi biometrica e all’affascinante mondo delle nano strutture: un make-up sempre più innovativo e a misura d’uomo.

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