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Ilaria Borgna

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L’Europa in cerca di un posto al sole

hatIl mercato mondiale dei trattamenti solari evidenzia percentuali di crescita vicine alla doppia cifra e valori importanti, ma gli osservatori sottolineano come all’ascesa della domanda negli emergenti faccia da contraltare il rallentamento dei Paesi occidentali, fra gli USA in discesa e la stasi europea.
Nel 2013, annata alla quale si riferiscono le più recenti statistiche disponibili di Euromonitor International, il mercato mondiale dei trattamenti solari ha generato valori da 9,4 miliardi di dollari, mentre a cavallo fra il 2013 e il 2014 la sua crescita si è attestata attorno agli otto punti percentuali. Sono stati i prodotti protettivi a rappresentare la fetta più importante della torta con 8,2 miliardi per un incremento dell’8,8%, seguiti da molto lontano dalla categoria after sun (647,5 milioni, +3,3%) e dagli auto-abbronzanti a 576,1 milioni per un passo in avanti dell’1,5%. Stando alla ricerca Blurring the lines in beauty: Global market and consumer demands for multi-functional products in sun care and skincare presentata il 27 febbraio dalla stessa società, l’Europa resta oggi la regione trainante. Gli acquisti in Brasile, Cina e Stati Uniti sono senza dubbio destinati ad aumentare da qui al 2018, ma i Paesi che gli analisti Oru Mohiuddin e Nicole Tyrimou hanno classificato alla voce Altri continueranno ad attrarre più della metà della spesa complessiva. La tendenza del momento premia le soluzioni multi-funzionali che integrano prerogative anti-imperfezione e correttive con quelle di protezione propriamente dette. E questo è senza dubbio un elemento strategico del quale i produttori debbono tenere conto nella loro corsa alla riconquista della clientela nei mercati più consolidati. Guidati anche dalla maggiore consapevolezza dei rischi di una eccessiva e incontrollata esposizione ai raggi ultravioletti i consumi europei di settore sono al 78% appannaggio dei prodotti protettivi. Sempre due anni orsono circa il volume d’affari complessivo dei trattamenti solari nell’Unione era salito dell’1,4% toccando il picco dei 2,7 miliardi di euro grazie soprattutto alle performance ottenute in Italia, Spagna e Francia. Già nel corso del 2014 le tre locomotive del comparto avevano però dato segni di stanchezza pur continuando a ospitare quasi la metà delle vendite totali. Il Regno Unito aveva totalizzato un business da 395,4 milioni espressi in dollari americani crescendo del 2,6%; laddove la Germania si era arrestata a 218,4 milioni per un modesto +1% di sviluppo. Indagini firmate da Kantar Worldpanel, aggiornate al settembre 2013 e riprese da organi d’informazione internazionali hanno mostrato come il 21% delle donne spagnole e britanniche scelga idratanti potenziati dall’aggiunta di fattori di protezione solare per un uso quotidiano. Sulla stessa falsariga si situa il comportamento delle russe (11%) e delle polacche (14%) ma il trend non è ancora tanto popolare in nazioni quali la Francia, la Repubblica federale tedesca e, infine, in Italia.

SolariItalia: un consumo legato alla stagionalità
Proprio in relazione alla Penisola Euromonitor International ha rilevato come a dispetto degli allarmi circa l’invecchiamento precoce della pelle e soprattutto i rischi di cancro il consumo di trattamenti solari rimanga legato alla stagionalità, concentrandosi così soprattutto nei mesi estivi. Questo, unitamente alla crisi economica, ha fatto sì che nel corso degli ultimi anni il settore abbia incontrato alcune difficoltà e abbia visto i suoi fatturati ridursi, benché l’opinione degli osservatori è che la decrescita non dovrebbe risultare particolarmente marcata. Efficacia e convenienza dei prodotti sono i driver che orientano la maggior parte delle scelte e questo fa supporre che le formulazioni a più elevato valore aggiunto possano guadagnare terreno sul medio-breve termine. Capolista dello scenario, stando alle più recenti rilevazioni, era Beiersdorf, con uno share del 20% dovuto principalmente al buon andamento di Nivea Sun che si è accaparrato il 19% dei valori; grazie al brand Eucerin e soprattutto in virtù di azzeccate campagne di marketing e pubblicitarie. Una quota del 10% è stata attribuita a Bilboa, piazzatasi seconda davanti a Garnier Ambre Solaire, fermatasi alla quota dell’8% in termini di valori. Fra i fattori di successo per i vendor sul territorio, la proposta di formati in latte e crema, in genere ritenuti più convenienti e di più semplice utilizzo.

solari2Francia: un mercato orientato all’innovazione
Euromonitor International ipotizza che anche nel prossimo futuro lo scenario transalpino possa essere caratterizzato dalla corsa dei produttori all’offerta di realizzazioni innovative che consentano loro di reggere l’urto di una competizione sempre più strenua e di conquistare quote del mercato. Sino alle ultime indagini, a occupare il più alto gradino del podio era Gemey Maybelline Garnier con una fetta del 15% delle vendite complessive e con l’etichetta Garnier Ambre Solaire in grado di coprire in misura soddisfacente una vasta gamma di esigenze nell’ambito dei trattamenti solari. Seconda si è classificata Beiersdorf France – la cui linea Nivea Sun risulta allo stesso modo trasversale nella sua capacità di rispondere a bisogni di diverso genere – con il 13% del mercato: ed entrambe le leader possono contare sulla capillare presenza anche fra i distributori generalisti. Terza con il 9%; e con una diffusione ampia nei canale delle farmacie e dei punti vendita dedicati che veicolano in particolar modo il suo brand Avène, si è classificata Laboratoires Pierre Fabre SA. Condizioni climatiche favorevoli e una rimarchevole sensibilità nei confronti delle problematiche legate alla salute della pelle hanno permesso al segmento sun care di rafforzarsi nella République.

Spagna: calano le temperature, langue la competizione
Una discesa del 2% delle transazioni complessive è quanto calcolato da Euromonitor International nei riguardi delle vendite di trattamenti solari in Spagna nel corso dell’intero 2013 quando a influenzare negativamente il comportamento dei consumatori è stato il clima più fresco del previsto. Stenta a scaldarsi anche la battaglia fra i grandi produttori per accaparrarsi le posizioni di testa sul mercato, dominato da L’Oréal con il 30% dello share e con l’immancabile Garnier Ambre Solaire. Sebbene rimanga campione di vendita indiscusso il vendor sta in realtà assistendo a una erosione delle sue quote a vantaggio delle famiglie di prodotto private label di Mercadona, operatore nazionale della grande distribuzione organizzata. Gli osservatori hanno posto l’accento sulla ripresa dei consumi attesa ad accompagnare il piano di riforme attuato dall’esecutivo nazionale e sul possibile ritorno in positivo del Prodotto interno lordo o Pil, di cui si pronostica la crescita nel 2015. È difficile tuttavia che il miglioramento del quadro macroeconomico possa riflettersi sin da subito sulle performance della cosmesi ed è per questo che rispetto al decremento dei valori di mercato sino a sette punti percentuali, a prezzi costanti, non ci si aspettano variazioni di entità significativa.

Germania: la carica dei prodotti multifunzionali
A impattare in negativo sulla performance recente dei trattamenti solari in Germania è stata secondo Euromonitor International l’affermazione a passo di carica di quelle creme multifunzione che integrano anche caratteristiche di protezione solare alle quali si è già accennato in apertura. Gli osservatori descrivono il pubblico tedesco come esigente e sofisticato, attento com’è alla naturalità, alla sostenibilità ambientale e alla natura rigorosamente organica delle formulazioni cosmetiche. Sono così in crescita le soluzioni in grado di coniugare gli effetti di protezione dal sole con quelle di idratazione e anti-invecchiamento, per le quali gli analisti pronosticano ulteriori future impennate. Leader, nelle considerazioni di Euromonitor, è L’Oréal Deutschland con il 23% del business e capace di ritoccare verso l’alto tanto i suoi volumi quanto i suoi incassi. Fra le protagoniste del suo duraturo boom c’è la famiglia Garnier Ambre Solaire grazie sia alle protezioni e sia ai doposole. Beiersdorf si è sistemata immediatamente alle spalle delle multinazionale di origine francese garantendosi il 15% dei valori in gioco, abilmente supportata dalle linee Nivea Sun e da Eucerin.

Gran Bretagna: sull’onda di una breve estate calda
Un report dedicato al Regno Unito che Euromonitor ha pubblicato nell’agosto dello scorso anno riferiva di vendite di trattamenti solari in declino del 3% nel 2013 in termini di valori nonostante il +1% messo invece a segno dal punto di vista dei volumi, trainati dal comparto delle protezioni. Sono bastate, secondo gli analisti, due settimane di caldo intenso nel corso del mese di luglio perché la classe merceologica potesse mettere a segno un più che accettabile +3% di vendite, testimonianza di un panorama tutto sommato piuttosto ricettivo e ben disposto a investire su articoli di questo tipo. Sul breve-medio termine l’aspettativa è per una persistente staticità del panorama, che potrebbe però mostrare lievi segnali di una ripartenza e che saluterà comunque un incremento delle quantità vendute. A prezzi costanti un +1% di fatturato dovrebbe registrarsi sui versanti delle protezioni e dei doposole mentre sostanzialmente piatto dovrebbe mantenersi lo scenario degli auto-abbronzanti. Col 27% dei valori L’Oréal rimane capolista in virtù di vendite per 72 milioni di sterline sulle quali pesa per il 77% il portfolio di Garnier Ambre Solaire, seguito dall’altro bestseller Sublime Bronze.

TRATTAMENTI SOLARI
Nel 2013 il volume d’affari complessivo nell’Unione era salito dell’1,4% toccando il picco dei 2,7 miliardi di euro e per il 78% era appannaggio del mercato delle protezioni.

EFFICACIA E CONVENIENZA
Sono i driver che orientano le scelte dei consumatori italiani, dai quali ci si attende una crescente attenzione verso i prodotti a maggiore valore aggiunto.

Bibliografia
– Euromonitor International: www.euromonitor.com/
– Kantar Worldpanel: www.kantarworldpanel.com/ (citato in: www.happi.com/ – 01/04/2014).

di R. Carminati in collaborazione con Euromonitor International

Efficacia dell’olio di caffè verde nelle formulazioni cosmetiche

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GreenCoffee1_largeL’olio dei semi del caffè verde (Coffea arabica) viene usato come principio attivo grazie alle sue proprietà come emolliente, promotore dell’idratazione cutanea e schermante dalla radiazione UVB. Tuttavia per ottenere una formulazione stabile ed efficace contenente quantità variabili di GCO è necessario conoscere le specifiche caratteristiche chimiche degli ingredienti combinati. Pertanto questo studio ha valutato il comportamento reologico, la presenza di cristalli liquidi (LCS) e gli effetti protettivi della pelle di formulazioni contenenti GCO, per correlare questi parametri con le concentrazioni di GCO; gli autori hanno fatto uso dell’analisi statistica in componenti principali (PCA). Formulazioni contenenti GCO (0-15%) sono state sottoposte a test di stabilità, alla determinazione del comportamento reologico dopo 90 giorni di conservazione, al rilevamento di LCS con un microscopio a luce polarizzata e alla determinazione del fattore di protezione solare (SPF) in vitro. Gli effetti protettivi in vivo sono stati valutati nei topi con tecniche biofisiche e di analisi istologica. I dati sono stati correlati con la PCA. Nonostante i bassi valori di SPF, le formulazioni con GCO hanno determinato un incremento di questi valori direttamente proporzionale alla concentrazione dell’olio. Si è concluso che la stabilità e le proprietà protettive della pelle sono influenzate dal GCO, ma gli effetti desiderati sono sostanziali solo quando l’olio è presente in alte concentrazioni.
Wagemaker et al.2015. Industrial Crops and Products, 63:34-40

di A. Bulgarelli

Uso degli acidi organici in caso di acne e macchie della pelle

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Acne skinL’acne è una delle malattie della pelle più frequenti che si verifica nella pubertà, ma si può presentare anche in età adulta. I fattori più importanti responsabili dell’acne sono l’elevata produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee e il blocco del follicolo a causa di ipercheratosi. Inoltre, il terzo fattore eziopatogenetico è l’eccessiva riproduzione della microflora. Il batterio più significativo responsabile della formazione di lesioni cutanee è il Propionibacterium acnes, un batterio anaerobico Gram-positivo e aerotollerante a forma di bastoncello. Si stima che il P. acnes sia responsabile per l’acne in circa l’80% delle persone di età compresa tra gli 11 e i 30 anni. Anche lesioni cutanee cicatrizzate spesso possono causare macchie della pelle e la formazione di cicatrici. Le sostanze chimiche esfolianti che vengono comunemente utilizzate in dermatologia e cosmetologia sono gli acidi organici. Il trattamento esfoliante con acidi organici è noto come «peeling chimico» e consiste nell’applicazione controllata di tali sostanze sulla pelle; la profondità di esfoliazione dipende dalla concentrazione di acido organico, dal tipo di sostanza e dal tempo di contatto con la cute. L’utilizzo di agenti esfolianti sembra essere utile nell’eccessiva cheratinizzazione, uno dei numerosi fattori responsabili dell’acne, e inoltre è un metodo popolare di rimozione delle macchie cutanee. Considerando la struttura chimica, le sostanze più comunemente utilizzate in cosmetologia sono alfa-idrossiacidi (acido glicolico, acido lattico, acido mandelico e acido citrico), beta-idrossiacidi (acido salicilico) e altri acidi organici, come l’acido tricloroacetico e l’acido piruvico. In questo articolo è proposta una review della letteratura sull’uso degli acidi organici per la «terapia» dell’acne e lo scolorimento cutaneo.
Postepy Higieny i Medycyny Doswiadczalnej (Online)-Volume69, Pages374-83(Journal Article) – 2015

 
di S. Rum e C. Lacapra

Sun Protection Conference 2015

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Sun-Protection-ConferenceI primi filtri solari proteggevano contro le scottature ed erano essenzialmente protettivi contro UVB con bassi fattori che permettevano una facile abbronzatura. La tendenza attuale dei prodotti solari moderni è quella di fornire una protezione a 360°, anche se ancora, erroneamente, l’attenzione è più concentrata alla «quantità» della protezione, piuttosto che alla «qualità». Infatti, a oggi un livello di protezione UVA è un requisito per la maggior parte dei mercati di tutto il mondo, ma questo è sufficiente in termini di qualità di protezione ad ampio spettro? Ci sono altre lunghezze d’onda che dovremmo prendere in considerazione nelle nostre strategie di protezione? Questo sarà il tema portante della 13a edizione della Sun Protection Conference, che si terrà il 9-10 giugno 2015 presso The Royal College of Surgeons di Londra. Verrà inoltre esplorato e rivisto il tema delle strategie di sviluppo di un prodotto solare in termini di qualità di protezione, sostanze naturali e comportamento umano. Inoltre, relatori esperti di fama internazionale sono stati invitati a fornire un aggiornamento sulla tecnologia del sun care, i test e le normative internazionali che riguardano lo sviluppo, la sperimentazione e la promozione di prodotti solari.

di Benedetta Briasco

Maturazione termica del fango: la sostanza organica e l’attività biologica

4.1.1

Molti dei trattamenti terapeutici e cosmetici offerti nelle stazioni termali sono centrati sulla fangoterapia, per idratare la pelle e prevenirne l’invecchiamento. Il fango termale è una matrice complessa composta da elementi organici e inorganici che contribuiscono alle sue funzioni. È un prodotto naturale derivato dalla lunga miscelazione di argilla e acqua termale. Durante la sua maturazione, le sostanze organiche sono fornite dalle microalghe, che sviluppano la composizione caratteristica dell’acqua termale. Lo scopo di questo studio è stato quello di individuare le modalità per l’introduzione di parametri oggettivi come base per la caratterizzazione fango termale e la valutazione della sua efficacia. I campioni di fango termale sono stati raccolti presso il centro termale di Saturnia, dove si trovano diverse piscine sulfuree. La maturazione del fango è stata valutata mediante determinazione dei componenti organici utilizzando metodi di estrazione e cromatografia analitica (HPLC, GC- MS, SPME). È stata valutata anche l’attività antiradicalica di campioni di fango a diversi stadi di maturazione, in fase omogenea, utilizzando diversi test (DPPH, ORAC, ABTS). Sono state identificate diverse classi di composti come per esempio acidi grassi insaturi, acidi bicarbossilici, chetoacidi, ecc. L’analisi SPME ha mostrato la presenza di vari idrocarburi (C11- C17) e altri componenti. Sei o sette mesi sembravano adeguati per completare il processo di maturazione e l’effetto principale del tempo di maturazione è stato l’aumento dei lipidi. I risultati indicano che la maturazione del fango termale può essere seguita sulla base dei cambiamenti della sua composizione organica e le proprietà antiossidanti a lungo tempo. I risultati evidenziano inoltre la necessità di sviluppare standard per fanghi termali in relazione alla valutazione del loro utilizzo per scopi terapeutici e cosmetici.
International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(3), 339-347
di S. Rum e C. Lacapra

Schiuma da barba spray contenente composti ammonici quaternari

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4.1.1Questo lavoro descrive l’uso di una formulazione, condizionante per capelli in spray, contente composti ammonici quaternari utilizzabili per la rasatura e una metodica per la stessa. La formulazione viene spruzzata sulla parte della pelle da radere con un applicatore a spruzzo e poi la cute così pretrattata viene rasata con una lama di rasoio. La formulazione proposta è composta nel modo seguente (% in peso): fenossietanolo 0.600, dimeticone 1.000, PEG-40 olio di ricino idrogenato 0.900, behentrimonio cloruro 1.000, alcol stearilico 1.000, quaternium-87 1.000, silicone quaternium-18 0.200, trideceth-6 0.060, trideceth-12 0.020, profumo 0.900, acqua a 100.
PCT Int. Appl.- 13pp-.Patent (2014)- (patent information: Sep 4, 2014, WO 2014131537-A1)
di S. Rum e C. Lacapra

Estrazione dell’olio essenziale di fagraea fragransRoxb. fiori e valutazione attività biologiche per la profumeria

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Essenze profumiL’obiettivo di questo lavoro è stato quello di ottimizzare le rese di olio essenziale di fagraea fragransRoxb. fiori in distillazione, utilizzando il Central Composite Design (CCD), per valutare la sua attività biologica per le eventuali applicazioni in profumeria e nel settore cosmetico. Il CCD è stato applicato per studiare le influenze di parametri operativi [acqua dei fiori in peso (X1) e tempo di distillazione (X2)] sulle rese di olio essenziale (Y). I composti chimici dell’estrazione dell’olio essenziale nelle condizioni ottimali sono stati identificati mediante spettrometria di massa e gas cromatografia. L’attività antiossidante dell’olio essenziale è stata determinata con i radicali ABTS• + e DPPH•, e gli effetti citotossici sono stati valutati su cellule umane del rene embrionale (HEK293) mediante l’utilizzo del saggio MTT. Inoltre le proprietà aromatiche dell’olio essenziale sono state esaminate da cinque esperti volontari sani. Le migliori condizioni per ottenere il massimo della resa dell’olio essenziale erano 7,5 mL g- 1 (X1) e 215 min (X2). La resa dell’olio essenziale (0,35 ± 0,02% v / w) è vicino al valore previsto da un modello matematico (0,35 ± 0,01% v / w). 3- Octadecyne, Z, Z, Z- 7, 10, 13- hexadecatrienal, nerolidolo E-, pentadecanal e linalolo sono stati i principali componenti rilevati nell’olio essenziale. L’olio essenziale ha mostrato capacità antiossidanti moderate senza effetti tossici sulle cellule HEK293 a 1- 250 mg mL- 1. I risultati offrono le condizioni operative per l’estrazione dell’olio essenziale di F. fragrans utilizzando la distillazione; esso potrebbe essere usato come fragranza naturale, ad attività antiossidante con lieve citotossicità, nei prodotti di profumeria e per diverse applicazioni cosmetiche.
International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(3), 272-281
di S. Rum e C. Lacapra

Elastomeri di silicone: innovazione e applicazioni

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Pink cosmetics tube isolated on white
Pink cosmetics tube isolated on white

Ottenere la sensazione e le prestazioni della formulazione desiderate, è stato notevolmente semplificato dall’evoluzione della chimica silicone. I siliconi sono stati gli ingredienti cosmetici più popolari per decenni e hanno portato a texture innovative nella cura della pelle e nel trucco. Sebbene i siliconi abbiano iniziato come sistemi polimerici lineari di base di poli-dimetil-silicone (INCI: dimeticone), o più volatili, siliconi ciclici più brevi come cyclopentasiloxane; le tecnologie si sono evolute a sviluppare varie forme derivate da queste principali. I derivati che sono stati fatti ad esempio attraverso siliconi sostituiti con fenili, come fenil-trimeticone. In passato, il peso molecolare del silicone imponeva la viscosità e l’utilità all’interno delle formulazioni ma bisogna considerare che le tecnologie attuali possono fornire benefici differenziati con una svariata gamma di ingredienti. In particolare, la chimica dell’elastomero ha creato reticolazione di polimeri lineari ed è stata significativa per lo sviluppo nel settore dei cosmetici. La chimica dei siliconi, utilizzati come emulsionanti, ha ampliato la capacità come elastomeri dei siliconi nelle formulazioni ed esteso il loro utilizzo. Attributi dell’elastomero: l’introduzione degli elastomeri di silicone per l’industria cosmetica ha offerto sostituzioni uniche e la proprietà di modificare sistemi alcol-olio e grassi tradizionali, che hanno dominato le formulazioni per la maggior parte del XX secolo. Questo ha permesso la produzione di formulazioni per fornire prestazioni estetiche eccezionali, fornendo ulteriori vantaggi come soft focus e la linea di riempimento, senza l’untuosità attribuita ai sistemi tradizionali.
Cosmetics&Toiletries (2015), 130(1), 36, 38-39
di C. Lacapra e S. Rum

Sistemi lipidi-carotene mirati per radicali liberi scavenging

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07183FCHL’eccessiva esposizione della pelle ai raggi infrarossi (IR) e UV porta alla formazione di radicali liberi (FR) che degradano le proteine della matrice extracellulare della pelle. Queste sono le principali cause d’invecchiamento precoce della pelle, così come altre malattie della cute. Il meccanismo di difesa innato della pelle comprende molecole antiossidanti endogene, quali caroteni, vitamine, enzimi e altri componenti; queste molecole lavorano attivamente per gli FR, se però il numero di FR formatasi nel tessuto aumenta notevolmente il sistema di difesa antiossidante potrebbe non essere in grado di neutralizzarli. Per questo motivo, gli antiossidanti supplementari sono fondamentali per rafforzare le difese della pelle attraverso la cosiddetta protezione solare biologica. Sostenere la pelle con gli antiossidanti in grado di ridurre la formazione di FR è molto importante, tuttavia gli antiossidanti topici hanno una stabilità limitata e se non adeguatamente formulati perdono rapidamente i loro effetti protettivi. Sono state sviluppate strategie di formulazione per affrontare questa instabilità, tra cui nuovi veicoli, imballaggi e nuove tecnologie d’incapsulamento. Per ottenere la reale efficacia, tali tecnologie dovrebbero focalizzare le molecole in strati mirati della pelle, dove si stanno formando i FR. In questo studio, gli autori hanno valutato l’efficacia di un nuovo sistema di lipidi- carotene composto da diversi aggregati lipidici, strutture discoidali e vescicole combinate per massimizzare le interazioni con la cute attraverso un meccanismo biomimetico. Le vescicole presenti nel sistema hanno un effetto di superficie, migliorando le condizioni cutanee superficiali, mentre le strutture lipidiche sono in grado di modulare la funzione barriera della pelle e passare attraverso gli spazi intercellulari stretti dello strato corneo (SC); una volta penetrate sono in grado di ancorarsi tra gli strati della pelle per un’azione duratura, come per esempio il contenuto di acqua, temperatura e pH ecc. Considerando le recenti scoperte in materia di danni al collagene causato dal campo spettrale IR e una valutazione strutturale del collagene nella pelle trattata con il sistema di lipidi-carotene è stato anche eseguito da scattering di raggi X a basso angolo (SAXS) utilizzando la radiazione di sincrotrone. Inoltre, gli effetti FR-scavenging sono stati valutati in diverse fasi di esposizione ai raggi UV, e in una formulazione solare usando la risonanza paramagnetica elettronica (EPR).
Cosmetics & Toiletries (2015), 130(3), 30, 32-37
di S. Rum e C. Lacapra

Trattamento spot-lightening

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La pigmentazione del viso aumenta con l’età e l’esposizione ai raggi solari, e rappresenta un problema estetico per molti. Strategie multiple sono richieste per il trattamento cosmetico di tali imperfezioni, accelerando il rinnovamento della cute, inibendo i radicali liberi, fornendo fotoprotezione, impedendo così la formazione di granuli di melanina e trasferimento, riducendo la pigmentazione con agenti sequestranti, e migliorando la penetrazione cutanea.
Cosmetics & Toiletries (2015), 130(3), 48, 50-52
di S. Rum e C. Lacapra

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...