Uno studio indaga il ciclo di vita (LCA) degli imballaggi cosmetici in plastica per quantificare e confrontare le iniziative chiave che ne influenzano la sostenibilità

Negli ultimi anni l’industria globale degli imballaggi è cresciuta in modo significativo, con conseguente aumento dei rifiuti e delle emissioni. Le aziende cosmetiche riconoscono sempre più il valore della sostenibilità e cercano di rendere i propri imballaggi rispettosi dell’ambiente.

Un prodotto o imballaggio sostenibile soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di adempiere alle proprie necessità. Un metodo comunemente impiegato in tal senso è la valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA).

Il Life Cycle Assessment (LCA)

Si tratta di uno strumento sistematico di analisi dell’impatto ambientale, coperto dallo standard internazionale ISO 14044, che prende in considerazione le diverse fasi del ciclo di vita di un prodotto, dalla lavorazione del materiale al fine vita (EoL), compresi la fabbricazione del materiale di partenza e del prodotto finito, il trasporto, l’uso e lo smaltimento.

La valutazione del ciclo di vita consta di quattro fasi principali: definizione dell’obiettivo e dell’ambito, inventario del ciclo di vita, analisi dell’impatto del ciclo di vita e interpretazione. Una volta completati questi passaggi, la sostenibilità del prodotto può essere migliorata affrontando le questioni ambientali identificate.

Lo studio

Gli attributi chiave dell’imballaggio cosmetico, presi in considerazione nella letteratura accademica e da diversi brand del settore beauty, includono la quantità, la composizione del materiale, l’utilizzo di energia e i metodi di smaltimento a fine vita.

Il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, esamina il ciclo di vita (LCA) degli imballaggi cosmetici in plastica per quantificare e confrontare le iniziative chiave che ne influenzano la sostenibilità.

Nello specifico, sono stati indagati gli effetti ambientali del ciclo di vita della dematerializzazione, del contenuto riciclato, delle iniziative di risparmio energetico e dell’energia rinnovabile che alimenta i processi produttivi, nonché i tassi di riciclaggio a fine vita (EoL) dei vari scenari.

La ricerca considera, inoltre, un’ampia varietà di polimeri di origine fossile e biologica, quali acrilonitrile butadiene stirene (ABS), polipropilene (PP), polietilene tereftalato (PET), composito legno-polimero (WPC) e acido polilattico (PLA).

Le conclusioni

In virtù dei dati raccolti, è possibile affermare che la dematerializzazione e il contenuto riciclato incidono in misura notevole sulla sostenibilità degli imballaggi.

Con materiali riciclati al 100%, è stato rilevato un decremento complessivo dell’impatto ambientale del 42–60% per tutti i materiali analizzati. L’utilizzo del 100% di energia rinnovabile e l’applicazione di misure per ridurre del 50% il consumo energetico nella fase di produzione hanno ridotto l’impatto totale rispettivamente di circa il 9–17% e del 7–13%.

Il polipropilene (PP) ha presentato gli impatti ambientali più bassi nella maggior parte degli scenari vagliati, con una media del 46%.

In conclusione, l’attenzione principale dovrebbe concentrarsi su tre aree chiave: ridurre il volume dell’imballaggio, selezionare materiali appropriati e sostituire i materiali vergini con plastica PCR (plastica riciclata post consumo).

Le aziende dovrebbero dare priorità alla diminuzione delle quantità di imballaggi, senza compromettere l’integrità del prodotto. Trascurare questo aspetto potrebbe incrementare la produzione di rifiuti e determinare, di conseguenza, effetti dannosi per l’ambiente.

In aggiunta, quando l’imballaggio rimane una necessità, è altamente raccomandato l’uso di materiali PCR per sostituire i materiali vergini. Questo cambiamento strategico ridurrebbe ulteriormente l’impatto ambientale e condurrebbe ad imballaggi più sostenibili.

Vassallo N, Refalo P; Reducing the Environmental Impacts of Plastic Cosmetic Packaging: A Multi-Attribute Life Cycle Assessment; Cosmetics. 2024; 11(2):34. https://doi.org/10.3390/cosmetics11020034