Home Autori Articoli di Ilaria Borgna

Ilaria Borgna

2712 ARTICOLI 0 Commenti

Cola Acuminata per combattere la cellulite

CelluliteOltre a essere fra le principali piante maggiormente conosciute per la celebre bevanda che ne deriva, è fondamentale perché grazie alla caffeina, uno fra i principali costituenti è in grado di contrastare l’inestetismo della cellulite. È una delle principali specie del genere Cola (Kola). Si tratta di una specie sempreverde dotata di un alto fusto, nativa delle foreste tropicali dell’Africa occidentale e appartenente alla famiglia delle Sterculiaceae. Piantagioni di Cola Acuminata sono presenti anche nel sud America, essenzialmente in Brasile, nelle Indie occidentali, in Jamaica e in altre regioni a clima tropicale umido.

Botanica e proprietà
Sono piante con foglie alterne, coriacee, ovali-acuminate, capaci di movimenti foto- e termo-nastici. Le infiorescenze sono portate direttamente dal tronco o dai rami e i fiori possono essere ermafroditi o unisessuali. La fioritura avviene ininterrottamente in tutte le stagioni e così pure la fruttificazione. I frutti, sono schizocarpi costituiti da 4 o 5 elementi oblunghi coriacei. Si tratta di strutture così grosse da somigliare a delle melanzane. Essi sono costituiti da follicoli oblunghi e coriacei, raggruppati a 2-6 e contenenti da 5 a 10 semi ciascuno. Tali semi, chiamati noci di cola, hanno un sapore particolarmente amaro e astringente, dovuto all’abbondante presenza di vari alcaloidi e tannini. La Cola Acuminata gode di proprietà toniche, eccitanti e ricostituenti; diminuisce la percezione della fatica e dell’affanno, migliora la contrattilità cardiaca, l’efficienza nervosa e quella cerebrale. Responsabile di tali attività sono i due principali costituenti, la caffeina e i polifenoli. Soprattutto il primo costituisce, in misura del 2-3-5%, congiuntamente a un’altra sostanza stimolante, chiamata teobromina (0,2-1% ca). La noce di cola ha anche blande proprietà diuretiche.

Come si usano le noci di Cola?
Le noci di Cola si usano essiccate solo tramite somministrazione orale. Non sono conosciuti fino a ora applicazioni per uso esterno. Tutto questo vale sia per i problemi di stanchezza mentale e fisica, ma anche per i trattamenti di bellezza mirati alla riduzione del peso e alla cura della cellulite. Altri usi sono nell’industria alimentare per aromatizzare gelati e bibite. Per quanto riguarda la forma erboristica gli estratti di noci di Cola sono venduti sotto forma di capsule. La dose consigliata è di una compressa per tre volte al giorno. Nelle capsule questi estratti sono mischiati a altre piante per ottenere effetti dimagranti e di controllo del peso corporeo. Un’altra forma “farmaceutica” è la tintura di Cola, usata soprattutto in omeopatia. La tintura di noci di Cola si ottiene diluendo i principi attivi in alcool e acqua, cioè con diverse gradazioni alcoliche. Le noci di cola si possono anche trovare sotto forma di polvere da usare per preparare dei liquori, chiamati, in questo caso, elisir. Per preparare un elisir di noci di Cola servono quelle torrefatte e polverizzate, che devono essere fatte a macerare in un vaso a chiusura ermetica con alcool e glicerina per 48 ore.

Composizione chimica
La noce di Cola è stata utilizzata per secoli dalle civiltà antiche, in quanto veniva sia masticata per ripristinare la vitalità di una persona e per promuovere la digestione, sia consumata per agire da stimolante sessuale, sia impiegata come particolare incenso durante le funzioni religiose. I costituenti della noce di cola sono: caffeina, betaina, niacina, fenolici, proteine, riboflavina, amido, tannini e grassi.

celluliteCaffeina
È un alcaloide naturale di origine vegetale, che si trova nelle foglie, nei semi e nei frutti di oltre 63 specie di piante. È l’omologo e superiore alla teobromina, sostanza contenuta nel cacao, e della teofillina, alcaloide contenuto nelle foglie di tè (fig.1). La caffeina non è solo presente nelle foglie del caffé ma anche nelle foglie di tè e del Mate e nei semi di Guaranà e della Cola Acuminata. A dosi terapeutiche (100-200 mg) produce una lieve stimolazione del sistema nervoso centrale, che può facilitare il lavoro fisico e intellettuale. Gli effetti della caffeina si manifestano con azione stimolante sul sistema nervoso centrale, sull’apparato cardiovascolare, sul rilascio delle catecolamine, sulla sintesi acida a livello gastrico e sul metabolismo in generale. L’effetto della caffeina è biologicamente mediato dall’aumento di AMP ciclico (adenosina 5’-monofosfato ciclico) con un’azione combinata su due livelli (fig.2):

Aumento della sintesi di AMPc: la caffeina blocca l’inibitore dell’enzima adenilato micronodulo, così formato, va incontro a un processo involutivo causato dalla disidratazione e dal ridotto apporto di substrati, con conseguente formazione di zone capsulate di dimensioni maggiori, dette macronoduli. Queste strutture compromettono in modo definitivo la diffusione di nutrienti e ossigeno, causando accumulo di prodotti catabolici e rifiuti cellulari che portano a degenerazione o sclerosi e senescenza precoce del tessuto. Le cause eziologiche della cellulite sono molteplici. Sicuramente intervengono attori fisiologici quali il connettivo lasso, l’esistenza di mucopolisaccaridi con tendenza a polimerizzare e una profonda tendenza alla riduzione degli scambi trofici, causa scatenante dell’intossicazione e dell’invecchiamento cellulare: inoltre l’azione ormonale degli estrogeni, che inducono ritenzione idrica e liposintesi, e dei corticosteroidi, che sembrano intervenire nell’eziopatogenesi di questo processo predisponendo l’individuo alla cellulite. Sono coinvolti anche fattori genetici. Le differenti cause ci permettono di capire meglio gli approcci diversi che integrano l’intervento cosmetico anti-cellulitico adottando opportuni trattamenti sia estetici che di tipo fisico, massaggi, bendaggi, Vega MRT (Rigenerazione e drenaggio linfatico), attività fisica e controllo alimentare, concorreranno a garantire e mantenere quello stato di benessere e di forma fisica, ritardando l’instaurarsi o il peggiorare di un inestetismo sempre più diffuso anche tra popolazione femminile giovanile. ciclasi che trasforma ATP in AMPc.

Rallentamento della degradazione di AMPc: la caffeina inibisce l’enzima fosfodiesterasi, che trasforma AMPciclico in AMP. Gli effetti psicotropi sono controversi poiché dosi minori di 500 mg manifestano sensazioni piacevoli con aumento dello stato di sveglia, di allerta, della capacità di concentrazione e miglioramento generico dell’efficienza fisica e mentale. Al contrario, dosi maggiori inducono agitazione, tremori, nausea, irrequietezza, performance discontinua e diuresi. Questi sono dovuti all’inibizione dei recettori benzodiazepinici da parte della sola caffeina dotata di un grado di lipofilia maggiore dei suoi metabolici e tale da permetterle di attraversare la barriera ematoencefalica più facilmente. Sulla muscolatura scheletrica la caffeina ha effetto contrattile, stimolando il rilascio di Ca2+ nel reticolo sarcoplasmatico per interazione con i recettori rianodici (Rg R1): per questa sua azione è usata nel protocollo europeo per la diagnosi dell’ipertemia maligna, grave sindrome farmacogenetica. La stimolazione di recettori analoghi (Rg R2) presenti a livello cardiaco, e la contemporanea inibizione della fosfodiesterasi, giustificano l’azione cardiostimolante, che ad alte dosi può causare però aritmie, tachicardia e fibrillazione ventricolare. Caffeina e paraxantina sono in grado influenzare la pressione arteriosa perché aumentano la resistenza vascolare sistemica mediante blocco dei recettori adenosinici con effetto contrattile; per ogni tazza di caffé, la pressione sistolica aumenta di 0.8 mmHg, mentre quella diastolica di 0.5 mmHg. La caffeina viene impiegata contro l’emicrania per facilitare l’assorbimento e potenziare l’attività dell’ergotamina, la quale induce vasocostrizione e riduzione del flusso sanguigno extracranico, coinvolgendo i ricettori serotoninergici. Ulteriore conseguenza del blocco delle azioni della adenosina è l’effetto antidolorifico. La caffeina è in grado di ridurre il rilascio di mediatori dolorifici indotto dall’adenosina a livello delle terminazioni nervose ed è capace di attivare le vie noradrenalinergiche, che svolgono azione soppressiva sul dolore, e di stimolare il sistema nervoso riducendo la componente affettiva nell’elaborazione della stimolazione. Infine la caffeina stimola la secrezione acida a livello gastrico per azione sui recettori H2: per questo motivo essa andrebbe evitata nei soggetti predisposti all’ulcera.

figg1-2colaUso cosmetico della caffeina
Se in campo farmaceutico la caffeina trova sempre meno spazio per far posto a farmaci più efficaci e selettivi, in cosmesi trova maggior utilizzo come coadiuvante per il trattamento della cellulite, date le potenzialità lipolitiche e termogeniche. Infatti, il principio attivo “caffeina” ha la capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa) e di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo (attività adipolitica). Risulta, quindi, molto utile come coadiuvante per il trattamento della cellulite, per le potenzialità lipolitiche e termogeniche. L’uso topico della caffeina non comporta a oggi controindicazioni, poiché l’assorbimento transdermico non mostra concentrazioni ematiche tali da indurre effetti sistemici. Sappiamo che per cellulite s’intende il processo sclerotico del tessuto adiposo, che si differenzia dallo stato di obesità localizzata, per la contemporanea presenza di noduli che alterano la struttura del tessuto adiposo. L’inestetismo cellulitico è frequente soprattutto nelle donne e si manifesta in distretti corporei ben definiti (cosce, glutei, fianchi ecc.). Il processo cellulitico origina da alterazioni del microcircolo, con aumento della permeabilità dei capillari situati nel derma e nel lipoderma, che lasciano fuoriuscire plasma in eccesso negli interstizi cellulari generando edema. L’aggravante di questa manifestazione è la concomitante perdita di efficacia del sistema drenante linfatico. La pressione che questa massa in eccesso esercita sulle cellule ne altera le funzioni, con conseguente disorganizzazione delle strutture tessutali fino alla rottura dell’adipocita. La fuoriuscita del contenuto cellulare o la fusione con cellule vicine stimolano i processi difensivi con conseguente sintesi di collagene fibroso che ingloba cellule adipose in una struttura organizzata e isolata: il nodulo cellulitico. Il sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. L’attività adipolitica è costante e ciclica nel tessuto normale con ritmo di circa 15 giorni. Essa avviene grazie all’intervento di ormoni quale il glucagone e l’ATCH che stimolano l’adenilato ciclasi a trasformare l’ATP in AMPc, il quale con azione ormono-simile stimola, tramite fosforilazione, l’attivazione della lipasi adipolitica. Questa permette l’idrolisi dei trigliceridi in digliceridi, successivamente scissi in acidi grassi e quindi rimossi. La caffeina stimola l’attività dell’AMPc inibendo la fosfodiesterasi, enzima che degrada l’AMPc e impedisce la lipolisi. Per risolvere l’inestetismo è opportuno integrare l’intervento cosmetico con opportuni trattamenti estetici di tipo fisico (massaggi, bendaggi, elettroestetica, pneumoestetica) allo scopo di aumentare l’efficacia dell’applicazione topica. L’uso topico della caffeina non comporta a oggi controindicazioni, poiché l’assorbimento transdermico non mostra concentrazioni ematiche tali da indurre effetti sistemici. L’utilizzo topico della caffeina in ambito cosmetico è indicato per il trattamento della cellulite e delle adiposità localizzate ed è giustificato per gli effetti catabolici sugli adipociti come descritto in precedenza. La cellulite non trova beneficio nell’intervento sistemico, perché i principi attivi e la basi xantiniche assunte non raggiungono le formazioni nodulari che sono isolate e collocate in distretti scarsamente irrorati. La caffeina ha caratteristiche ideali per essere assorbita per applicazione topica, grazie a un buon “HLB” che non consente la diffusione attraverso l’epidermide. Diverse formulazioni sono state realizzate per migliorare ulteriormente la cinetica di assorbimento inserendo altri principi attivi, tra i quali il limonene, oppure ricorrendo all’inserimento della caffeina nei liposomi. L’assorbimento è tale da raggiungere gli adipociti sui quali manifesta le proprie funzioni cataboliche, sottraendosi all’immissione nel letto vasale, non portando a picchi ematici tali da indurre effetti sistemici. La caffeina risulta perciò sicura per il trattamento cosmetico della liposclerosi. È opportuno ricordare che l’assorbimento per cutaneo di principi attivi è influenzato dal grado d’idratazione cutanea: la componente lipidica epidermica costituisce il principale veicolo per la dissoluzione delle sostanze applicate. Una sua modificazione o riduzione, comune nel processo di invecchiamento cutaneo, può causare una diminuzione dell’assorbimento. Per questo motivo è consigliabile assicurare la nutrizione e l’idratazione cutanea con prodotti contro l’invecchiamento specifici per le zone da trattare, per migliorare l’efficacia del trattamento estetico. Un particolare recente utilizzo della caffeina ne prevede l’uso come filtro solare per le sole radiazioni UVC, grazie all’assorbimento in questa particolare zona dello spettro elettromagnetico. Il potere schermante su queste radiazioni altamente energetiche, che a lungo andare possono sviluppare neoplasie a carico dell’epidermide, costituisce un fattore di attuale e rinnovato interesse per contrastare gli effetti dannosi causati dall’assottigliamento dello strato di ozono. Sempre nell’ottica di prevenzione dagli effetti dannosi delle radia zioni ultraviolette, studi in vitro hanno evidenziato che la caffeina per via orale svolge azioni protettive nei confronti dei raggi UVB riducendone la potenzialità cancerogena.

I flavonoidi
Sono composti chimici naturali, diffusi nelle piante superiori e particolarmente conosciuti e apprezzati per le loro proprietà salutistiche. Sono infatti dei potenti antiossidanti utili per garantire l’ottimale funzionamento di fegato, sistema immunitario e capillari; contribuiscono inoltre alla prevenzione di numerose patologie, come quelle cardiovascolari, infiammatorie e persino alcune forme tumorali. L’ampia varietà di azioni biologiche ascritte ai flavonoidi dipende in gran parte dalla loro capacità di bloccare il danno provocato dai radicali liberi, che si correla in maniera importante con molte patologie croniche degenerative. Le proprietà antiossidanti dei flavonoidi rendono la Cola Acuminata un potente costituente dei cosmetici. Oltre ad agire per il benessere e la bellezza delle cellule dell’organismo, inducendo un potente effetto anti-cellulitico, esplicano una potente azione antiossidante, difendendo le cellule da radicali liberi o sostanze in grado di attaccare e danneggiare le cellule del nostro corpo.

Benefici
Grazie all’apporto di caffeina che contiene, è in grado di contrastare la sensazione di appetito che può presentarsi più e più volte durante la giornata, cosa che si rivela estremamente utile in uno specifico programma di perdita di peso. Sempre dal punto di vista alimentare, la noce di Cola è in grado di aiutare a secernere i succhi gastrici, favorendo così una buona digestione e un corretto apporto di energia alle cellule. È un forte stimolante ed eccitante, fornendo un’ottima spinta al cuore e al sistema nervoso. Quando viene ingerita può aumentare l’energia fisica e la temperatura corporea, cosa che si rivela efficace per bruciare i grassi e le calorie in eccesso. La caffeina e la teobromina che la compongono aumentano anche l’afflusso di sangue alla testa. Altri vantaggi riguardano una migliore guarigione sia dei tagli sulla pelle, sia delle patologie renali e reumatiche, grazie alle lievi proprietà diuretiche che la contraddistinguono. La forma di base costituita anche dalle foglie della noce è talmente potente da venir utilizzata in medicina come stimolante cardiaco.

Bibliografia
– MA. Sonibare, MO. Soladoye, OO. Esan, OO. Sonibare. Phytochemical and antimicrobial studies of four species of Cola Schott & Endl. (Sterculiaceae). Afr J Tradit Complement Altern Med. 2009 Jul 3;6(4):518-25.
– A. Bennett, K. Weinberg e Bonnie Bealer. Caffeina. Storia, cultura e scienza della sostanza più famosa del mondo. Ed. Donzelli, 2002.

 

di P. Ponzo, biologa molecolare

Dispositivo per il trucco degli occhi per l’applicazione delle ciglia finte

0

Bright, fashion eye, beautiful make up and bright colore

La presente invenzione fornisce un dispositivo per il trucco degli occhi, per l’applicazione delle ciglia finte. Il dispositivo per il trucco comprende un vettore, che ha una superficie atta ad aderire alle palpebre. Il vettore comprende un pigmento e presenta, inoltre, una forma per disegnare la linea dell’eyeliner, quando applicato sulla palpebra della persona. Una pluralità di ciglia sono montate al vettore, per esempio, il vettore può comprendere un tessuto, un film, e in seguito può includere pigmenti incapsulati o applicati.
U.S. Pat. Appl. Publ. (2015), US 20150114422 A1 20150430
di S.Rum e C. Lacapra

L’uso di tecnologie alternative «non animali» nelle valutazioni della sicurezza degli ingredienti cosmetici

0

medical researchIn Europa, la valutazione della sicurezza dei cosmetici si basa sulla valutazione della sicurezza di ciascun ingrediente. L’articolo 3 del regolamento sui cosmetici specifica che un prodotto cosmetico messo a disposizione sul mercato deve essere sicuro per la salute umana se utilizzato normalmente o in condizioni ragionevolmente prevedibili. Per le sostanze che causano qualche preoccupazione, per quanto riguarda la salute del consumatore (per esempio, coloranti, conservanti, filtri ai raggi UV), la sicurezza viene valutata a livello della Commissione di un comitato scientifico, attualmente denominato il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC). Secondo il Regolamento Cosmetici, nell’Unione europea, la commercializzazione dei prodotti cosmetici e dei loro ingredienti che sono stati sperimentati su animali per la maggior parte dei loro effetti sulla salute umana, compresa la tossicità acuta, è vietata. Tuttavia, uno studio risalente a prima che tale divieto entrasse in vigore è accettato per la valutazione della sicurezza degli ingredienti cosmetici. I metodi in vitro riportati nei fascicoli trasmessi per il CSSC sono qui valutati dai reports pubblicati emessi dal comitato scientifico della Direzione Generale della Salute e consumatori (DG SANCO), responsabile della sicurezza degli ingredienti cosmetici. Il numero di studi presentati per il CSSC, che non coinvolgono animali, è ancora ridotto e, in generale, la sicurezza degli ingredienti cosmetici si basa su studi in vivo effettuati prima del divieto.
Regulatory Toxicology and Pharmacology (2015), 71(2), 198-204
di S.Rum e C. Lacapra

Una metodica per caratterizzare i prodotti a base di olio di cocco

0

PDC059HLo scopo del lavoro è stato la caratterizzazione qualitativa di un prodotto recentemente ottenuto dalla transesterificazione dell’olio di cocco (Cocos nuciva, Arecaneae) in presenza di poliglicerolo-6 per la produzione di un nuovo tensioattivo secondario senza polietilenglicoli (PEG). Lo scopo di un tensioattivo secondario è quello di ridurre la durezza di un detergente per la pelle. Il prodotto è stato caratterizzato tramite una analisi a iniezione di flusso a pressione atmosferica con caratterizzazione chimica a spettrometria di massa (FIA-APCI-MS). Lo spettro di massa del prodotto di transesterificazione è stato confrontato con quelli dei materiali di partenza (poliglicerolo e olio di cocco). Le analisi hanno evidenziato la scomparsa dei picchi dell’olio di partenza e la comparsa di nuovi picchi associati ai prodotti di reazione, corrispondenti principalmente ai diesteri di poliglicerolo. Inoltre, erano presenti picchi associati ai residui di poliglicerolo così come ai suoi prodotti di ciclizzazione. Lo sviluppo di questo metodo analitico facile e veloce, che richiede solo pochi minuti per essere eseguito, rappresenta uno strumento molto utile per la caratterizzazione dei prodotti di transesterificazione durante il controllo di qualità dei lotti in produzione.
Cortese et al., 2015. International Journal of Cosmetics, DOI: 10.1111/ics.12206

di A. Bulgarelli

Nuovo database esposizione alle fragranze nei cosmetici

0

fragrance oil with sticksL’esposizione per la popolazione alle fragranze, nei cosmetici e nei prodotti per la cura della persona, può essere determinata per mezzo di uno studio dettagliato e robusto. La frequenza d’uso e le combinazioni dei prodotti utilizzati in momenti specifici durante il giorno consentirà la stima dell’esposizione aggregata per un singolo consumatore e in un campione di popolazione. In questo studio, le abitudini e le pratiche nella cura personale e nell’uso dei prodotti cosmetici sono state ottenute a partire dai dati di ricerca di mercato per 36.446 soggetti, tra i paesi europei e gli Stati Uniti, al fine di determinare l’esposizione alle fragranze. Ciascun soggetto registrava il prodotto utilizzato, i siti del corpo al giorno e il tempo di applicazione in un diario online per 7 giorni consecutivi. I dati dell’indagine non contengono informazioni sulla quantità di prodotto utilizzato per l’occasione o le misure del corpo, come il peso e la superficie della zona cutanea. Tuttavia, per tali parametri si è fatto affidamento sulla letteratura: probabile quantità di prodotto utilizzato per l’occasione o la misurazione del corpo (che potrebbe essere scelta probabilisticamente dalle distribuzioni dei dati basati sulla demografia). L’esposizione quotidiana del prodotto di consumo applicato è stata stimata in base alla frequenza d’uso del prodotto, e simulazioni Monte Carlo d’uso del prodotto e per le misure del corpo. Nel presente lavoro sono presentate le analisi statistiche delle abitudini e le pratiche d’esposizione dei prodotti di consumo, che mostrano la solidità dei dati e la capacità di stimare l’esposizione aggregata dei prodotti di consumo. Di conseguenza, i dati e i metodi di modellazione presentati possono essere utilizzati come potenziale strumento per eseguire valutazioni di sicurezza degli ingredienti per prodotti per la cura personale e cosmetici.
Regulatory Toxicology and Pharmacology (Available online 19 May 2015)
di Silvia Rum e Chiara Lacapra

Ricerca: il lato concreto della sostenibilità

Medical cosmetics with pepper and an avocadoDalla ricerca scientifica e applicativa si sviluppano tecnologie e materie prime per prodotti sostenibili mentre gli studi di LCA sono l’unica strada per valutare in modo oggettivo e indipendente i molti aspetti che contribuiscono all’impatto sull’ambiente del prodotto. Lo sviluppo di ingredienti cosmetici innovativi di derivazione vegetale è un filone sempre più seguito della ricerca cosmetologica, sostenuto da importanti acquisizioni scientifiche circa l’efficacia di molti principi ottenuti da piante in diversi ambiti della funzionalità cosmetica e anche da una rilevante fortuna di mercato. Occuparsi di questi ingredienti oggi significa anche raccogliere la sfida della sostenibilità, traducendo una parola quasi inflazionata in concrete caratteristiche delle materie prime cosmetiche. Da oltre vent’anni Carla Villa dedica a questa area la propria attività di ricercatore e docente presso l’Università di Genova, nella Sezione di Chimica del Farmaco e del Prodotto Cosmetico del Dipartimento di Farmacia, dove peraltro è attivo l’ultimo dottorato italiano in ambito cosmetico. Il gruppo di ricerca che dirige ha focalizzato da più di 15 anni l’attenzione sullo sviluppo e applicazione di metodologie e processi alternativi più puliti, per l’ottenimento di ingredienti cosmetici. Tenendo in considerazione diversi principi della Green Chemistry (utilizzo di risorse naturali e rinnovabili, riciclo di scarti industriali, risorse energetiche alternative, processi mild e prodotti sicuri) questa ricerca si rivolge anche a fornire strumenti alle aziende orientate a percorsi di sostenibilità. In particolare, il gruppo lavora con la tecnologia microonde come fonte energetica alternativa in processi sintetici ed estrattivi.

Il suo gruppo di ricerca ha vinto la Smart-Cup Liguria 2014 per la sezione Agro-food & Cleantech con il Progetto Acadermic: quali sono stati i risultati?
Acadermic è nato da una ricerca multidisciplinare effettuata presso il nostro Dipartimento che ha messo insieme diverse competenze in ambito cosmetico, tecnologico e biomedico. Il progetto ha permesso la preparazione d’ingredienti bioattivi «verdi», ad alto valore aggiunto e a basso costo, ottenuti da scarti dell’industria agro-alimentare mediante tecniche estrattive a basso impatto ambientale, da inserire in formulazioni cosmetiche funzionali. Attraverso una metodica microonde senza l’uso di alcun solvente, è stato possibile il recupero rapido e peculiare delle frazioni acquose delle matrici esauste, ancora ricche di ingredienti attivi quali per esempio polifenoli. Queste «acque essenziali», con buone proprietà antiossidanti, non sono ottenibili con alcun altro metodo noto. L’irraggiamento microonde è stato applicato utilizzando un prototipo multitasking, ideato dal gruppo di ricerca di Genova nell’ambito di una collaborazione con altre università italiane in materia di riscaldamento dielettrico, in particolare con il gruppo della professoressa Leonelli del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di Modena.

Quali sviluppi avrà il progetto?
Il forno, data la semplicità schematica, potrebbe essere riprodotto su larga scala applicando piccole modifiche che permetterebbero il trattamento di grandi quantitativi di matrici. I primi risultati e il riconoscimento ottenuto ci hanno dato sprone ed entusiasmo per andare oltre e pensare più in grande, creando uno spin-off di Dipartimento, Accadermica, che avesse, tra gli altri, l’obiettivo ambizioso di promuovere un cambiamento nell’approccio al prodotto cosmetico, in un’ottica di maggior affidabilità e trasparenza. Con le «acque essenziali» ottenute abbiamo pertanto sviluppato nuove formulazioni cosmetiche che potessero rispondere a specifiche richieste del consumatore, anche di quello più avveduto e informato, sensibile alle attuali e reali problematiche ambientali. Lo spin-off promuoverà da gennaio la nuova linea di prodotti Acadermic, destinata al canale farmacia, utilizzando come punti di forza la trasparenza dell’informazione, attraverso diversi strumenti di comunicazione sviluppati dalla società stessa (è previsto un supporto multimediale e una via di comunicazione che non permettano fraintendimenti) e il rispetto dell’ambiente realmente quantificabile attraverso studi mirati.

Nel mondo cosmetico si parla molto di sostenibilità: a suo parere quali sono gli strumenti più utili per portare sul mercato prodotti «eco-onesti»?
Cosa si intende per prodotto «eco-onesto»? Uno che davvero prova in qualche modo a rispettare l’ambiente o uno che cerca di essere il più trasparente possibile? Dobbiamo fare molta attenzione all’uso di termini come sostenibilità. Ormai è inflazionato, non c’è prodotto che non vanti una qualche «eco-compatibilità». Come fosse un merito. Si rischia di perderne il vero significato, di bruciarlo prima ancora di essere arrivati al traguardo, un traguardo fondamentale per il benessere nostro e della terra in cui viviamo. Credo sia molto più importante essere onesti con se stessi e con il consumatore. Parliamo per esempio di «chilometro vero», più che di «chilometro zero». Lo strumento oggi imprescindibile è il LCA -Life Cycle Assessment: serve a fare un punto onesto e realistico del proprio impatto sull’ambiente. È molto costoso e complicato e bisogna essere pronti al cambiamento, ma è davvero l’unica possibilità costruttiva per un’azienda che vuole operare seriamente una svolta eco-onesta in favore dell’ambiente.

Team Accadermic.
Team Accadermic.

Molte materie prime di base, per esempio oli vegetali di comune utilizzo, risultano poco sostenibili sotto molti punti di vista (distanze, distruzione di habitat originari e perdita di biodiversità…). Si intravedono, anche grazie alle tecnologie innovative come quelle da voi sviluppate e alle biotecnologie, prospettive per uno sviluppo di filiere locali sostenibili per questi ingredienti?
Tocca un tasto dolente. A parer mio le campagne (o se preferisce crociate) contro materie prime particolari sono cicliche, allarmistiche e dilaganti, complice il copia incolla sul web. Ora è la volta della scarsa sostenibilità dei prodotti «lontani» (dell’olio di palma per esempio) fino a parlare di tossicità. C’è una gran confusione. Sarebbe interessante valutare il reale impatto di queste materie prime tramite strumenti oggettivi e adeguati e magari in paragone a un prodotto locale. Purtroppo credo sia più una questione di mode, interessi e precarie ideologie che si spandono anche grazie alla rete, alla cattiva informazione e alla concorrenza sleale. La sostenibilità non può essere pesata a occhio né dal primo venuto. Si rischia di cadere nella banalità e in errori gravi di valutazione. Ci vogliono parametri oggettivi e ben definiti che solo un LCA può valutare. Oggi dobbiamo cercare di essere tutti più sostenibili, a prescindere dalla concorrenza. Dovremmo farne uno stile di vita, non una strategia di marketing. Essere responsabili e coscienti, farci carico del nostro impatto antropico sull’ecosistema. In una battuta: io, quando mi lavo i denti, ho imparato a non sprecare acqua. Me l’ha insegnato mio figlio….

SCAMBIO DI COMPETENZE E AVVIO DI START-UP: RUOLO DELL’UNIVERSITÀ NELLA FILIERA COSMETICA
«L’Università ha un ruolo fondamentale e peculiare – afferma Carla Villa.- È un concentrato di competenze complementari e sfaccettate che permettono una visione molto ampia della ricerca, un approccio multidisciplinare difficilmente ottenibile e riscontrabile in ambito aziendale. Tutto questo è però ostacolato dalle sempre più scarse disponibilità finanziarie, con un numero esiguo di progetti pubblici in questo settore. Sempre più spesso i fondi «necessari» arrivano proprio dalle collaborazioni con i privati. La Liguria è una piccola realtà industriale anche in campo cosmetico, ma l’attività del nostro gruppo di ricerca è ben avviata sul territorio con aziende locali in una sorta di scambio di risorse e competenze. Diversi studenti svolgono la loro tesi sperimentale in azienda ed è capitato più volte che questo abbia portato a una prosecuzione della ricerca, anche attraverso l’assunzione del neolaureato. Inoltre, per fornire agli studenti una visione imprenditoriale, parte del mio corso viene oggi svolto ufficialmente dall’amministratore delegato di una azienda di materie prime cosmetiche genovese con cui collaboro da diversi anni. In ultimo, ma non per importanza, l’interazione e la fiducia consolidata nel tempo con un’azienda cosmetica genovese dove opera un nostro ex studente, oggi cosmetologo affermato, ci ha portato alla costituzione di una start-up che vede l’azienda come nostro partner industriale».

di E. Perani

In che modo la soia combatte rughe e invecchiamento

0
"Soybean.USDA". Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Soybean.USDA.jpg#/media/File:Soybean.USDA.jpg
“Soybean.USDA”. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons –

La gliciteina è un isoflavone della soia (Glycine max, Leguminose) che è noto per le sue proprietà antiossidanti, antiallergiche e anti-osteoporosi. Gli autori hanno studiato gli effetti della gliciteina sulla proliferazione dei fibroblasti del derma e sulla loro migrazione. Il trattamento dei fibroblasti dermici primari con gliciteina ha aumentato la proliferazione cellulare e la migrazione. Inoltre il trattamento con 20 mM di gliciteina per 24 h ha indotto la sintesi del collagene di tipo I e di tipo III, sia a livello trascrizionale che traduzionale. La presenza di fibronectina è aumentata del 20% dopo il trattamento, mentre al contrario la metalloproteinasi-1 della matrice è diminuita dopo 24 ore di incubazione con gliciteina. Infine la sintesi del un fattore di crescita TGF-β è aumentata di circa due volte nelle cellule dopo il trattamento. In conclusione, si può affermare che il trattamento con gliciteina produce effetti anti-invecchiamento, tra cui un aumento del collagene nei mezzi di coltura e la riduzione della β-galattosidasi. Gli autori sono riusciti a dimostrare inoltre che la gliciteina stimola la secrezione di TGF-β, proteggendo le cellule della pelle dall’invecchiamento e dalle rughe.
Mee Kim et al., 2015. Phytotherapy research, DOI: 10.1002/ptr.5313

 

di A. Bulgarelli

Olio essenziale di origano o di palissandro: trattamento cosmetico della cheratosi

"Oregano-spice" di Henna - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 1.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Oregano-spice.jpg#/media/File:Oregano-spice.jpg
“Oregano-spice” di Henna – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 1.0 tramite Wikimedia Commons

La presente invenzione riguarda l’uso cosmetico di composizioni comprendenti un olio essenziale o uno dei suoi componenti, preferibilmente uno dei principali componenti, nel trattamento mirato e nella prevenzione di cheratosi benigne; e, più in particolare, cheratosi indotta dalla radiazione solare sulla pelle di un soggetto. Più nello specifico, la presente invenzione riguarda composizioni a base di olio essenziale di origano o di palissandro (legno di rosa), o linalolo, timolo o carvacrolo e anche applicazioni terapeutiche di una composizione nella prevenzione o nel trattamento della cheratosi attinica, essenzialmente per scopi preventivi.
United States Patent Application 20150150929 (A1); Application Number:13/580979 Publication Date:06/04/2015
di Silvia Rum e Chiara Lacapra

Recupero di carotenoidi dai sottoprodotti di lavorazione dei pomodori

0

Fresh juicy tomato isolated over whiteLa lavorazione industriale del pomodoro genera una grande quantità di sottoprodotti di basso valore, utilizzati principalmente come alimentazione del bestiame o smaltiti; tuttavia, essendo il pomodoro una fonte ricca di carotenoidi naturali, i rifiuti della sua lavorazione possono essere usati per la produzione di prodotti a elevato valore per applicazioni alimentari, cosmetiche o farmaceutiche. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di dare una panoramica dei metodi disponibili per il recupero di carotenoidi e licopene dai sottoprodotti della lavorazione del pomodoro organico, e viene valutata l’influenza delle condizioni estrattive sul recupero dei carotenoidi. In particolare, è valutato l’uso di estrazioni assistite da ultrasuoni (UAE), microonde assistite (MAE), enzima assistite (EAE) ed estrazioni in alta pressione (HPE). Inoltre, è esaminata l’efficacia dell’estrazione con fluidi supercritici (SFE) e, in particolare, l’effetto dei parametri di processo sul recupero dei carotenoidi dai rifiuti industriali di pomodoro.
Food Research International- Volume65- IssuePart_C, Pages 311-321 (2014)
di Silvia Rum e Chiara Lacapra

Convivio – Dentro l’essenza

0

ALIM1280È il nome dell’importante evento tenutosi il 25 giugno a Ferrara nella splendida cornice di Palazzo Turchi di Bagno, per la celebrazione del 35° anniversario del Cosmast, Master di II livello in Scienze e Tecnologie Cosmetiche. La manifestazione ha visto la presenza delle principali associazioni del settore, di innumerevoli esperti del mondo universitario e aziendale. Nel ricco programma di relazioni della giornata l’ospite d’onore è stato il profumiere francese Pierre Bourdon: il grande artista transalpino ha affascinato la platea con una “lectio magistralis”, incentrata sulla figura del profumiere e sul confronto tra materie prime naturali e sintetiche per lasciare poi spazio alla presentazione della sua ultima recente creazione, Le Grand Tour.
La tematica centrale dell’evento è stato il profumo, valutato nei suoi più diversi aspetti grazie agli interventi di professionisti provenienti dal mondo accademico e industriale. Grande risalto è stato dato agli aspetti normativi, soprattutto all’argomento “allergeni” e alle ultime novità comunitarie su tale soggetto, spiegando come talvolta coniugare la componente artistica con le limitazioni legislative sia molto arduo. In una sede universitaria prestigiosa come Ferrara e in una città cosi ricca di storia, non potevano poi mancare interventi volti a celebrare il profumo come pietra miliare dal punto di vista storico – culturale, con approfondimenti sui profumi più utilizzati alla corte degli Estensi.
Il convivio, svoltosi al pomeriggio, è stato preceduto in mattinata da un’originale mostra sulle stazioni olfattive che rimarrà aperta al pubblico fino al 19 luglio e durante la quale i visitatori impareranno a conoscere alcune materie prime che hanno caratterizzato la storia della profumeria. A questo percorso, curato dal Sistema Museale D’Ateneo di Ferrara e dal Museo del Profumo di Palazzo Mocenigo di Venezia, ha fatto seguito un itinerario tra le famiglie olfattive nell’attiguo orto botanico.

di Luca Ilorini

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...