Il PHMB è un conservante regolamentato alla voce n. 28 dell’all. V del Regolamento cosmetico n. 1223/2009, ed è autorizzato nei prodotti cosmetici alla concentrazione massima dello 0,3%. C’ è un lungo dibattito in cui sono state prese in esame la SCCS opinion, l’interpretazione legale della Commissione sulle sostanze CMR e la richiesta di chiarezza legale da parte degli Stati membri. È stato evidenziato come SCCS abbia espresso parere negativo sulla concentrazione massima di PHMB (0,3%) in tutti i cosmetici, lasciando aperta la possibilità che concentrazioni minori e un numero limitato di tipologie cosmetiche in cui utilizzarlo possano essere valutati sicuri. Cosmetics Europe ha anche presentato la lettera in cui l’industria s’impegna a fornire a SCCS gli studi di assorbimento cutaneo richiesti nell’ultimo parere. Tuttavia, in considerazione dell’interpretazione legale data dalla Commissione all’articolo 15 del Regolamento cosmetici e della necessità di creare certezza legale per le autorità competenti, la Commissione ha proposto una bozza di Regolamento per la cancellazione del PHMB dall’Allegato V sulla quale gli Stati Membri dovranno inviare eventuali commenti entro la metà di novembre. La Commissione ha anche dichiarato che riesaminerà l’interpretazione legale sul calcolo dei 15 mesi per la procedura di esenzione (articolo 15.2 del Regolamento cosmetici) dall’applicazione dei divieti introdotti dal Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging) 1272/2008 per stabilire se questi scattano dalla classificazione secondo CLP o dall’entrata in vigore dei provvedimenti stabiliti dal CLP.
Ilaria Borgna
Poliamino propilbiguanide
Le novità Skincare
Più di 170 partecipanti al seminario “We Care About Skincare” organizzato da Res Pharma all’interno della prestigiosa cornice del Palazzo Reale di Milano. Una giornata rivolta a tecnici, ricercatori, collaboratori del settore cosmetico per approfondire la tematica Skincare, condividere competenze, innovazioni, sviluppi futuri e presentare le nuove opportunità che originano da una lunga collaborazione di Respharma srl con DSM, iniziata con la distribuzione di vitamine ex-Roche più di 50 anni fa e che oggi si arricchisce della linea Skincare di DSM.
«L’offerta di ingredienti bioattivi, garantiti dal marchio DSM sono le migliori prerogative per una cosmesi funzionale e di qualità superiore – ha dichiarato Agostino Facchini, Presidente di Res Pharma, all’apertura della giornata – questa nuova linea di prodotti ci offre la possibilità di migliorare il servizio ai nostri clienti, dando loro la possibilità di avere un unico punto di riferimento per l’intera gamma di prodotti DSM». «La sinergia della linea Skincare di DSM con i prodotti già forniti da Res Pharma rende più ampia l’offerta alle aziende cosmetiche – come sottolineato da Floor Saris, Direttore Personal Care di DSM – i nostri clienti hanno la necessità di una combinazione di ingredienti per i loro prodotti, per esempio filtri solari in combinazione con sostanze funzionali skincare.» Tante e interessanti le tematiche portate all’attenzione della platea, coordinate dalla Prof.ssa Carla Scesa, Docente di cosmetologia all’ Università di Siena, Bari e alla Cattolica di Roma. L’intervento del Prof. Leonardo Celleno, Responsabile di Dermatologia, Complesso Integrato Columbus, Università Cattolica di Roma e Presidente AIDECO, ha evidenziato come «oggi al cosmetico viene pienamente riconosciuta una funzionalità legata all’interazione necessaria con la pelle e i suoi annessi, solo agendo in tal modo è possibile avere una pelle sana e bella.»
Tra i temi trattati, l’impatto del cosmetico sul significato di bellezza e come il marchio e i prodotti, per essere di successo, debbano creare uno scopo/senso nella vita del consumatore moderno sempre più attento ai temi ambientali e alla sostenibilità. Grande interesse da parte dei partecipanti per le novità della linea Skincare di DSM con le due aree di innovazione dei peptidi sintetici SYN®-Peptides e dei bioattivi organici ALPAFLOR.
Non è mancata una sezione riguardante il core-business di Res Pharma Industriale, dal titolo “Dagli ingredienti al prodotto Skincare” con riferimento a sistemi emulsionanti innovativi, con Emulpharma® ECOTECH, ecosostenibile per formulazioni spray e fluide. Altro tema di grande interesse, curato da C.A.O. Custom Analysis Organization, ha riguardato le metodologie in vitro a supporto dei prodotti personal care. Le relazioni durante l’incontro hanno suscitato grande interesse nei partecipanti, attenzione che si è tradotta in numerose domande indirizzate ai relatori.
«Gli interessanti interventi sono stati lo spunto per riflettere su tematiche che ci toccano da vicino, per guardare al futuro e creare relazioni proficue tra noi e i nostri clienti» ha dichiarato Agostino Facchini, Presidente di Res Pharma a conclusione dei lavori. L’evento è terminato con un’estrazione di premi particolarmente graditi ai vincitori. Grande partecipazione alla visione della mostra «Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau», offerta agli iscritti al seminario. La mostra ha proposto manifesti e pannelli con immagini femminili molto popolari in tutti i campi della società del tempo. Per ulteriori informazioni: info@respharma.com
Bismuto e argento nei prodotti cosmetici

Questo studio ha avuto come scopo l’analisi delle quantità di bismuto (Bi) e argento (Ag) in tre sottotipi di prodotti cosmetici (fondotinta, polveri, e ombretti) al fine di studiare i flussi di acque reflue urbane a Stoccolma, in Svezia. Le analisi hanno dimostrato che il Bi era presente in concentrazioni molto elevate (7.000 a 360.000 mg/ Kg) in un terzo dei campioni di fondotinta e polveri analizzati, mentre le concentrazioni di Ag erano al di sotto del limite di rilevazione. Questi prodotti cosmetici hanno spiegato circa il 24% del totale del Bi misurato nell’anno, durante il trattamento delle acque reflue (impianto di depurazione), sottolineando che i cosmetici possono essere un’importante fonte Bi; mentre per l’Ag è stato rilevato che il contributo ammonta a un valore <0,1 annuo rispetto al totale misurato. I risultati sono stati più o meno adattati per l’Europa e gli Stati Uniti; su scala globale, questi flussi corrispondono a una parte non trascurabile della produzione del Bi nel mondo che, ogni anno, finisce in fanghi di depurazione, limitando il riutilizzo di una risorsa di metallo prezioso.
Journal of Industrial Ecology (2015)
di Chiara Lacapra e Silvia Rum
Ciclosilossani D4 e D5
Il D4 e il D5 sono sostanze che appartengono alla famiglia dei silossani ciclici. Il D4 è classificato come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 2, con indicazione in etichetta del prodotto che la contiene del codice H361, indicante la possibilità di ridurre la fertilità secondo quanto riportato nel Regolamento CLP (CE) n. 1272/2008 della Commissione europea. Il D4 infine, secondo la relazione dell’HID (Danish Hydraulic Institute), è anche sospettato di essere un interferente endocrino..In relazione alle attuali discussioni nel RAC (Risk Assessment Committee) e nel SEAC (Socio-Economic Analysis Committee) relative alla proposta di restrizone d’uso per i ciclosilossani D4 e D5 per motivi ambientali (PBT – Persistent, Bioaccumulative, Toxic), le associazioni di categoria si sono attivate per incontrare le autorità competenti nazionali con l’obiettivo di sostenere la proposta preparata dalle autorità inglesi ma richiedendo un periodo di transizione di cinque anni rispetto ai due anni proposti, oltre al mantenimento delle limitazioni ai solo prodotti wash-off (concentrazione massima autorizzata 0,1%) e all’evitare un processo di autorizzazione, proprio attraverso il sostegno a questa proposta di restrizione.
Nanoemulsioni per applicazioni cosmetiche
Negli ultimi decenni, una notevole e continua crescita della domanda dei consumatori nel settore cosmetico ha stimolato lo sviluppo di formulazioni sofisticate, che mirano a elevate prestazioni, aspetto attraente, vantaggi sensoriali e sicurezza. Tuttavia, nonostante la crescente domanda da parte dei consumatori, il formulatore affronta alcune restrizioni riguardanti l’equilibrio ottimale tra la concentrazione del composto attivo e la formulazione base, tenendo conto della natura della struttura della pelle, riguardanti principalmente la penetrazione ideale del composto attivo attraverso la barriera cutanea naturale. L’emulsione è «una miscela di due fasi immiscibili» e l’interesse verso emulsioni nano-particellari è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni, grazie alle loro caratteristiche specifiche, come alta stabilità e aspetto attraente. Le nanoemulsioni sono generate mediante diversi approcci, anche attraverso metodi a basso consumo energetico. In questo lavoro è presentata la visione globale di questi meccanismi e le diverse alternative per ogni metodo, insieme con i loro vantaggi e svantaggi; tenendo presente che lo sviluppo di nanoemulsioni con prospettive per la produzione su larga scala è uno degli attributi chiave nel processo di selezione del metodo. Pertanto, l’obiettivo di questa review è stato quello di evidenziare i principali metodi applicabili nei cosmetici e nello sviluppo di prodotti dermatologici, le loro specificità, la ricerca recente su questi metodi nel settore cosmetico e la considerazione per l’ottimizzazione dei processi. Tuttavia, nel presente documento, non è analizzato il processo specifico per quanto riguarda le nanoparticelle inorganiche, le nanoparticelle polimeriche e la formulazione di nano capsule.
International journal of cosmetic science (2016), 38(1), 13-24
di Chiara Lacapra e Silvia Rum
Approvati due principi attivi ad azione biocida: formaldeide e esaflumuron

Sono stati pubblicati due nuovi regolamenti di esecuzione per l’approvazione dei seguenti principi attivi ad azione biocida: Reg. (UE) n. 1981/2015 che approva la formaldeide rilasciata dalla N,N metilenbismorfolina (MBM) come principio attivo esistente destinato a essere utilizzato nei biocidi dei tipi di prodotto 6 e 13. Data di approvazione: 1° aprile 2017. Inoltre viene riportato che in considerazione dei rischi per gli utilizzatori professionali, la miscelazione e il carico di prodotti in recipienti di formulazione devono essere automatizzati, fatta eccezione per i casi in cui si può dimostrare che la potenziale esposizione della pelle, degli occhi e delle vie respiratorie alla MBM può essere ridotta a livelli accettabili con altri mezzi. REG. (UE) N. 1982/2015 che approva l’Esaflumuron come principio attivo esistente destinato a essere utilizzato nei biocidi del tipo di prodotto 18. Data di approvazione: 1° aprile 2017. Viene indicato che: i prodotti sono autorizzati solo per l’uso negli Stati membri in cui è soddisfatta almeno una delle condizioni (criteri di esclusione) stabilite dall’art. 5.2 del BPR; essendo l’esaflumuron considerato molto persistente, molto bioaccumulabile e tossico (vPvB), l’esposizione degli animali non bersaglio e dell’ambiente dovrebbe essere ridotta al minimo tenendo presente e applicando tutte le opportune misure di attenuazione del rischio. Ciò include la restrizione al solo uso professionale e l’obbligo di utilizzare contenitori per esche protetti.
ECHA news
ECHA ha preparato una proposta di aggiornamento del CoRAP (Community Rolling Action Plan)per il biennio 2016-2018. Gli Stati Membri (SM) stanno pianificando la valutazione di 138 sostanze, di cui 53 sono di nuova selezione. Il piano finale verrà adottato in marzo 2016. La bozza di piano è stata preparata in stretta cooperazione con gli Stati Membri, tenendo conto di criteri basati sul rischio per la selezione delle sostanze. Il draft del CoRAP include la denominazione non confidenziale delle sostanze, i loro codici identificativi (N. CAS e N. CE), l’anno indicativo di valutazione, i dettagli di contatti degli SM proposti come organi di valutazione e una breve indicazione riguardante l’iniziale ambito di preoccupazione.
Nel febbraio 2016 Il Comitato Stati Membri di ECHA preparerà un parere su tale draft. Sulla base di tale parere l’ECHA a sua volta adotterà il CoRAP finale per pubblicarlo così entro marzo 2016.
Dalla pubblicazione del CoRAP finale aggiornato, gli SM hanno un anno di tempo per valutare le sostanze specificate per il 2016. Se necessario, prepareranno una bozza di decisione necessaria alla richiesta di ulteriori informazioni finalizzata a chiarire i rischi sospettati.
Sanzioni in caso di violazione del regolamento cosmetici 1223/2009
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale italiana n. 297 del 22 dicembre 2015 il Decreto legislativo 4 dicembre 2015, n. 204 dal titolo: «Disciplina sanzionatoria per la violazione del regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici. Le sanzioni previste dal nuovo decreto seguono i medesimi criteri dell’impianto sanzionatorio della vecchia legge 713/86, incrementando in genere l’entità delle sanzioni pecuniarie con l’obiettivo di rispondere a quanto disposto dal regolamento 1223/2009: «Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive». Da notare che sono state introdotte sanzioni per alcune fattispecie ora previste dal regolamento 1223/2009 che non erano invece previste dalla legge 713/86, come per esempio le violazioni agli obblighi derivanti dall’art. 7 del regolamento in materia di identificazione nella catena di fornitura, o le violazioni degli obblighi a carico dei distributori derivanti dall’art. 6 del regolamento.L’attuazione del decreto sanzioni è immediata.
Cosmetica Italia a Bologna racconta il mondo beauty
Il presidente di Cosmetica Italia, Fabio Rossello, ha presentato a Milano, in occasione della conferenza stampa dedicata all’edizione 2016 di Cosmoprof Worldwide Bologna, dati e trend del settore cosmetico. Approfondimenti sui trend di mercato, convegni ed eventi a supporto delle diverse realtà che compongono il panorama beauty caratterizzeranno la presenza di Cosmetica Italia alla 49esima edizione della kermesse bolognese.
La giornata inaugurale di Cosmoprof Worldwide Bologna 2016 sarà caratterizzata dall’appuntamento col convegno internazionale promosso dall’Area tecnico-normativa di Cosmetica Italia. Tra ragione e sentimento: i linguaggi della cosmetica è il titolo dell’evento che venerdì 18 marzo presso il Palazzo Congressi (9.30/13.30) proporrà una riflessione sui linguaggi utilizzati nella comunicazione legata ai cosmetici. Tra rigore scientifico e ideali di bellezza, la comunicazione in ambito cosmetico è infatti in continua evoluzione e riflette i cambiamenti della società.
Sarà invece il Centro Studi di Cosmetica Italia a coordinare diversi momenti di approfondimento sui dati economici del settore. «Accanto all’ormai consueta presentazione de I numeri della cosmetica e al contributo di Mintel nell’esplorazione dei principali trend in ambito cosmetico – ha commentato Gian Andrea Positano, Responsabile Centro Studi Cosmetica Italia – l’intervento di alcuni partner quali Amazon e Netcomm permetterà di analizzare l’impatto di web e strumenti digitali sulle dinamiche del settore». Inoltre, tra i focus sui singoli canali, il Gruppo Cosmetici Erboristeria proporrà sabato 19 marzo (ore 10:30 – Lounge Cosmetica Italia), il convegno Il consumatore globale dei cosmetici di derivazione naturale con interventi a cura del Centro Studi e Alias.Anche Camera Italiana dell’Acconciatura conferma la propria presenza con l’Hair Ring riservato alle esibizioni dei giovani acconciatori under 25 e il convegno L’evoluzione della professione acconciatore: sinergie tra numeri, formazione, normative e trend in programma lunedì 21 marzo alle ore 11 (Lounge Cosmetica Italia). Novità di quest’anno sarà inoltre il Barber Show, esibizione riservata ad una selezione di acconciatori eccellenti under 30 (lunedì 21 marzo all’interno di Hair Ring).
«Nel 2015 abbiamo registrato un dato record per il saldo commerciale del comparto che ha superato i 1.900 milioni di euro grazie allo sviluppo costante dell’export, vicino ai 3.700 milioni di euro (+10,5% rispetto al 2014) – fa sapere Fabio Rossello, Presidente di Cosmetica Italia – L’elevata competitività delle imprese italiane (il fatturato globale del settore nel 2015 ha superato i 9.700 milioni di euro) è data dalla capacità di intercettare e comprendere le evoluzioni del mercato: dai nuovi trend di prodotto (ad esempio il boom dei cosmetici multifunzione), all’individuazione di importanti cluster di consumatori come i millennials, all’intercettazione delle nuove possibilità offerte da strumenti digitali e social network».
Regolamento biocidi
In Italia la Direttiva 98/8/CE, relativa all’immissione in commercio dei biocidi, recepita con il D.L.vo 174/2000 è stata sostituita dal Regolamento (UE) 528/2012 (entrato in vigore il 17 luglio 2012 e applicativo dal 1° settembre 2013) attraverso un periodo di transizione per alcune disposizioni. Un prodotto biocida, come definito dal Regolamento (UE) n. 528/2012, è: qualsiasi sostanza o miscela nella forma in cui è fornita all’utilizzatore, costituita da, contenenti o capaci di generare uno o più principi attivi, allo scopo di distruggere, eliminare e rendere innocuo, impedire l’azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo nocivo, con qualsiasi mezzo diverso dalla mera azione fisica o meccanica; o qualsiasi sostanza o miscela, generata da sostanze o miscele che non rientrano in quanto tali nel primo trattino, utilizzata con l’intento di distruggere, eliminare, rendere innocuo, impedire l’azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo nocivo, con qualsiasi mezzo diverso dalla mera azione fisica o meccanica. Anche un articolo trattato che abbia una funzione primaria biocida è considerato biocida. I biocidi comprendono 22 tipologie di prodotti (PT) divisi in quattro gruppi, con la descrizione di ogni tipologia in base all’attività e all’utilizzo: Gruppo 1: Disinfettanti e biocidi in generale (PT 1, 2, 3, 4 e 5); Gruppo 2: Preservanti (PT 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13); Gruppo 3: Controllo degli animali nocivi (PT 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20); Gruppo 4: Altri biocidi (PT 21 e 22). Alla luce dell’armonizzazione europea, l’Italia ritiene necessario riclassificare gli attuali Presidi Medico-Chirurgici e numerosi prodotti che, se pure hanno una destinazione d’uso biocida, attualmente si trovano sul mercato senza autorizzazione (Prodotti di Libera Vendita – PLV). I PMC, per poter essere immessi in commercio sul mercato italiano, devono essere autorizzati dal Ministero della Salute ai sensi del DPR 392 del 6 ottobre 1998.








